Educazione rinascimentale: caratteristiche e protagonisti

Educazione rinascimentale: caratteristiche e protagonisti A cura di Bianca Dematteis.

Caratteristiche e protagonisti dell'educazione rinascimentale, ovvero il modello pedagogico del periodo umanistico-rinascimentale adottato da intellettuali e famiglie nobiliari.

1Rinascimento e Umanesimo

Ritratto di Vittorino da Feltre (Feltre, 1373 - Mantova, 1446). Umanista e insegnante italiano
Ritratto di Vittorino da Feltre (Feltre, 1373 - Mantova, 1446). Umanista e insegnante italiano — Fonte: getty-images

Il Rinascimento è il periodo storico che in Italia comprende gli anni che vanno dalla seconda metà del Trecento alla prima metà del Cinquecento. Come il termine suggerisce, il Rinascimento è una età di rigoglio culturale in cui rifioriscono lo studio del mondo classico, le scienze, le arti.

Il termine Umanesimo, invece, richiama in particolare le humanae litterae, le discipline umanistiche e in particolare la grammatica, la letteratura, la retorica, la poesia, la storia, la filosofia. In questi anni si assiste a un rinnovato interesse per la cultura classica, alla quale si guarda con attenzione, prendendola a modello e studiandola con un approccio filologico.

Soprattutto in passato, i termini Umanesimo e Rinascimento erano tenuti distinti, identificando con il primo in particolare la produzione letteraria e l’apporto filologico nello studio dei classici, con il secondo, invece, il più ampio spettro di fenomeni politici, sociali e culturali che caratterizzano gli anni presi in esame. Tuttavia, oggi, Rinascimento e Umanesimo sono considerati due fenomeni strettamente intrecciati, reciprocamente connessi e che segnano uno spartiacque tra l’Età medievale e quella moderna

Tra i tratti principali della cultura umanistico-rinascimentale possono essere annoverati:

  • nuova visione dell’uomo e della sua centralità nella costruzione del proprio destino;
  • mecenatismo, cioè il sostegno economico accordato dalle grandi e agiate famiglie alle arti, attraverso il finanziamento di artisti e letterati;
  • nuovo approccio al mondo della religione e del divino;
  • attenzione per la natura e le sue leggi;
  • priorità della cultura classica greca e latina nella formazione di ogni individuo.

I luoghi di cultura principali sono rappresentati dalle Accademia e dalle corti dei principi. Una delle innovazioni che più di altre influirono sulla cultura e sulla sua produzione è rappresentata dalla stampa a caratteri mobili che, ideata dal tedesco Johann Gutenberg attorno al 1450, rivoluzionò il modo di stampare i libri, prima copiati a mano, e ne permise una circolazione più rapida, ampia ed economica.

2I contubernia di Guarino Guarini e di Vittorino di Feltre

Tra le esperienze educative più innovative che si registrarono durante il Rinascimento, sono da annoverarsi i contubernia, una sorta di convitti laici dove i giovani studiavano insieme ai loro coetanei. I più noti furono quelli realizzati da due educatori fondamentali per il pensiero pedagogico umanistico: Guarino Guarini, conosciuto anche come Guarino Veronese, e Vittorino da Feltre.

2.1Guarino Guarini: biografia e pedagogia

Ritratto di Guarino Veronese (1374-1460). Poeta italiano. Incisione di Joseph Benalea dopo un disegno di Gigola
Ritratto di Guarino Veronese (1374-1460). Poeta italiano. Incisione di Joseph Benalea dopo un disegno di Gigola — Fonte: getty-images

Guarino Guarini (1374-1460), noto anche come Guarino Veronese dal nome della sua città natale in cui nacque nel 1374, organizzò la sua prima scuola a casa sua, a Venezia, poi a Verona e ancora, a Ferrara, città dove fu invitato dal marchese Niccolò d’Este perché divenisse precettore del figlio, Lionello.

Uno dei principi innovatori fondamentali messi in atto di Guarini nei suoi contubernia è rappresentato dalla suddivisione del percorso scolastico in tre cicli o corsi:

  1. Corso elementare: finalizzato all’insegnamento della lettura; i giovani imparavano attraverso esercizi a distinguere le lettere, a pronunciarle correttamente e venivano alfabetizzati.
  2. Corso medio e grammaticale: l’obiettivo di tale corso era una conoscenza approfondita della grammatica. A sua volta questo corso prevedeva la lettura di autori classici.
  3. Corso superiore: il giovane veniva istruito affinché potesse dominare al meglio l’arte della retorica, quindi acquisisse la capacità di costruire un discorso e sostenerlo anche in un contesto pubblico e divenisse capace di scrivere lettere.

Questo percorso educativo era stato pensato da Guarini per istruire coloro che avrebbero intrapreso una carriera ecclesiastica o che sarebbero divenuti a loro volta insegnanti.

2.2Il modello educativo di Vittorino da Feltre

Vittorino da Feltre (1378-1446)
Vittorino da Feltre (1378-1446) — Fonte: getty-images

Vittorino da Feltre (1378-1446) è tra le personalità più note e importanti della pedagogia rinascimentale. Dopo aver fondato una scuola a Padova per bambini in condizioni di povertà e un altro istituto a Venezia, si trasferì a Mantova per divenire precettore dei figli di Gianfrancesco Gonzaga. Qui, si dedicò a educare non solo i figli del duca della città, ma si occupò di istruire giovani di diverse classi sociali, anche poveri, e da differenti paesi.

Il suo istituto ebbe sede nella Ca’ Zoiosa, ribattezzata Ca’ gioiosa, una villa di proprietà della famiglia dei Gonzaga immersa nella natura. All’interno della scuola:

  • l’educazione era volta alla formazione integrale del giovane: accanto allo studio, i giovani erano impegnati anche nell’educazione fisica e nell’educazione religiosa. Lo sviluppo intellettuale e fisico avrebbe permesso una crescita armonica, piena e consapevole dell’individuo.
  • Le discipline principali erano quelle del trivio e del quadrivio, quindi i giovani erano educati nella retorica, nella dialettica, nella grammatica, e parimenti studiavano aritmetica, geometria, musica, astronomia.

La scuola fu una esperienza riconosciuta come fondamentale per il mondo dell’educazione dell’epoca. Essa nacque ispirandosi ai valori dell’umanesimo e divenne il luogo di formazione di uomini politici, religiosi, militari.

Sia Guarino Veronese che Vittorino da Feltre adottarono i castighi corporali, molto comuni al tempo, solo in casi eccezionali.

3Il pensiero pedagogico rinascimentale

Tra i diversi intellettuali che riflettono sull’educazione e danno un importante contributo per il pensiero pedagogico rinascimentale, possono essere ricordati:

Pier Paolo Vergerio (1370-1444): l’intellettuale è autore del testo, apparso nel 1402, dal titolo Trattato sui nobili costumi e gli studi liberali della gioventù. Egli si occupa in particolare di definire quale debba essere la migliore educazione dei giovani nobili e dei figli dei principi. Le materie sulle quali costruire la formazione intellettuale del giovane principe sono: filosofia morale, storia, eloquenza, alle quali devono aggiungersi poesia, musica, matematica, astronomia, medicina, diritto, teologia.

Il giovane deve inoltre impegnarsi in esercizi ginnici, poiché è convinzione che solo una educazione che tenga conto dello sviluppo fisico e intellettuale del giovane possa garantire una formazione integrale e armonica dell’individuo.

L’istruzione deve essere finalizzata non tanto a una preparazione professionale, quanto a educare il giovane ai valori che dovrebbero improntare l’appartenenza alla classe più nobile e agiata della società. L’educatore deve saper valorizzare l’indole dei singoli allievi ed impartire i suoi insegnamenti in modo graduale.

Ritratto di Maffeo Vegio, umanista italiano (1407-1458)
Ritratto di Maffeo Vegio, umanista italiano (1407-1458) — Fonte: getty-images

Maffeo Vegio (1407-1458) si pone come obiettivo quello di stilare alcune linee guida per l’educazione del cittadino. Il suo testo, De educatione liberorum et eorum claris moribus libri VI, è tra i principali trattati in campo pedagogico apparsi durante il Rinascimento. Coerentemente ai suoi obiettivi educativi, egli valorizza il ruolo dell’educazione pubblica rispetto a quella privata. Il giovane trae infatti maggior giovamento se compie il suo percorso di studi al di fuori della dimensione famigliare e insieme ai suoi coetanei. A una formazione religiosa, si associa una educazione morale del cittadino, che deve essere in grado di seguire e mettere a frutto virtù quali la temperanza e l’autocontrollo.  

Il giovane deve essere seguito nello studio delle discipline umanistiche e nella conoscenza dei rudimenti che gli permettano di affrontare il mondo del lavoro, sia esso nel campo agricolo o nel commercio, e la vita sociale e politica della città. Al contempo, in ottemperanza ai principi di una formazione integrale del giovane, all’educazione fisica è riconosciuto un ruolo importante nello sviluppo del fanciullo.  

L’educazione non deve essere costruita sulle minacce e sulla paura, al contrario, l’equilibrio tra disciplina e eccessiva indulgenza devono guidare l’azione sia dei maestri, sia dei famigliari, ai quali è riconosciuto un ruolo fondamentale nell’educazione dei bambini nella loro più tenera età.  

Baldassarre Castiglione (1478-1529) pubblica nel 1528 il noto trattato Il Cortegiano. Il testo, che ebbe fama in tutta Europa, è ambientato a Urbino nel 1507. È composto in forma dialogica e suddiviso in quattro libri nei quali l’autore delinea quali siano i valori, i comportamenti, gli ideali che il perfetto cortigiano deve seguire e incarnare. Eleganza, cultura, equilibrio, grazia, compostezza devono essere i suoi ideali comportamentali; il cortigiano deve inoltre saper consigliare il principe, sostenendolo nell’esercizio del potere. 

Nella sua opera, il terzo libro è dedicato all’educazione della perfetta donna di palazzo, la quale, pur dovendo possedere virtù legate alla cura della casa, della famiglia e della vita domestica, deve possedere inoltre bellezza, capacità di discorrere, grazia ed eleganza. 

Leon Battista Alberti (1404-1472), 1460: poeta, architetto, musicista, filosofo, pittore e scultore italiano
Leon Battista Alberti (1404-1472), 1460: poeta, architetto, musicista, filosofo, pittore e scultore italiano — Fonte: getty-images

• Il letterato e architetto Leon Battista Alberti (1404-1472), tra le personalità più rappresentative della sua epoca per la poliedricità dei suoi interessi, è autore del trattato Della famiglia. In questo volume, strutturato in forma dialogica e suddiviso in quattro libri, Alberti riflette sul significato della famiglia e sui diversi ruoli e compiti all’interno di essa. Alla famiglia è riconosciuto un ruolo fondamentale in campo educativo: i figli devono poter sviluppare le loro inclinazioni naturali sotto l’occhio vigile dei genitori; i genitori sono figure che hanno un ruolo preciso e gerarchico all’interno della casa: la donna è infatti, secondo Alberti, subordinata al marito.

Fondamentale è la disciplina che deve guidare l’azione educativa, imperniata sull’educazione intellettuale, l’esercizio fisico e il lavoro in vista di una educazione integrale e di una preparazione a una vita attiva.