Espressionismo tedesco: riassunto e correnti

Di Redazione Studenti.

Espressionismo tedesco: riassunto e correnti: Die Brucke, Der Blau Reiter, Kandiskij, Van Gogh, il Guernica di Picasso e il Decadentismo

Espressionismo tedesco

August Macke, uno degli esponenti dell'espressionismo tedesco
August Macke, uno degli esponenti dell'espressionismo tedesco — Fonte: getty-images

Espressionista è detta l'arte tedesca dei primi anni 900 dalla fine impero di Guglielmo II agli albori del reich. Impressionismo è antitesi all'espressionismo al cui il movimento si oppose.

Gli Impressionisti furono accusati di riprodurre oggettivamente la realtà mentre per gli espressionisti l'arte nn doveva affatto essere imitazione, mimesi della natura. Impressione è impatto della realtà dentro l'animo, espressione è l'opposto.

È l'artista che imprime il suo animo nella realtà; l'arte è intesa come emozione che trasforma la realtà, la deforma con violenta forza proiettandosi su essa, alterando le linee, forme e colori. Arte muta aspetto delle cose, i sentimenti dell'artista colorano di sé la sua visione.

Diceva Van Gogh che dopo aver di dipinto un ritratto esatto (realistico secondo i canoni tradizionali) spremeva i colori e si accingeva a cambiarlo.

Il pubblico spesso non capì queste deformazioni ma vi vide delle caricature, e criticò che il pittore imbruttisse il soggetto anziché idealizzarlo come era abituato nella tradizione. Ma gli espressionisti sentivano così profondamente emozioni come angoscia, sofferenza umana, miseria, violenza che rifiutavano armonia e bellezza come scopo dell'arte.

Vollero rappresentare la crudezza della vita, rifiutare ogni retorica a costo di scandalizzare i borghesi soddisfatti di se, mostrando loro i diseredati, i brutti, gli infelici. Si parla così di arte espressionista impegnata  in contrasto con arte accademica di evasione.

Ambiente storico

La Germania aveva attraversato un periodo, dal 1895 al 1913, di forte sviluppo economico e di espansione della classe borghese; sviluppo che però presto entra in crisi: si sente stretta tra conservatorismo opprimente e la paura della rivoluzione proletaria; si uniscono a ciò la perdita della fiducia, il senso del crollo degli ideali. Gli artisti reagiscono a questa crisi raffigurando il conflitto tra uomo e società, tra individuo e ambiente.

Espressionismo tedesco: correnti

L'espressionismo tedesco si divide in diverse correnti. Vediamole nei dettagli.

Die Brucke: Il ponte

Die Brucke è il nome di un gruppo di artisti che si uniscono a Dresda nel 1905 tra i primi Ernest Kirchner, Erich Heckel, Max Beckmann. l nome indica il desiderio, da parte degli artisti, di lanciare un ponte verso il futuro. Fu inizio degli espressionisti.

Questi artisti si rifanno alle opere di Van Gogh, di Munch ed alle suggestioni dell'arte africana nella quale essi trovano quella ricerca di espressività, semplicità ed immediatezza tecnica che desiderano ottenere nelle proprie opere.

I motivi presi dall'Africa e dall'Oceania mettono in discussione il mondo borghese, propongono come alternativa ad esso un mondo spontaneo, una condizione naturale dell'uomo in armonia ed in semplicità di vita con la natura.  

In questo senso è stato detto che l'espressionismo è soprattutto protesta. Si affermano poi i temi legati alla realtà urbana e politica. Kirchner, in particolare coglie i caratteri di Berlino negli anni precedenti alla prima guerra mondiale: i cabaret, le sale da ballo, i caffè, le prostitute, il circo sono i suoi soggetti.

Le linee sono spigolose e grezze e rendono il senso di un mondo in cui manca ogni equilibrio. I contorni stessi isolano le figure in un vuoto livido di incomunicabilità. In questo pittore la forma si traduce quasi completamente in colore dal forte impatto emozionale. Tra gli altri pittori Kokoschka e Barrach. Nel 1911 il “Ponte” si trasferì a Berlino, dove si sciolse.

Der Blau Reiter: Il cavaliere azzurro

Ideali molto affini sono quelli del Cavaliere azzurro sorto nel 1912 di cui fecero parte Kandiskij e Marc. Il cavaliere azzurro vuole significare la ricerca e l'uccisone del drago “tradizione”. Elaborano l'idea di un'arte globale in cui le immagini, i suoni, le parole non fossero separati ma uniti: “non più distinzioni tra musica, letteratura e belle arti”.

Barrach, famoso anche come scultore pubblicò un lavoro teatrale illustrato con una serie di sue litografie. Il pittore Kokoschka scrisse opere teatrali e numerosi sono i casi di altri artisti che si mossero in analoghe direzioni.

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La pittura di Van Gogh

Van Gogh non usa la linea come mezzo descrittivo ma le conferisce una funzione espressiva, trasfigura la realtà in favore del proprio"io", trasforma il colore reale per renderlo suggestivo, per far sì che riesca a suscitare emozioni.

Van Gogh non narra semplicemente fatti o descrive luoghi, è interessato al significato umano di ciò che rappresenta. Significativa è una affermazione di Octave Mirbeau, uno dei pochi che capì immediatamente il valore della sua arte: "non si era immedesimato nella natura, aveva immedesimato in se stesso la natura; l'aveva obbligata a piegarsi, a modellarsi secondo le forme del proprio pensiero, a seguirlo nelle sue impennate, addirittura a subire le sue deformazioni [. . . ] ". In un primo momento il tema preferito è la vita dei contadini, il loro lavoro, la loro fatica che Van Gogh ammira profondamente.

Van gogh si ispira all'impressionismo, ma la differenza fondamentale che lo avvicina alla corrente dell'espressionismo è che van gogh vuole rappresentare sulla tela non un paesaggio, ma le sue emozioni e la sua interiorità. Al contrario gli impressionisti erano più interessati allo studio della luce, dei colori, della variazione del paesaggio nelle diverse ore del giorno.

In sintesi le caratteristiche principali sono:

  • Pittura realistico-sociale cupa e drammatica, segno anche di una profonda tragicità interiore
  • Superamento del realismo e allontanamento dall'iniziale vicinanza ai modi di Millet
  • Uso simbolico del segno e del colore, espressivi di uno stato d' animo
  • Profondo interesse per la resa cromatica della luce, disgiunto però dall'approccio scientifico tipico del puntinismo
  • Nella stesura del colore progressivo distacco dalla lezione di Gauguin a favore di una disposizione a tratti e filamenti che diventerà caratteristica del pittore
  • Sembra dare un'anticipazione dell'espressionismo

Il Guernica di Picasso

Pablo Picasso (1881-1973) ha dipinto questo quadro nel 1937 subito dopo il bombardamento della città basca di Guernica da parte dell'aviazione tedesca durante la guerra civile spagnola. Forse è il più grande dipinto dedicato alle brutture della guerra. Rappresenta le vittime, la sofferenza di donne, bambini e animali, temi universali e senza tempo.

Olio su tela, alto 349,3 cm e largo 776,6 cm, venne realizzato nello studio di Picasso,sei giorni dopo il bombardamento di Guernica iniziò a lavorare sulmurale per il padiglione spagnolo della Mostra Internazionale di Parigi, prevista per l'estate del 1937.

Picasso aveva accettato la commissione del Governo spagnolo nel gennaio del 1937 per realizzare un grande murale per il padiglione spagnolo ma nessun argomento era stato deciso. I bombardamenti in aprile gli fornirono lo spunto. Verniciato in bianco e nero, quasi monocromatico (con tonalità di grigio con qualche accenno di tinte viola, blu e brune).

Eliminare il colore e il rilievo è tagliare il rapporto dell’uomo con il mondo: tagliandolo, non c’e più la natura o la vita.

Nel dipinto c’è, invece la morte non rappresentata con le sembianze della natura o della vita, perché quella morte non è il termine naturale della vita, è il contrario.

Le varie fasi della sua realizzazione sono molto ben documentate: con 45 studi preliminari e 7 fotografie nelle varie fasi dell'evoluzione dell'opera.

Guenica: le scene

Lo spazio della tela si divide verticalmente in quattro parti uguali e si compone su un triangolo che culmina al centro della stessa.

Con una serie di quinte giustapposte, su un suolo appiattito, senza prospettive ne spessore, Picasso costruisce uno spazio che è allo stesso tempo aperto e chiuso, privato e pubblico, diurno e notturno.

Gran parte degli elementi presenti nella tela appartengono all’universo simbolico della corrida, che diviene dunque lo strumento metaforico ideale per la rappresentazione del dramma bellico.

La scena si svolge al buio in uno spazio aperto, la piazza della città circondata da edifici in fiamme.

Le figure all'interno del triangolo centrale: la donna in fuga, il cavallo ferito (l'umanità sofferente, aveva originariamente un piccolo cavallo alato, la sua anima, che usciva da uno squarcio nel ventre), 
il guerriero caduto (immagine classica dei caduti spagnoli repubblicani).

Il vertice del triangolo c'è la luce elettrica e la donna con la lampada. A destra l'edificio in fiamme con la donna che cade (forse anche bruciando, in posizione di sofferenza come Maria Maddalena).

A sinistra la donna piangente (1) con bambino morto che stanno dietro al toro .

La fine di un modo di concepire la guerra come lotta ad armi pari viene rappresentata anche in basso, da un braccio che ha in mano una spada spezzata: la spada, come simbolo dell’arma bianca, ricorda la lealtà di uno scontro che vede affrontarsi degli uomini ad armi pari.

Altre figure sono: gli uccelli (colomba di pace) e i fiori (simbolo di rigenerazione e di speranza, come l'albero di 600 anni, a sinistra).

1) Toro, donna e bambino morti

2) La piramide centrale

3) e 4) Guerriero caduto


5) Donna in fuga


6) Testa del cavallo


7) Donna con la lampada


8) Donna caduta 


9) Particolare del fiore.

Fonte: redazione

Significato del Guernica

Il Guernica ha molti significati nascosti:

Il significato del fiore: La morte stessa si trasfigura e nella tragedia accenna a un raggio di speranza; il braccio martoriato dal guerriero stringe ancora il ferro, ma da questo già germoglia un fiore simbolo di speranza e di rigenerazione dopo la distruzione.

Il significato del Toro e del Cavallo: In Guernica le bestie, in realtà sono concepite come generose compagne dell’uomo e ne condividono lo stesso destino: l’universo della vita civile, offeso, si contrappone alla violenza di quello militare indiscriminata.

Toro e cavallo rappresentano il conflitto tra i due animali che hanno sempre interessato l'artista. Sono numerose, infatti, le immagini di corride dove il toro incorna il cavallo che rappresenta l'umanità sofferente. L’animale dal ventre squarciato, strumento dell’uomo nella battaglia contro la forza bruta, assurge a simbolo della tragedia umana.

Il toro che in un primo momento sembrava rappresentare la brutalità e le tenebre (il fascismo) è invece simbolo della resistenza del popolo spagnolo. Paradigma di serenità, forza, fierezza, nobiltà, è in realtà una figura estremamente ambigua: ispirato alla figura mitologica del Minotauro, in cui la passione fisica animale si fonde alla sensibilità umana, il toro diventa qui spettatore della tragedia del valore di fronte alla morte, assumendo un ruolo quasi protettivo nei confronti della donna col bimbo morto tra le braccia.

Linguaggio del Guernica

In quest’opera, nata come murale e quindi di dimensioni tali da coinvolgere lo spettatore quasi aggredendolo, facendolo sentire vittima tra le vittime, il pittore non inventa nuove maniere ma piuttosto crea una summa dei suoi risultati.

Partire quindi da un impianto classico serve a Picasso per sottolineare che distruggere quella civiltà equivale a distruggere la storia e la cultura.

Guernica, come un quadro classico, si sviluppa sui principi della simmetria, della prospettiva, del ritmo crescente dei toni: dall’elemento classico e oratorio rappresentato dal braccio del soldato che impugna una spada spezzata, al lacerante nitrito lanciato dal cavallo ferito, che costituisce il momento più drammatico, il culmine dell’intera composizione.

Picasso in nome del classicismo si oppone a coloro che distruggono la storia, e lo fa sovrapponendo all’ordine classico un linguaggio di tipo cubista.

Sul quadro c’è un aneddoto raccontato dallo stesso Picasso che espose l’opera a Parigi, dove aveva uno studio.

Durante l’occupazione tedesca, un ufficiale nazista si recò a vedere le sue opere.

Indicando Guernica, questo ufficiale chiese a Picasso: ‘Ha fatto lei questo orrore?’. Al che Picasso si alzò dalla sedia, poggiò i pugni sulla scrivania e si sporse verso di lui: ‘No, l’avete fatto voi’.

Il Decadentismo

Il Decadentismo, nato inizialmente solo come corrente letteraria, viene poi considerato una vera e propria forma di cultura e di civiltà artistico-letteraria

In pittura si definisce Decadentismo, la corrente d'arte che si sviluppa e si incrocia con la corrente degli artisti Simbolisti che operavano fra il 1880 e la Prima Guerra Mondiale. 



Il Decadentismo nasce negli ultimi decenni del XIX secolo in Francia nei locali frequentati da giovani artisti, pittori, poeti e musicisti che cercavano da farsi notare con opere stravaganti che avevano lo scopo di shoccare il pubblico.

Il termine “Decadente” ebbe, in origine, un senso negativo, rivolto in primo luogo contro i poeti che esprimevano lo smarrimento delle coscienze di fronte alla crisi dei valori di fine Ottocento, sconvolte dalla rivoluzione industriale, dai conflitti di classe, dal decadere dei nobili ideali romantici e il ritorno degli imperialismi. Gli scrittori di questa tendenza vennero inizialmente definiti decadenti in senso dispregiativo, perché negavano i valori morali correnti, sostenendo che l'unica preoccupazione dell'arte dovesse essere di natura estetica.           

L'estetismo è il culto della bellezza in sé.

D'altra parte il termine Decadenza dava proprio l'immagine di un mondo e di una società che stava andando in pezzi, come effettivamente fu con lo scoppio della prima Guerra Mondiale.

Il Decadentismo affermatosi come reazione al Naturalismo, esprime la precisa esigenza di esprimere la propria vita interiore e l'esplorazione del subconscio. 

La nuova spiritualità si riallaccia a due motivi essenziali del Romanticismo: il sentimento ossessivo del mistero e l'irrazionalismo.

Gabriele d'Annunzio
Gabriele d'Annunzio — Fonte: ansa

L'estetismo

Parola d’ordine del Decadentismo è "estetismo", ossia culto dell’arte e della bellezza e l'ideologia chiave del Decadentismo è, invece, l"’irrazionalismo". È esteta colui che vive la vita come un'opera d'arte nella quale si identifica.

La ragione è decisamente ripudiata non più in nome del sentimento, ma dell'affermazione delle forze oscure del subcosciente. 


Questa visione del mondo produce nell'arte una rivoluzione radicale, nel contenuto e nelle forme, che potremmo riassumere nei termini di simbolismo e misticismo estetico.

Il decadentismo è considerato un proseguimento in forma più estrema di alcuni temi trattati dal romanticismo come: il sogno, l’immaginazione e la fantasia.

Due sono gli aspetti fondamentali della spiritualità decadentista: il sentimento della realtà come mistero e la scoperta di una nuova dimensione nello spirito umano, quella cioè, dell'inconscio, dell'istinto, concepita come anteriore e sostanzialmente superiore alla razionalità.

La nuova spiritualità si riallaccia a due motivi essenziali del Romanticismo: il sentimento ossessivo del mistero e l'irrazionalismo. La ragione è decisamente ripudiata non più in nome del sentimento, ma del disfrenarsi delle forze oscure del subcosciente. Questa visione del mondo produce nell'arte  una rivoluzione radicale, nel contenuto e nelle forme, che potremmo riassumere nei termini di simbolismo e misticismo estetico.

Se il decadentismo esce dallo stato di torbida decustazione di  malattia, corruzione e morte come condizioni di privilegio e di distinzione dalla massa, è sempre per rivolgersi al nazionalismo; qui emerge la figura del superuomo, l’individuo votato a imprese eccezionali che s’impegna a realizzare se stesso.

Non mancano riferimenti ai temi della sessualità, del peccato e della lussuria.

Un aspetto particolare e rappresentativo del Decadentismo, in Italia, si può riscontrare nelle opere di D'Annunzio, che esalta l'operato dell'individuo e ogni forma di raffinato godimento e di affermazione di sé: il poeta è un "vate" che ha il compito di indicare all'uomo le prospettive di un futuro proiettato verso la bellezza e la gloria.

Anche Pascoli appartiene al Decadentismo, visto che la sua poesia rinuncia a ispirarsi agli ideali romantici e positivisti per esprimere il senso del mistero, l'attrazione delle piccole cose della vita e degli affetti più semplici, la condivisione del dolore umano a cui partecipa anche la natura. L'intellettuale comincia a rifiutare la politica parlamentare, ma anche l'atteggiamento rivendicativo delle masse.

Maggiore esponente del decadentismo fu Baudelaire, secondo il quale la realtà è quella che si nasconde dietro l’apparenza. L’intuizione, cioè l’inconscio è lo strumento attraverso il quale si può accedere alla realtà oppure vi si poteva accedere anche attraverso i vari stati d’alterazione dell’io come: la nevrosi, la follia, l’allucinazione, l’incubo provocati dall’alcol e dalle droghe.

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