Epidemie nella storia, definizione e differenze con le pandemie

Di Redazione Studenti.

Epidemie: significato e definizione, caratteristiche delle epidemie nella storia e nel mondo e diffirenze con le pandemie

EPIDEMIE: DEFINIZIONE E SIGNIFICATO

Epidemie nella storia: definizione e differenze con le pandemie
Epidemie nella storia: definizione e differenze con le pandemie — Fonte: istock

Cosa sono le epidemie? Quali sono le più famose della storia e quali sono le differenze con le pandemie? Con il termine epidemia si intende il diffondersi, in un determinato spazio e periodo, di una malattia infettiva in una comunità di persone. L'epidemia porta a un'alterazione del numero dei decessi che ci si aspetta in una determinata comunità in uno specifico lasso di tempo. 

EPIDEMIE E PANDEMIE: DIFFERENZE

Qual è la distinzione fra malattia infettiva, epidemia, endemia e pandemia?

  • La malattia infettiva è  una malattia che nasce da un contagio con un microorganismo, e che può essere trasmessa ad altri.
  • Ma se questa malattia infettiva colpisce tanti individui nello stesso momento, ecco che si parla di epidemia.
  • Se questa epidemia resta confinata in un territorio, diventando caratteristica di quella zona, parliamo di endemia.
  • Se invece si diffonde a macchia di leopardo raggiungendo tante zone anche molto distanti fra loro, si parla di pandemia.

EPIDEMIE NELLA STORIA

Iniziamo col dire che molte delle malattie che in passato hanno costituito delle epidemie, oggi sono state debellate grazie ai vaccini. Un esempio? Il vaiolo, che è stato sconfitto ufficialmente dal 1977, e che fino a quel momento aveva fatto ben 500 milioni di vittime. Ma come si trasmettono le malattie infettive? Come si arriva, insomma, a un’epidemia? In parte questo dipende dalla malattia stessa, che può avere un diverso grado di diffusione o di mortalità. Per alcune serve un contatto molto prolungato fra individui, per altre invece non è necessario.

EPIDEMIE NEL MONDO

Dipende poi dalle condizioni sanitarie o immunitarie del paese in cui la malattia arriva. Più le condizioni igieniche sono precarie, più le difese immunitarie sono basse… e più la malattia è pericolosa. Per esempio, quando i conquistadores sono arrivati in America, hanno letteralmente decimato le popolazioni autoctone. Come? In parte con le armi, ma soprattutto con le malattie.

Sì, perché gli europei erano portatori di una serie di malattie per cui gli indios non avevano alcun tipo di difesa immunitaria. Non solo furono mortali morbillo, peste e vaiolo, ma anche una semplice influenza diede origine a un’epidemia.

A volte a dare origine alle epidemie è il contatto con gli animali, anche quello indiretto. Pensa all’epidemia più famosa delle storie di tutte le epidemie: la peste! La peste nera del ‘300 è stata causata, si pensa, da un batterio che si trasmette dai ratti agli uomini per mezzo delle pulci. La peste inizialmente era una malattia endemica della Mongolia. Ma con le guerre fra mongoli e cinesi la malattia ha iniziato a diffondersi, fino ad entrare nelle rotte commerciali con l’Europa.

E una volta arrivata nel continente, dal momento che non si era in grado di difendersi adeguatamente, ha mietuto circa 20 milioni di vittime. Per darti un’idea della gravità della cosa, sappi che parliamo di circa un terzo dell’Europa. Si chiamava peste nera per il colorito scuro che la pelle assumeva nel corso della malattia. Era detta anche bubbonica, per via di queste pustole che si formavano.

EPIDEMIE NELLA STORIA: LA PESTE

La peste del ‘300 è stata raccontata da artisti e scrittori. Nei Trionfi della morte venivano raffigurati cavalieri dalle sembianze di scheletro, che falciavano in corsa i poveri abitanti. E poi c’è il Decameron di Boccaccio, dove la peste è addirittura il pretesto per dare vita ai racconti.

Ma l’epidemia di peste più famosa è probabilmente quella del 1630. Perché la conosciamo così bene? Perché ce l’ha descritta Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Questa epidemia ha ucciso circa un quarto della popolazione dell’Italia settentrionale. L’Ottocento nel mondo è stato invece il secolo delle pandemie di colera. Se ne contano almeno sei, che hanno toccato, molto democraticamente, tutti: Europa, Africa, Stati Uniti e Asia.

EPIDEMIE NELLA STORIA: L'INFLUENZA SPAGNOLA

E veniamo a un’altra famosissima epidemia: l’influenza spagnola, detta anche grande influenza. Questa epidemia fu una banale influenza che però si rivelò incredibilmente mortale, e che fra il 1918 e il 1920 uccise circa 100.000.000 di persone in tutto il mondo. Si chiama spagnola perché i primi a darne notizia furono appunto i giornali spagnoli.

Non è ancora chiaro perché quell’influenza sia stata così pericolosa: secondo qualcuno il ceppo fu particolarmente aggressivo, mentre secondo altri la guerra ebbe un ruolo rilevante. L’infezione aumentò esponenzialmente per le pessime condizioni sanitarie, la malnutrizione e soprattutto lo stress dei combattimenti della prima guerra mondiale.

Lucio Villari, storico, racconta così la spagnola: 

"Cominciava con una febbre intensa, un malessere diffuso e crescente: il malato aveva, in pochi giorni, una progressiva perdita di funzioni con momenti di delirio; infine entrava in uno stato di incoscienza. Un decorso violento che lasciava sgomenti quanti gli erano vicini. L'angoscia era accresciuta dalla singolarità di un male che colpiva esclusivamente adolescenti e giovani."

EPIDEMIE NELLA STORIA CONTEMPORANEA

Molte delle malattie un tempo ritenute mortali oggi sono state frenate con i vaccini. Ne sono un esempio il morbillo, la poliomielite, la pertosse.

Gli anni ’80 sono stati gli anni dell’AIDS, una malattia del sistema immunitario che si trasmette in vari modi: da madre a figlio, attraverso le trasfusioni, o con i rapporti sessuali. Le campagne di prevenzione dell’HIV, il virus che provoca la malattia, hanno coinvolto moltissimi giovani: bisognava sensibilizzare a comportamenti responsabili, ma senza innescare il panico.

Negli ultimi anni avrai sentito parlare della SARS, un tipo di polmonite proveniente dalla Cina. Oppure dell’Ebola, una febbre emorragica diffusa principalmente nello Zaire, o dell’influenza Suina, che ha avuto il suo primo focolaio in Messico.

Fino ad arrivare al 2020 e al suo Coronavirus. La prima reazione in ciascuno di questi casi è stato, ovviamente, il panico: paura del contagio, convinzione di avere tutti i sintomi del caso. Ma cerchiamo di mantenere la calma: le epidemie esistono, e per quanto complicate o sconosciute, possono essere affrontate. L’importante è sempre mettere le cose nella giusta luce: chi sono i soggetti a rischio, qual è il tasso di incidenza e quello di mortalità, come si trasmette la malattia e come può essere evitata.

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