Eleonora Duse: biografia, film e il rapporto con Gabriele D'Annunzio

Eleonora Duse: biografia, film e il rapporto con Gabriele D'Annunzio A cura di Laura Morazzini.

Biografia e attività artistica di Eleonora Duse, attrice italiana tra le più famose del suo tempo e, per questo, soprannominata "la divina". Storia del suo turbolento rapporto con Gabriele D'Annunzio.

1Una famiglia nomade

Eleonora Duse, 1900 (1858 - 1924), attrice italiana
Eleonora Duse, 1900 (1858 - 1924), attrice italiana — Fonte: getty-images

Eleonora nasce in una stanza di albergo di Vigevano da una coppia di attori girovaghi, Vincenzo Duse, detto Alessandro, e Angelica Cappelletto. 

Suo nonno è Luigi Duse, uno dei più popolari attori di commedie veneziane dialettali: erede di una famiglia di commercianti di Chioggia, Luigi viene mandato a Padova per distrarsi dalla sua fissazione per il teatro, ma proprio là riesce a consacrarsi come attore, fino a gestire un proprio teatro. 

Con i moti del 1848, i rivali approfittarono del blocco degli spettacoli per diffondere la voce che fosse un oppositore della Repubblica veneziana; la ripresa lavorativa fu un disastro: Luigi Duse cedette il teatro e si ritirò dalle scene

I suoi quattro figli diventano tutti attori, gli ultimi due Vincenzo ed Enrico formano una loro compagnia. 

2I primi passi sul palco

La piccola Eleonora Duse in posa con sua madre Angelica Cappelletto
La piccola Eleonora Duse in posa con sua madre Angelica Cappelletto — Fonte: getty-images

La futura attrice trascorre un’infanzia durissima, segnata dalle usuali privazioni di una compagnia teatrale e dai continui spostamenti, spesso a piedi, per sfuggire ai disordini dovuti ai moti. Per lavorare è necessario trovare centri abitati relativamente tranquilli dove le persone abbiano voglia di assistere a uno spettacolo e, soprattutto, qualche soldo da offrire agli attori per le rappresentazioni.

Eleonora inizia ad appena quattro o cinque anni a recitare, come riportato da una locandina del Nobile Teatro di Zara nella primavera del 1863, dove all’interno dell’elenco degli attori è citato anche il nome della bambina.

Nel frattempo frequenta saltuariamente la scuola dove, a causa del mestiere di famiglia, viene lasciata in disparte dai compagni e pressoché ignorata dagli insegnanti; impara a leggere e scrivere dal padre, mentre dalla madre impara a rammendare, dote fondamentale in una compagnia girovaga.

3La formazione come attrice

Quando ha dodici anni la salute di sua madre Angelica peggiora, tanto da obbligarla al ricovero in ospedale, così Eleonora inizia a farsi carico delle parti femminili principali. Nel 1873 all’arena di Verona, nel piccolo e provvisorio palco di legno destinato al teatro popolare, l’adolescente interpreta Giulietta in modo inaspettato e del tutto nuovo sorprendendo il pubblico. Ottiene un grande successo, tale da convincerla a fare del recitare un progetto artistico vero e proprio.

Nel settembre del 1875 la madre Angelica muore e padre e figlia cambiano diverse compagnie teatrali fino ad approdare per la stagione 1875-76 a quella di Icilio Brunetti e Luigi Pezzana, dove la ragazza viene scritturata come seconda donna.

4Da mestierante ad artista

Con la compagnia Ciotti-Belli Blanes, i Duse arrivano a Napoli alla fine 1878, non più capitale ma ancora città cosmopolita e ricca di eventi culturali. Le recensioni degli spettacoli sono lette sui quotidiani, come il Corriere del Mattino diretto dal fondatore Martino Cafiero, con cui l'attrice intreccia una relazione, e con all’interno molti giornalisti giovani e intraprendenti come Matilde Serao, futura grande amica di Eleonora.

La compagnia lavora soprattutto al Teatro dei Fiorentini di proprietà della principessa di Santobuono, esibendosi di opere francesi tradotte, tra le altre opere di Dumas figlio e di Zola curate direttamente da un amico dello scrittore, Giuseppe Primoli. Ma la gestione del teatro da parte della principessa si rivela deludente, molti attori si tolgono dalla compagnia compresi i Duse, aggregandosi a quella di Cesare Rossi che si sposta a Torino.

5Eleonora Duse prima donna della compagnia

Eleonora Duse recita nella tragedia "La città morta" di Gabriele d'Annunzio. Milano, 1901
Eleonora Duse recita nella tragedia "La città morta" di Gabriele d'Annunzio. Milano, 1901 — Fonte: getty-images

Quando l’attrice principale lascia il gruppo, Eleonora diventa prima donna della compagnia Rossi e protagonista di tutte i pezzi.

Il 7 settembre del 1881 si sposa a Firenze con un collega, Tebaldo Checchi. Questi era un ottimo comprimario ma non un attore eccellente, si rivela però un ottimo manager della moglie nella gestione dei rapporti con i giornalisti: a lui si deve la costruzione della leggendaria figura della Duse.

Gli attori seguivano delle regole precise nei gesti da proporre al pubblico e nell’impostazione della voce, rifacendosi alla tradizione del teatro dell’arte. Eleonora scelse invece di usare pochissime decorazioni di scena lasciando il palco quasi vuoto, di non farsi truccare e di non calcare in maniera eccessiva voce e gesti, ma di affidarsi alle espressioni del volto e all’uso sapiente del ritmo fra parole e silenzi.

Con la compagnia di Rossi, la Duse si sposta a Roma, Milano, mettendo in scena e portando al successo opere considerate difficili da proporre per i gusti del pubblico o per i costi di allestimento. Nella primavera del 1885 partono per il Sudamerica: una tappa importante per la carriera di tutti ma costellata di eventi tristi, come la morte di uno degli attori e l’uscita di scena di Tebaldo Tecchi, che rimane a Buenos Aires.

6Da attrice a impresaria

Eleonora Duse interpreta Cleopatra nella tragedia "Antonio e Cleopatra" di William Shakespeare. Roma, 1888
Eleonora Duse interpreta Cleopatra nella tragedia "Antonio e Cleopatra" di William Shakespeare. Roma, 1888 — Fonte: getty-images

Di ritorno in Italia la compagnia si scioglie ed Eleonora fonda la propria: la Compagnia della Città di Roma in società con Flavio Andò. Diventa quindi responsabile della scelta del repertorio e dei componenti della troupe, ha libertà nella scelta anche di pezzi audaci e poco conosciuti dal pubblico italiano.

Nel febbraio del 1887, dopo la rappresentazione di Pamela, una delle opere meno note di Goldoni, riallaccia i contatti con Arrigo Boito con cui stringe una relazione sentimentale ed intellettuale molto forte. Lui le traduce Antonio e Cleopatra di Shakespeare facendone però un adattamento molto criticato, per l’eccessivo rilievo dato alla figura femminile (interpretata dall’amata) rispetto al coprotagonista.

7Una vita in tournée

Eleonora Duse interpreta Rebecca in "Rosmersholm" di Henrik Ibsen. Italia, 1906
Eleonora Duse interpreta Rebecca in "Rosmersholm" di Henrik Ibsen. Italia, 1906 — Fonte: getty-images

Il 17 dicembre 1889 si reca in Egitto per un mese e mezzo, poi accetta di recarsi in Russia nel 1891. Intanto dà voce ad autori italiani contemporanei e porta in scena le opere di Ibsen, ma soprattutto propone senza timore le opere di Sarah Bernhardt cercando un confronto che avrebbe portato il pubblico a considerarle rivali.

Si reca in Austria dove ottiene enorme successo e un impresario locale la convince a intraprendere una tournée nel nord America. Negli Stati Uniti il pubblico non è ancora abituato agli sprazzi di originalità del teatro europeo e l’accoglienza riservata nel 1893 all’attrice è altalenante: in particolare, il suo modo di recitare, basato tutto su presenza scenica e voce, fa poca presa su un pubblico che non ne capisce la lingua e nota solo l’eccessiva semplicità della scenografia e degli abiti.

8Eleonora Duse ed il legame con D’Annunzio

Per la prima volta nella sua vita Eleonora compra una casa, un appartamento a palazzo Barbaro-Wolkoff e decide di sciogliere la compagnia; si unisce al circolo di artisti e scrittori della città lagunare e finalmente si gode la tranquillità economica frutto di anni di lavoro. Alla fine del 1894 chiede a Boito di restituirle tutte le lettere, ormai la relazione si sta esaurendo e la Duse si è invaghita di un altro intellettuale: Gabriele D’Annunzio.

La voglia di sperimentare e rinnovare il proprio repertorio per un possibile ritorno sulle scene la porta a indagare fra le proprie amicizie cercando confronti e stimoli; incontra nuovamente D’Annunzio e ne rimane profondamente colpita tanto da chiedergli come mai non abbia mai scritto per il teatro. Nel giro di un anno la loro amicizia si trasforma in amore e in un'alleanza artistica: lui avrebbe scritto opere e lei le avrebbe portate in scena.

Lei riprende le sue tournée in Europa e negli Stati Uniti. D’Annunzio crea appositamente per lei il dramma La città morta concedendo i diritti a Sarah Bernhardt esclusivamente per gli spettacoli in territorio francese: Eleonora ha altri impegni contrattuali e può portarla in scena solo nel 1901.

Villa Capponcina a Settignano: Eleonora Duse e Gabriele d'Annunzio
Villa Capponcina a Settignano: Eleonora Duse e Gabriele d'Annunzio — Fonte: getty-images

Nel 1897 la Bernhardt la invita a Parigi per esibirsi e si sfidano alternando e condividendo rappresentazioni; dopo un inizio incerto la Duse riesce a reggere la pressione dei giornali e del pubblico francese, mantenendo il proprio stile.

Al ritorno in Italia affitta una casa a Settignano, ribattezzata La Porziuncola; dall’altra parte della strada D’Annunzio prende in affitto Villa Capponcina. Un quinquennio contrassegnato da vicinanza ma anche da molte incomprensioni, per le infedeltà di lui e la crescente stanchezza fisica di lei, ancora così ansiosa di mettersi alla prova ma dalla salute sempre più delicata.

Nel 1900 D’Annunzio pubblica Il fuoco, un romanzo che narra la relazione fra un giovane poeta e La Foscarina, un'attrice già avanti con gli anni. Gli evidenti riferimenti autobiografici garantiscono il successo immediato ma anche le polemiche che segnano la fine della loro relazione, sulla quale la Duse almeno pubblicamente non si esprimerà mai.

9La Divina attiva fino alla fine

Eleonora Duse nel suo appartamento a Venezia. Ottobre, 1894
Eleonora Duse nel suo appartamento a Venezia. Ottobre, 1894 — Fonte: getty-images

Dopo aver investito energie, idee e denaro nelle opere del suo ex, Eleonora è stremata dalle difficoltà professionali ed economiche: deve nuovamente costruirsi un repertorio e recuperare velocemente il giro per far fronte ai debiti. Si dedica a opere inedite e alla diffusione dei drammi di Ibsen, che sente molto vicino alla sua sensibilità.

Assiste a una delle prime proiezioni e decide di fare proprio il nuovo modo di fare spettacolo: trova i tecnici, i fondi economici, la storia adatta. Nel 1916 esce il film muto Cenere.

Lavora e viaggia per un quarto di secolo, persino con la scoppio della Grande Guerra non si arresta ma anzi si prodiga per dare il suo contributo, fa visita ai soldati, parla con loro, recita per loro, vende o impegna i pochi oggetti che le rimangono per offrire denaro alle famiglie in difficoltà.

Nell’ennesima tournée negli Stati Uniti, già debole di polmoni, si ammala in modo grave e si spegne in una stanza d’albergo a Pittsburgh.

    Domande & Risposte
  • Chi è stata Eleonora Duse?

    E' stata un'attrice teatrale italiana, innovatrice nel campo della recitazione, nonché simbolo del teatro moderno per la sua sensibilità recitativa e naturalezza.

  • Qual è il soprannome che viene dato a Eleonora Duse?

    La divina.

  • Dove muore Eleonora Duse?

    In una stanza d’albergo a Pittsburgh.