Emile Zola: biografia, pensiero e libri

Emile Zola: biografia, pensiero e libri A cura di Laurène Suau.

Vita e opere di Emile Zola, scrittore e rappresentante del naturalismo francese e autore, tra gli altri, di libri come Germinale, Nanà, Teresa Raquin

1Biografia di Emile Zola

Emile Zola, 1880: scrittore francese
Emile Zola, 1880: scrittore francese — Fonte: getty-images

Suo padre era un ingegnere di origine veneziane e sua madre originaria della Beauce. Zola nacque a Parigi ma visse la sua infanzia e l’adolescenza a Aix-en-Provence dove strinse amicizia con il Cézanne, il suo compagno al collège Bourbon. Nel 1847 la morte del padre lo toccò duramente. Nel 1858, all’età di 18 anni seguì la madre a Parigi.

Furono anni difficili a causa della mancanza di soldi e del fallimento all’esame di maturità. Trovò un lavoro nella libreria Hachette, ne approfittò per fare leggere al direttore alcuni suoi versi e tre anni dopo dal 1°marzo 1862 al 31 gennaio 1866 diventò capo del servizio pubblicitario. Si trovò così in stretto contatto con il mondo degli scrittori. 

1.1Zola e l'attività di giornalista

Zola si consacrò pian piano al giornalismo, portando avanti questa passione per tutta la vita. Scrisse articoli letterari e difese con entusiasmo il pittore Manet, uno dei primi impressionisti, in un documento intitolato Mes Haines (1866) (I miei odi). Il giornalismo fu una fonte di guadagno, una tribuna per le sue idee e un mezzo per pubblicare i suoi romanzi a puntate. Zola conduceva in parallelo la vita da scrittore e quella da giornalista

1.2Zola e il Naturalismo

Nel 1867 Zola pubblicò Thérèse Raquin e a partire dal 1868 concepì il ciclo romanesco dei Rougon-Macquart. Il primo volume si chiama La fortuna dei Rougon uscì nel 1870 e ogni anno veniva pubblicato il seguito della saga. Durante lo stesso anno Zola sposò Gabrielle Alexandrine. Lo scrittore diventò famoso con il settimo libro L’Ammazzatoio nel 1877.  

Si affermò come il maestro del naturalismo e riuscì a guadagnarsi da vivere scrivendo romanzi. Diede origine alle serate di Médan, riunioni di giovani scrittori sedotti dal progetto naturalista.  

1.3Zola umanista

Emile Zola durante l'affare Dreyfus
Emile Zola durante l'affare Dreyfus — Fonte: ansa

Nel 1888 l’equilibrio familiare di Zola fu rotto. Incontrò la giovane domestica impiegata da Alexandrine, Jeanne Rozerot, con la quale ebbe due figli, tuttavia continuò a vivere con la moglie. Finì Il Dottore Pascal nel 1893, ultimo volume dei Rougon.
Scrisse la serie delle città:
- Lourdes (1894), Roma (1896), Parigi (1897)
e i quattro vangeli
- Fecondità (1899), Lavoro (1901); l’opera Verità pubblicata postume nel 1903, Giustizia opera incompiuta. 

Zola si impegnò soprattutto nel combattimento politico sostenendo il partito di Dreyfus. I suoi articoli virulenti (tra cui il famoso Accuso) lo obbligarono a esiliarsi un anno in Inghilterra. Zola fu odiato e calunniato. 

Morì nel 1902 (prima della riabilitazione di Dreyfus) asfissiato da un camino bloccato. Non sappiamo se fosse un incidente o un assassinio. Un’immensa folla presenziò al suo funerale. 

2Opere di Emile Zola

Ritratto di Emile Zola: dipinto di Edouard Manet
Ritratto di Emile Zola: dipinto di Edouard Manet — Fonte: ansa

2.1Le Rougon-Macquart (1870-1893)

Il sottotitolo è eloquente “La storia naturale e sociale di una famiglia sotto il secondo Impero”. Prima di teorizzare veramente i suoi “principi naturalisti”, l’ambizione di Zola è di seguire l’evoluzione dei membri della stessa famiglia attraverso cinque generazioni, vuole “mostrare il gioco della razza modificata dall’ambiente in cui si vive”. A partire dalla follia della vecchia zia Dide, l’autore dimostra come una “fêlure” (un’incrinatura) originale si sviluppa tra le persone della famiglia.

Minuzioso, attento al minimo dettaglio giusto e “realistico” Zola si documenta abbondantemente prima di scrivere, vuole situare l’azione in un quadro storico veridico. Competendo con La Commedia umana di Balzac, i Rougon-Macquart formano un grande affresco della società.  

I membri della famiglia Rougon-Macquart sono presenti in ogni ambiente sociale. Ogni romanzo esplora così un nuovo universo come quello della finanza, dei minatori o dei contadini. Gli oggetti e i luoghi familiari (come l’alambicco, la locomotiva o la miniera) diventano delle forze minacciose e acquisiscono una dimensione mistica. 

2.2L’Ammazzatoio: trama e analisi

Questo romanzo ha ottenuto subito un immenso successo ma ha anche suscitato aspre polemiche a causa del soggetto (il ritratto dell’ambiente operaio parigino) e della “forma” del libro. Il nome del romanzo viene dal cabaret “l’Assommoir” in cui gli operai del quartiere della Goutte d’Or a Parigi si recano regolarmente per bere. 

L'Ammazzatoio di Emile Zola, 1900: locandina per la rappresentazione teatrale al Teatro Porte Saint-Martin
L'Ammazzatoio di Emile Zola, 1900: locandina per la rappresentazione teatrale al Teatro Porte Saint-Martin — Fonte: ansa

Zola scrive nella prefazione “Ho voluto dipingere il tracollo fatale di una famiglia operaia nell’ambiente appestato dei nostri sobborghi. Dove regnano l’ubriachezza e l’ozio, prima o poi troviamo l’allentamento dei vincoli familiari, le sozzure della promiscuità, il progressivo oblio dei sentimenti onesti; poi, in conclusione, la vergogna e la morte”. 

Gervaise, in fuga dalla campagna si stabilisce a Parigi insieme all’amante Lantier che la abbandona con i suoi due figli. Lotta per evitare la miseria, lavora e apre una bottega di lavanderia e sposa l’operaio Coupeau. Tuttavia l’uomo cade da un tetto, perde il lavoro e si mette a frequentare assiduamente “l’Assommoir”, cade nella spirale del vizio dell’alcol insieme a Lantier e poco dopo anche Gervaise si mette a bere

3Libri e temi trattati

Emile Zola legge il giornale L'Aurore con la sua famiglia. Da sinistra a destra: Jacques, moglie Jeanne e Denise
Emile Zola legge il giornale L'Aurore con la sua famiglia. Da sinistra a destra: Jacques, moglie Jeanne e Denise — Fonte: getty-images

Zola stabilisce un albero genealogico preciso della famiglia Rougon-Macquart. Ogni membro della famiglia diventa il protagonista di un romanzo. Ci sono 20 libri:   

- 1870: La fortuna dei Rougon: l’ambiente dei grandi contadini provinciali che si arricchiscono dopo il colpo di stato di Napoleone III;
- 1872: La cuccagna: il mondo della speculazione immobiliare e della corruzione;
- 1874: La conquista di Plassant: l’avidità dei ceti emergenti che cercano di trarre profitto dal cambio di regime dopo il colpo di stato di Napoleone III;
- 1875: La colpa dell’abate Mouret: i conflitti dell’amore e della religione di un prete;
- 1876: Sua eccellenza Eugène Rougon: il mondo della politica;
- 1877: L’Ammazzatoio: la vita e di una famiglia operaia; 
- 1878: Una pagina d’amore: una bella storia d’amore a Parigi;
- 1880: Nana: i rapporti della prostituzione e degli ambienti agiati;
- 1882: Quel che bolle in pentola: il mondo della piccola borghesia;
- 1883: Al paradiso delle signore: l’avvento dei primi grandi magazzini a Parigi;
- 1884: La gioia di vivere: il ritratto di un malato mentale;

Il sogno, copertina del romanzo di Emile Zola
Il sogno, copertina del romanzo di Emile Zola — Fonte: ansa

- 1885: Germinale: il mondo operaio delle miniere;
- 1886: L’opera: il mondo artistico;
- 1887: La Terra: il mondo dei contadini avidi;
- 1888: Il sogno: una storia d’amore nel mondo delle sarte;
 -1890: La bestia umana: ambientato all’interno della ferrovia francese;
- 1891: Il denaro: il mondo del capitalismo;
- 1892: La disfatta: la caduta dell’Impero e la Comune;
- 1893: Il dottor Pascal: conclusione “scientifica”, il testo teorico del ciclo dei Rougon-Macquart.

4Lo stile di Emile Zola

Zola adotta un metodo di scrittura scientifico, si documenta e studia ogni argomento in un modo approfondito. Sotto la sua piuma gli oggetti si animano, ingrassano, gonfiano, diventano elementi fantastici (come l’alambicco del Ammazzatoio o il negozio di Al paradiso delle Signore). Tutto vive con le sue metafore. I titoli delle opere sono significativi: 

  • Germinale evoca il mese di aprile in cui la natura è in germinazione, simbolo di rinnovo per gli operai.
  • Il ventre di Parigi simbolizza il legame viscerale dell’uomo e del cibo.
  • La cuccagna disegna l’accanimento dei cani da caccia sulle loro vittime, il titolo fa intendere l’assenza di scrupoli degli speculatori immobiliari.

Un soffio epico e grandioso attraversa tutta l’opera Rougon Macquart e conferisce un’unità stilistica all’unità tematica. Zola si distingue nel descrivere i popolani, le grandi masse lavoratrici, i grandi spazi. Narra in modo eccellente e tiene sulla corda il suo lettore con un intrigo costruito alla perfezione. Ma un altro elemento caratterizza anche il suo stile: il fatto di aver introdotto sistematicamente nel linguaggio dei suoi personaggi la lingua popolare e familiare degli ambienti meno agiati