Ernest Hemingway: biografia, libri e stile

Ernest Hemingway: biografia, libri e stile A cura di Teresa Bosica.

Biografia e opere di Ernest Hemingway, romanziere e giornalista americano, simbolo della letteratura mondiale del ‘900. Premio Nobel per la letteratura nel 1954. Analisi e commento di “Addio alle Armi”

1Ernest Hemingway: vita e opere

Ernest Hemingway (1899-1961)
Ernest Hemingway (1899-1961) — Fonte: getty-images

Ernest Hemingway nacque a Oak Park, un sobborgo di Chicago (USA) nel 1899. Sua madre era una donna piuttosto autoritaria che coltivava una grande passione per la poesia e l’arte in generale. Suo padre era un medico che più tardi si tolse la vita. Hemingway trascorse un’infanzia felice nella regione dei Grandi Laghi, condividendo con suo padre la passione per la caccia, la pesca e la vita all’aria aperta, a contatto con gli indiani che vivevano e lavoravano in quella zona. Queste prime esperienze ispirarono profondamente i suoi romanzi. Hemingway non frequentò l’università e dopo la scuola, nel 1917 cominciò a lavorare come cronista per il “Kansas City Star”. Questa fu un’importante opportunità per la sua carriera di scrittore, poiché presso il giornale apprese le regole di una scrittura oggettiva, caratterizzata da frasi chiare, concise evitando cliché e parole superflue.  

Ernest Hemingway (1899-1961): romanziere americano durante la sua convalescenza a Milano
Ernest Hemingway (1899-1961): romanziere americano durante la sua convalescenza a Milano — Fonte: getty-images

Quando gli Stati Uniti entrarono in guerra nel 1917, lo scrittore volle arruolarsi, ma fu rifiutato a causa di un difetto all’occhio sinistro. Nel 1918 poco prima che la guerra terminasse, si arruolò volontario come autista di autoambulanze della Croce Rossa americana e fu inviato al fronte italiano, a nord di Venezia, a Fassalta di Piave. Una notte, mentre camminava attraverso le trincee, ci fu un’esplosione che uccise diversi uomini, Hemingway fu ferito seriamente ai piedi e alle gambe e fu ricoverato in un ospedale della Croce Rossa a Milano. Qui trascorse alcuni mesi di convalescenza e s’innamorò di un’infermiera americana cui propose di sposarlo, ma la donna rifiutò la sua proposta. Questa esperienza gli ispirò diversi racconti e due romanzi. 

La foto di Hemingway in viaggio con i soldati americani verso la Normandia, in qualità di corrispondente di guerra
La foto di Hemingway in viaggio con i soldati americani verso la Normandia, in qualità di corrispondente di guerra — Fonte: getty-images

Ritornato in America, lavorò come corrispondente estero. In seguito si stabilì a Parigi, dove divenne amico di scrittori americani espatriati come Ezra Pound, Gertrude Stein e Francis Scott Fitzgerald, appartenenti al movimento noto come Lost Generation. Hemingway viaggiò in Spagna alla fine del 1923 e sviluppò una grande passione per questo paese. Visitò Pamplona durante la Fiesta e si interessò alla corrida. 

Il suo primo romanzo importante, pubblicato nel 1923, The Sun Also Rises (in Inghilterra fu pubblicato col titolo Fiesta) è ambientato durante la Fiesta di Pamplona e mostra l’amore dello scrittore per luoghi esotici e situazioni violente che mettono in evidenza il coraggio e il cameratismo dei suoi protagonisti. The Sun Also Rises esprime in pieno il malessere della Lost Generation. Negli anni successivi lo scrittore pubblicò raccolte di racconti come Men without Women (Uomini senza Donne, 1927) e Winner Take Nothing (Chi Vince non Prende Nulla, 1933) e il romanzo A Farewell to Arms (Addio alle Armi, 1929), una storia d’amore nata tra gli orrori della guerra e ispirata alla sua esperienza al fronte italiano.   

Il successo fu enorme e dopo aver scritto tanto, Hemingway sentiva di aver esaurito la sua vena creativa. Trascorse gli anni successivi a perseguire i suoi hobby e i suoi interessi come la caccia e la pesca, viaggiò molto, ritornò in Spagna, Francia, Italia e viaggiò in Africa.    

Gli anni ’30 segnarono una svolta nella sua vita. Lo scrittore fu spesso criticato per il suo disinteresse nei confronti dei problemi sociali e politici del suo tempo, ma questi furono anni difficili dal punto di vista economico per gli americani e anche Hemingway cominciò a interessarsi ai problemi sociali del tempo. Nel 1936, allo scoppio della guerra civile spagnola, lo scrittore partì per Madrid, dove lavorò come corrispondente di guerra. Questa esperienza gli fornì l’ispirazione e il materiale per il suo prossimo romanzo For Whom the Bell Tolls (Per Chi Suona la Campana, 1940), ambientato durante la guerra civile spagnola e il cui protagonista, un partigiano americano combatte dalla parte dei repubblicani contro i fascisti.  

Lo scrittore americano Ernest Hemingway durante una corrida spagnola a Madrid.
Lo scrittore americano Ernest Hemingway durante una corrida spagnola a Madrid. — Fonte: getty-images

Nel 1941, quando gli Stati Uniti entrarono nella seconda guerra mondiale, Hemingway lavorò di nuovo come corrispondente di guerra, prese parte anche al D-Day, lo sbarco in Normandia il 6 giugno 1944, con le forze alleate e li seguì fino a Parigi, partecipando alla liberazione della città. Dopo la guerra visse soprattutto a Cuba. Nel 1953 pubblicò The Old Man and the Sea (Il Vecchio e il Mare) che gli valse il premio Pulitzer e nel 1954 ottenne il Premio Nobel per la Letteratura.  

Negli ultimi anni della sua vita soffrì vari problemi di salute e depressione, temendo il declino fisico e mentale si uccide con un colpo di pistola nella sua casa in Idaho (USA) nel 1961.  

2Stile narrativo di Ernest Hemingway

Lo stile narrativo di Ernest Hemingway si basava sulla semplicità e su una prosa essenziale caratterizzata da frasi brevi, semplici e concise, prive di parole superflue, i suoi romanzi e racconti erano ricchi di dialoghi che egli preferiva a uno stile descrittivo. Infatti, Hemingway limitò affermazioni esplicite, introspezione, descrizioni di stati d’animo e sentimenti, preferiva che i lettori, piuttosto che ricevere la descrizione di un’emozione, vedessero le cose e i fatti che producevano le emozioni stesse. In questo senso possiamo riconoscere delle analogie con la teoria del “correlativo oggettivo” di T. S. Eliot, inoltre le pause e i silenzi dei personaggi sono ricchi di significato e di tensione emotiva ed è proprio attraverso i dialoghi, i silenzi e le azioni che i personaggi si rivelano ai lettori.

La casa di Ernest Hemingway a Key West (Florida, 1931-1939)
La casa di Ernest Hemingway a Key West (Florida, 1931-1939) — Fonte: getty-images

Il narratore di Hemingway è impersonale, oggettivo, non conosce la vita interiore dei personaggi, i loro pensieri e i loro sentimenti; lo scrittore non usa mai verbi, aggettivi e avverbi che possono indicare un’interpretazione degli eventi da parte del narratore o un suo commento. Il narratore è semplicemente un testimone degli eventi che narra. Hemingway paragona la sua tecnica narrativa a un iceberg di cui vediamo solo una parte mentre il resto è nascosto, così nei suoi scritti ogni elemento esplicito e visibile nasconde qualcosa di non visibile. Questa tecnica narrativa fu veramente rivoluzionaria e influenzò enormemente gli scrittori del suo tempo e delle generazioni future.

3Addio alle armi

A Farewell to Arms (Addio alle Armi) racconta la storia del Luogotenente americano, Henry Frederic, autista di autoambulanze, che si trova al fronte italiano durante la prima guerra mondiale. Frederic s’innamora di una bellissima infermiera inglese, Catherine Barkley, che lavora in un ospedale militare vicino al fronte. I due iniziano una relazione molto intensa. In seguito Frederic viene seriamente ferito alle gambe durante un attacco austriaco e viene portato in un ospedale di Milano. Catherine, per stargli vicino, si fa trasferire nello stesso ospedale di Frederic. 

Una volta guarito, Henry deve ritornare al fronte, intanto Catherine gli confida di aspettare un bambino. Frederic ritorna al fronte, ma in seguito alla disfatta di Caporetto, gli italiani sono costretti al ritiro. Egli guida il suo team verso Udine, ma mentre attraversa il ponte sul fiume Tagliamento, i carabinieri lo arrestano perché sospettano che lui sia un austriaco a causa del suo accento. Frederic riesce a fuggire e ritorna a Milano, dove scopre che Catherine si trova sul Lago Maggiore e la raggiunge. Qui viene a sapere di essere ancora ricercato e fugge con Catherine in Svizzera, un paese neutrale. Arriva il momento del parto, ma il bambino nasce morto e poco dopo anche Catherine muore. Frederic resta accanto a lei incapace di dirle addio. 

3.1Addio alle armi: temi e personaggi

Ernest Hemingway e la sua quarta moglie, Mary Welsh
Ernest Hemingway e la sua quarta moglie, Mary Welsh — Fonte: getty-images

A Farewell to Arms, il secondo romanzo scritto da Hemingway, è ambientato durante la prima guerra mondiale, un evento che per gli intellettuali del tempo rappresentò il crollo della civiltà europea occidentale e dei suoi valori e ideali. Lo scrittore presenta la violenza della guerra e i danni fisici, morali, psicologici e sociali che causa, ci mostra la futilità della morte di migliaia di persone e la graduale perdita della fede negli ideali che avevano spinto molti uomini ad arruolarsi e combattere. Man mano che la guerra va avanti, i soldati prendono coscienza della loro realtà, ma continuano a fare il loro dovere, anche se la violenza che li circonda li rende scettici e cinici. Anche il protagonista, Henry Frederic, nutre nobili ideali quando si arruola, ma finisce col perdere la fede nella chiesa, nel patriottismo, nella politica e nell’amore. 

I temi fondamentali del romanzo sono la guerra e l’amore. L’amore è visto come unico antidoto contro la violenza della guerra, ma è solo un rifugio temporaneo contro i danni fisici ed emotivi che la guerra causa. Frederic e Catherine, l’infermiera di cui egli si innamora, vivono felici in Svizzera, dove sono fuggiti, ma questa felicità è solo un’illusione momentanea. Infatti, Catherine muore di parto e anche il bambino, frutto del loro amore, nasce morto, lasciando l’uomo solo, preda di un senso di desolazione, impotenza e mortalità. 

Dal titolo del romanzo, A Farewell to Arms, si capisce che ci sono due livelli d’interpretazione della storia: da un lato la parola “addio” del titolo fa riferimento all’addio di Frederic alla guerra, il suo rifiuto della violenza, delle armi, della vita militare e dei suoi valori assurdi; dall’altro lato fa riferimento all’addio di Frederic, alla fine del romanzo, alle braccia della sua amata perché ormai morta. Allo stesso tempo Frederic realizza che non si può dire addio alla violenza e alla morte nella vita, anche se l’uomo lotta duramente contro di esse.