Evelyne: analisi e commento del racconto di James Joyce

Di Marta Ferrucci.

Analisi e commento di Evelyne, uno dei racconti presenti all'interno della raccolta Gente di Dublino di James Joyce.

Cos'è Evelyne?

James Joyce
James Joyce — Fonte: getty-images

Evelyne è uno dei quindici racconti che appartiene a “Gente di Dublino” (Dubliners) la raccolta dello scrittore irlandese James Joyce iniziata nel 1904. I racconti inizialmente dovevanoessere pubblicati su un quotidiano irlandese ma nel 1915 diventano un libro, un testo narrativo di quindici racconti tutti ambientati a Dublino, luogo di nascita dell’autore.

La storia può essere divisa in due sezioni:

  1. La parte in cui Evelyne fa delle considerazioni sulla sua vita
  2. La parte in cui si evidenzia il fallimento morale di Evelyne

Le considerazioni sulla vita di Evelyne

È sera e l'azione si svolge nel soggiorno della casa in cui vive Evelyne con la sua famiglia. Caratteristiche di questo luogo sono la polvere e la poca luce. La ragazza è stanca, il mondo fuori dalla finestra le fa pensare alla sua infanzia. Ricorda il campo in cui lei e altri bambini avevano giocato fino a quando un uomo di Belfast non lo comprò per costruirci delle case. Ernest, il fratello maggiore, era troppo grande per partecipare ai loro giochi e ora è morto.

Evelyne e gli altri bambini giocavano ma sempre attenti alla presenza del padre di lei, descritto come un adulto ostile che interferiva e rovinava il loro gioco. Anche ora teme il padre perché è un uomo violento che non sa controllarsi.
Nella stanza dove si trova Evelyne c’è la foto di un prete che fu compagno di scuola di suo padre. Il sacerdote è diventato una fotografia ingiallita, Evelyne è circondata da oggetti vecchi e polverosi.
Frank è il fidanzato di Evelyne, un ragazzo gentile, vivace e di buon cuore che le propone di fuggire insieme. Tra lui e il padre di Evelyne non corre buon sangue: il vecchio uomo teme che Evelyne possa allontanarsi dalla famiglia ma, oltre a questo, diffida dei marinai. Evelyne è intrappolata tra:

  • un futuro lontano dalla sua famiglia con Frank (fuga)
  • la passività verso cui la trascina la famiglia e l’ambiente in cui è cresciuta (paralisi)

Il fallimento morale di Evelyne

Evelyne è sulla banchina ed è circondata dalla folla. È paralizzata e non è in grado di salire a bordo della nave. Questa situazione rivela che la sua relazione con Frank in fondo è superficiale, non ha il coraggio di correre rischi e non dà a Frank "nessun segno di amore o addio o riconoscimento" come lui la esorta a fare.

L’affetto per la famiglia, il suo senso del dovere prevalgono sul resto,  nonostante la casa abbia “tende impolverate” e in quella famiglia ci sia un padre spesso ubriaco e violento. Evelyne è rassegnata a vivere una vita senza amore e senza libertà.

Spazio e tempo in Evelyne di Joyce

Sono diversi gli elementi che fanno conoscere al lettore lo spazio in cui è ambientato il racconto:

  • La finestra rappresenta il confine tra lo spazio interno ed esterno.
  • La polvere sulle tende e sull’harmonium scordato.
  • La fotografia ingiallita del prete che rappresenta la grande fede della sua famiglia, fede che nasce dal contatto con l’ambiente esterno.

Alcuni elementi forniscono al lettore l’idea del tempo, come le frasi:

  • guardava la sera
  • giocavano ogni sera
  • a quei tempi
  • tanto tempo addietro

Punto di vista e focalizzazione

Immagine di vecchi "dubliners"
Immagine di vecchi "dubliners" — Fonte: getty-images

All’inizio siamo davanti ad un narratore omnisciente perché descrive gli atteggiamenti, gli stati d’animo e le sensazioni dei personaggi. Dopo un po’, però, l’autore inizia ad usare un discorso diretto libero; dopo non molto il narratore torna ad essere omnisciente.
Verso la fine del racconto, Joyce inizia ad usare il proprio punto di vista e, alla fine, diventa nuovamente omnisciente. Viene usata quella che chiamiamo la focalizzazione zero, perché l’autore sa di più del personaggio e del lettore. Si parla di focalizzazione zero, infatti, quando è il narratore omnisciente che racconta i fatti, legge nel pensiero dei personaggi e li giudica.

I personaggi di Evelyne

La protagonista del racconto è Evelyne, una ragazza costretta ad occuparsi del padre e dei fratelli in seguito alla morte prematura della madre. Anche il fratello più grande è morto.

Evelyne viene descritta come:

  • una giovane introversa
  • sottomessa alla volontà del padre
  • condizionata dalla religione e dalla mentalità del paese
  • indecisa, paurosa, attaccata ai ricordi e insoddisfatta

Il suo atteggiamento passivo nei confronti del padre e della famiglia che deve accudire è dovuto alla promessa fatta alla madre sul letto di morte: avrebbe pensato lei a tutto, si sarebbe occupata del padre e dei fratelli.  Evelyne è intimorita dal giudizio delle persone e il lettore lo nota ogni volta che la ragazza riflette su “cosa avrebbero detto le persone se lei fosse partita con Frank”.
Frank è il suo fidanzato, un altro dei protagonisti e, a differenza di lei, viene descritto come un giovane preciso, che ha sogni e speranze, di carattere forte, generoso e sicuro di sé. Lui vorrebbe fuggire con Evelyne e insieme, vivere un’esistenza felice. Ha spesso discusso con il padre di lei, contrario alla relazione e preoccupato che Evelyne possa dedicarsi meno alla famiglia, che possa disonorarli tutti con questa relazione che non approva.
Un altro personaggio a cui si fa cenno è Harry, il fratello maggiore di Evelyne, il figlio preferito che lavorava fuori città e che -  quando poteva – inviava alla sua famiglia un aiuto economico.
Ci sono poi i due fratelli minori ed il padre di Evelyne che però sono solo accennati, non c’è una vera e propria descrizione.

Tecniche narrative

Joyce si avvale del:

  • monologo interiore: si tratta di una tecnica narrativa in cui, un personaggio, fa un discorso introspettivo tra se’ e se’.
  • flusso di coscienza: si tratta di una tecnica narrativa in cui vengono rappresentati – così come appaiono nella mente – i pensieri di uno o più personaggi. I pensieri vengono rappresentati liberamente, prima ancora di venire organizzati logicamente attraverso delle frasi.

Joyce, insomma, trascrive il succedersi dei pensieri e delle sensazioni dei personaggi senza seguire una regolare organizzazione sintattica e mescolando diversi linguaggi e registri.

Trama di Evelyne

Evelyne vive con il padre e i suoi due fratelli più piccoli. La madre ed il fratello maggiore sono morti. La ragazza trascorre una vita molto monotona tra il lavoro in una sartoria e le attività domestiche.

Evelyne ha un fidanzato di nome Frank che le vuole molto bene e disposto a tutto per renderla felice. Le propone di fuggire insieme verso una vita nuova ma la ragazza si mostra molto incerta. Come mai? I motivi sono diversi:

  • sul letto di morte ha promesso alla madre che si sarebbe occupata lei della famiglia.
  • teme i giudizi della gente.
  • E’ attaccata agli oggetti che le ricordano il suo passato.
  • E’ attaccata alla famiglia e alla sua città.

Alla fine decide di seguire Frank, sente di doverglielo dopo tutto quello che aveva fatto per lei ma arrivati al porto prevalgono ancora una volta i rimorsi e i sensi di colpa, al punto che decide di non partire più.  Frank“si precipitò oltre i cancelli chiamandola perché lo seguisse. Gli urlarono di proseguire ma lui continuava a chiamarla. Allora lei gli mostrò il volto esangue, come quello di un animale spaurito. I suoi occhi non gli dettero il minimo di segno d’amore o di addio o di riconoscimento.”

I temi trattati

In questo racconto troviamo importanti accorgimenti stilistici e temi che ritroviamo spesso in "Dubliners":

  • La descrizione realistica dei luoghi
  • L'uso di un punto di vista limitato
  • La presentazione del personaggio dall'interno
  • Uso di un nuovo concetto di tempo (tempo interno)
  • Il tema della paralisi 

I pensieri di Eveline non sono disposti in ordine cronologico ma sono espressi liberamente. Vengono attivati da stimoli sensoriali esterni come la visione del viale, le impressioni che suscita la stanza, le lettere nel suo grembiule, la canzone suonata dall'organo in strada.
Eveline, come gli altri dublinesi, vorrebbe fuggire dal luogo che la soffoca, che la tiene prigioniera all'interno di una vita e di un ruolo tradizionale.

In questo racconto c’è anche un elemento autobiografico dell’autore: Nora Barnacle, la donna che sarebbe diventata la moglie di Joyce nel 1930, aveva accettato di lasciare l'Irlanda con lui nel 1904 senza alcuna certezza di sposarsi, di regolarizzare la loro posizione. Nora, insomma,  rompe con tutte quelle le regole e va contro le convenzioni della sua epoca e del suo pese, dimostrando di avere quel coraggio che a Evelyne manca. La ragazza è paralizzata, inchiodata alla sua realtà e rassegnata a proseguire la sua esistenza all’interno di quei binari che la vita ha già tracciato per lei.