L’esame di abilitazione alla professione di perito industriale

Tutte le informazioni che servono per sostenere un brillante esame di abilitazione alla professione di perito industriale

L’esame di abilitazione alla professione di perito industriale
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L’esame di abilitazione alla professione di perito industriale

Come diventare perito industriale
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Quando si tratta di scegliere la propria professione veniamo tutti sopraffatti da diversi dubbi, anche quando - e se - abbiamo fatto un determinato percorso di studi. È una sensazione di confusione assolutamente normale e che spesso può essere risolta informandosi su tutto ciò che bisogna fare per esercitare un preciso mestiere. È il caso del perito industriale che, per essere svolto a norma di legge, necessita del superamento di un esame di abilitazione.

Perito industriale: cosa bisogna aver studiato

Chi desidera fare “da grande” il perito industriale sta per leggere una buona notizia: possono accedere a questa professione persone che hanno fatto diversi percorsi di studio.

Fino a non molto tempo fa, il titolo di studio idoneo era il Diploma di Istituto Tecnico Industriale. Dal 28 maggio 2021 è diventato invece necessario un Diploma di laurea triennale in uno dei seguenti corsi:

  • Analisi chimico biologiche;
  • Ingegneria chimica;
  • Ingegneria energetica;
  • Ingegneria aerospaziale;
  • Ingegneria energetica;
  • Edilizia;
  • Ingegneria elettronica;
  • Ingegneria delle Telecomunicazioni;
  • Ingegneria energetica;
  • Ingegneria dell’automazione
  • Ingegneria elettrica;
  • Ingegneria energetica;
  • Fisica industriale;
  • Scienze e tecniche cartarie;
  • Informatica;
  • Ingegneria informatica;
  • Ingegneria delle materie plastiche;
  • Ingegneria meccanica;
  • Ingegneria logistica e della produzione;
  • Tecnologie alimentari;
  • Termotecnica;

In poche parole, all’esame di abilitazione alla professione di perito industriale possono accedere laureati in diversi settori (e anche alcuni diplomati).

I manuali per prepararsi all'esame di abilitazione alla professione di perito industriale

Ecco i manuali che ti aiutano nella preparazione dell'esame di Stato:

Si può diventare perito industriale senza laurea?

La risposta è sì, si può diventare perito industriale anche senza aver ottenuto una laurea triennale, a patto che siano persone che hanno conseguito il diploma di scuola media superiore presso un Istituto Tecnico Industriale, ma solo fino all’anno 2021.

Da quel momento in poi, e come riporta il Miur, è possibile accedere all'esame di abilitazione per questa professione solo quando si è in possesso di un diploma universitario triennale.

L’iter da seguire per i non laureati

I non laureati, e quindi coloro che possiedono un diploma di Istituto Tecnico Industriale ottenuto entro il 2021, secondo la norma vigente devono:

  • iscriversi al Registro dei Praticanti presso il Collegio Professionale competente in base alla provincia in cui si è residenti che proporrà studi professionali in cui effettuare un periodo di praticantato di 18 mesi;
  • fare l’esame di Stato per l'Abilitazione all'esercizio della libera professione che si tiene, generalmente, ogni anno.
  • iscriversi all'Albo unico dei periti industriali.

L’iter per i laureati

I ragazzi che invece possiedono una laurea triennale nei corsi che vi abbiamo elencato sopra devono:

  • svolgere un tirocinio di 6 mesi durante il corso di studi;
  • ottenere l'Abilitazione Professionale di Perito Industriale superando il relativo esame che ha luogo, di norma, ogni anno;
  • fare domanda di Iscrizione all'Albo.

Qualsiasi sia la vostra situazione, superando l'Esame di Abilitazione si ottiene l'accesso all'Albo che prevede gli stessi diritti e doveri, nei limiti delle competenze acquisite con il titolo di studio.

In cosa consiste l’esame di abilitazione

Ogni anno esce un bando relativo all'esame di abilitazione per perito industriale. Considerando che le regole possono cambiare di volta in volta, vi consigliamo di cercare informazioni più dettagliate in base al vostro anno di riferimento.

Consapevoli di questo, nel 2023 le prove di esame avranno luogo a novembre e verrano effettuate tramite l’uso di una piattaforma virtuale fornita dal Consiglio/Collegio Nazionale dei Periti industriali e Periti industriali laureati.

Consiste in una prova orale attraverso cui la Commissione esaminatrice si accerterà dell’acquisizione delle competenze, conoscenze e abilità richieste per lo specifico profilo professionale.

Dalla durata massima di 30 minuti, l'abilitazione all’esercizio della libera professione di Perito industriale e Perito industriale laureato verrà conseguita solo da parte dei candidati che riporteranno nella prova orale una valutazione di almeno 60/100.

Cosa bisogna studiare

Come per tutti gli esami di abilitazione, anche per quello di perito industriale non bastano le conoscenze acquisite durante il proprio percorso di studi. Il consiglio è quindi quello di approfondire le proprie competenze attraverso testi che riguardano le seguenti materie:

  • Chimica industriale;
  • Costruzioni aeronautiche;
  • Edilizia;
  • Elettronica e telecomunicazioni;
  • Elettrotecnica e automazione;
  • Energia nucleare;
  • Fisica industriale;
  • Industria cartaria;
  • Ingegneria energetica;
  • Informatica;
  • Materie plastiche;
  • Meccanica;
  • Tecnologie alimentari;
  • Termotecnica.

Quando inviare le domande per l’esame per perito industriale

Parlando sempre in termini generici - perché ricordiamo che le regole possono cambiare anche piuttosto rapidamente - in genere i candidati hanno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del bando per presentare la domanda.

La quota di partecipazione è di circa 50 euro da versare prima di compilare la domanda che può essere inoltrata via PEC o tramite raccomandata con avviso di ricevimento.

Spesso è richiesto di allegare anche un curriculum in carta semplice, eventuali pubblicazioni di carattere professionale, la ricevuta dell’avvenuto versamento della tassa di ammissione e la fotocopia non autenticata di un documento di identità. Non deve mancare una marca da bollo del valore di 16,00 euro.

Cosa fa e quando guadagna un perito industriale

Il perito industriale è un vero e proprio esperto di produzione su scala industriale. In quanto tale, è in grado di seguire diverse fasi della produzione di un bene e chiaramente anche a seconda del livello di esperienza che possiede.

Può anche dirigere le lavorazioni e fare da guida a sottoposti se e quando ci sono, collaudare nuovi macchinari e controllare eventuali interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria.

Le sue competenze maggiori si possono riassumere in:

  • disegnare progetti con AutoCAD;
  • formare il personale sui macchinari e il loro funzionamento;
  • stendere la documentazione d’uso delle macchine;
  • dirigere il lavoro.

Per quanto concerne il guadagno, nel nostro Paese lo stipendio medio è di 26.000 euro all'anno che si traducono in circa 13.33 euro all'ora. Le posizioni “entry level” percepiscono uno reddito di 22.500 euro annuali, mentre i lavoratori con più esperienza guadagnano fino a 60.000 euro sempre all'anno.

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