L’esame di abilitazione alla professione di ottico e odontotecnico

Come diventare ottico e odontotecnico. Guida pratica all'esame di abilitazione alla professione: percorso da seguire e requisiti

L’esame di abilitazione alla professione di ottico e odontotecnico
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L’esame di abilitazione alla professione di ottico e odontotecnico

Esame di abilitazione ottico e odontotecnico
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L’ottico e l’odontotecnico sono due professioni molto richieste, con statistiche di disoccupazione alquanto basse. Per questo motivo c’è grande interesse in merito, considerando le difficoltà registrate in ambito lavoro in Italia.

Di seguito spieghiamo esattamente di cosa si occupano queste due figure, evidenziando il percorso per raggiungere l’abilitazione alla professione. Ecco, passo dopo passo, tutto ciò che occorre sapere e fare per riuscire a ottenere uno o l’altro titolo.

Ottico: chi è e cosa fa

Generalmente si ritiene che la professione dell’ottico si limiti alla vendita al pubblico di occhiali da vista e da sole, lenti a contatto e, ovviamente, lenti di ricambio per varie montature.

In realtà l’attività prevede anche la progettazione e realizzazione di modelli, anche se molti si limitano alla vendita. A ciò si aggiunge inoltre il servizio di riparazione. Ogni negozio d’ottica vanta numerosi dispositivi oftalmici, che consentono ai professionisti che vi operano di correggere difetti visivi di vario genere. I più comuni sono miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia.

Scendendo nel dettaglio, questo professionista può lavorare anche come ottico optometrista, qualora possegga una formazione specifica in optometria. All’interno del proprio negozio vanta uno studio, così che possa effettuare misurazioni della vista, prescrivendo apposite lenti correttive. Nel caso in cui si rispecchi un deficit visivo o rintracci sintomi di patologie, sarà suo compito indirizzare il cliente in questione presso un medico oculista.

Odontotecnico: chi è e cosa fa

Difficilmente si sente parlare di un odontotecnico come di un artigiano. In realtà le cose stanno proprio così. Non rientra infatti tra le professioni sanitarie, strettamente parlando. Ciò perché questa figura si occupa di costruire delle protesi dentarie e ortodontiche di ogni tipologia e genere. Il tutto partendo dai modelli ottenuti dalle impronte, che vengono ovviamente fornite dagli odontoiatri.

Facile capire, quindi, perché si dovrebbe guardare a questo professionista come a un artigiano. In ogni caso le impronte ricevute devono avere al fianco una prescrizione. Questa è utile per conoscere il tipo di protesi da realizzare. Nei dettagli rientrano poi i materiali da utilizzare ed eventuali informazioni extra legate alla progettazione.

Il risultato finale è un vero e proprio manufatto. Si ricorda, ovviamente, che nessun odontotecnico è autorizzato in alcun modo a compiere operazioni nel cavo orale dei pazienti, più o meno invasive. Una delle piaghe del settore è rappresentata da artigiani che si fingono operatori in ambito sanitario, offrendo sconti e promettendo un lavoro alla pari di un odontoiatra.

Allo stesso modo, però, soltanto l’odontotecnico è abilitato professionalmente alla costruzione di dispositivi medici su misura, che in seguito verranno installati nella bocca dei pazienti da un dentista certificato.

Nella maggior parte dei casi si evidenzia un rapporto di stretta collaborazione tra le due figure citate, che possono operare in aree differenti dello stesso studio. Il percorso di studi di un odontotecnico può condurre a un’attività autonoma, lavoro dipendente presso laboratori privati o presso strutture pubbliche.

A ciò si aggiunge la chance di accedere a facoltà universitarie come Medicina e Odontoiatria.

Esame di abilitazione

Chiunque sia interessato a perseguire questa strada, quella che consente di praticare l’attività di ottico oppure odontotecnico, dovrà sostenere l’esame di abilitazione alla professione. Questo rappresenta uno step successivo al classico esame di Stato.

È però fondamentale che quest’ultimo venga superato nell’ambito di uno dei tanti Istituti Professionali presenti sul territorio, con articolazioni ottico e odontotecnico. Stando alle informazioni fornite dal Miur, ovvero il Ministero dell'Istruzione e del Merito, sono le scuole interessate a fissare le date per l’esame di abilitazione di volta in volta.

Esiste però un regolamento che delinea i punti cardine di questo sistema. Non è infatti possibile sostenere la prova di abilitazione oltre il 15 ottobre di ogni anno. Va da sé che il calendario stilato dovrà tener conto di questa norma burocratica.

Una data scelta di certo non a caso, dal momento che si è tenuto conto di quelli che sono i calendari delle prove di accesso ai corsi universitari. In questo modo si garantisce a tutti i partecipanti l’eventuale partecipazione.

Manuali per superare l'esame di abilitazione alle professioni di ottico e odontotecnico

Su quali manuali prepararsi per sostenere l'esame di abilitazione alla professione di ottico e odontotecnico? Ecco le indicazioni qui di seguito:

Soggetti ammessi e struttura d’esame

L’esame di abilitazione alla professione di ottico e odontotecnico presenta delle norme ben precise in merito all’ammissione. Ecco i requisiti richiesti ai candidati, al fine di procedere con l’accettazione della domanda d’accesso.

Occorre essere in possesso di un diploma di istruzione professionale per indirizzi di Ottico e Odontotecnico, conseguito entro l’anno scolastico 2013/14. In alternativa è possibile presentare anche un attestato di diploma di istruzione secondaria di secondo grado professionale, conseguito entro l’anno scolastico 2021-22. Ecco gli indirizzi previsti:

  • Servizi socio-sanitari;
  • Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, Ottico;
  • Arti ausiliarie delle professioni sanitarie, Odontotecnico.

A ciò si aggiungono ulteriori requisiti, come il diploma di qualifica, che può essere di operatore meccanico ottico o di operatore meccanico odontotecnico. In entrambi i casi il conseguimento dovrà essere entro l’anno scolastico 2013/14.

In merito all’esame di abilitazione all’esercizio dell’arte ausiliarie delle professioni sanitarie di Ottico, e limitatamente a ciò, si richiede il titolo di Laurea in Scienze e Tecnologie Fisiche, con contenuti pari ad almeno 30 CFU.

I soggetti con titolo di istruzione secondaria di secondo grado e titolo di Laurea in Scienze e Tecnologie Fisiche devono inoltre dimostrare l’effettivo svolgimento di un’attività professionale. In alternativa un attestato di frequenza di un corso di formazione professionale regionale, con oggetto attività e insegnamenti obbligatori previsti dal corso di studi per il titolo d’istruzione secondaria di secondo grado di indirizzo Ottico e Odontotecnico.

Il sistema prevede inoltre prove d’accesso preliminari all’esame di abilitazione alla professione. Ciò è utile a comprovare le conoscenze relative agli insegnamenti obbligatori dell’area di indirizzo dei corsi previsti.

Al termine di questo passaggio, la Commissione provvederà ad attribuire ai candidati il credito utile per la valutazione finale, per un massimo di 30 punti. Guardiamo infine alla prova d’esame vera e propria per l’abilitazione. Il primo step è un test scritto, seguito da una prova pratica e, infine, da un colloquio. I punteggi ottenuti in queste fasi, più eventuali crediti previsti, concorrono alla valutazione conclusiva. L’esame può dirsi superato ottenendo un punteggio da un minimo di 60 a un massimo di 100.

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