Cos'è l'economia politica e cosa studia

Di Redazione Studenti.

Cosa studia e cos'è l'economia politica: definizione, descrizione e significato. Di cosa si occupa e concetti base dell'economia politica

Cos'è l'economia politica

Economia politica: cos'è?
Economia politica: cos'è? — Fonte: istock

Qualcuno la studia già a scuola, qualcun altro solo all'università. Per molti inquadrare esattamente le caratteristiche dell'economia politica è molto complesso. Ecco quindi un quadro generale per capire cosa studia e cos'è l'economia politica, spiegata in modo semplice.

Economia politica, cos'è?

L’economia politica è la scienza sociale che studia l’attività dell’uomo rivolta all’impiego razionale di risorse scarse per il soddisfacimento di bisogni numerosi e risorgenti.

L’economia si divide in due sezioni:

  • Microeconomia: studia il comportamento delle singole unità economiche( es. un consumatore o un imprenditore)
  • Macroeconomia: studia il comportamento dei grandi aggregati visti nel loro insieme ( es. tutti i consumatori o tutti gli imprenditori)

Anche l’economia politica è regolamentata da leggi scientifiche e grazie alla ricerca scientifica che le elabora, si distinguono due metodi per crearle:

  • Induttivo: attraverso l’osservazione dei casi che si verificano,li classifica e poi formula delle leggi
  • Deduttivo: formula ipotesi attraverso un ragionamento logico fornisce spiegazioni del fenomeno.

Andiamo ora a vedere di seguito quali sono i principali argomenti che l'economia politica tratta.

Il sistema economico

La soluzione del problema economico consiste in una serie di scelte effettuate dagli operatori economici che sono l’insieme dei soggetti, attori dell’economia, che mediante rapporti di collaborazione fra loro svolgono l’attività economica su un certo territorio, nel quadro di comuni istituzioni giuridico-politiche favorendo il sistema economico. Quest'ultimo non è altro che l’insieme degli operatori economici che entrano in relazione tra loro per risolvere i problemi della produzione e della distribuzione della ricchezza.

Gli operatori economici

Gli operatori economici sono:

  • La famiglia: che offre le proprie risorse (manodopera) in cambio di un reddito che destina in parte al consumo e in parte al risparmio
  • Le imprese: è un centro di produzione e domanda manodopera e capitali per offrire beni e servizi privati
  • Lo Stato: garantisce operatività al sistema economico (manodopera), preleva tributi e offre beni e servizi pubblici.

Inoltre esiste un altro operatore economico:

  • Il resto del mondo: è costituito da tutti i paesi esteri con i quali i soggetti economici intrattengono relazioni economiche cioè scambio di beni,servizi e capitali.

I circuiti economici

Gli operatori economici interagiscono di continuo fra loro generando dei flussi monetari e reali che costituiscono dei circuiti economici, non sono altro che due punti di vista differenti per osservare gli operatori economici nei loro scambi; e sono di due tipi:

  • Circuito reale: Guardiamo lo scambio senza considerare la moneta, cio è dato dal trasferimento di beni e servizi che ha origine dalle relazioni che intercorrono tra gli operatori del sistema economico.
    In questo sistema l’operatore famiglia offre all’operatore stato manodopera in cambio riceve beni e servizi pubblici.
    L’operatore famiglia offre all’operatore impresa manodopera in cambio riceve beni e servizi privati.
    L’operatore impresa offre all’operatore stato beni e servizi privati in cambio riceve beni e servizi pubblici.
  • Circuito monetario: Guardiamo lo scambio considerando la moneta, cio è dato dal complesso trasferimento di denaro tra gli operatori economici, in seguito allo scambio di beni e servizi.
    In questo sistema l’operatore famiglia offre all’operatore stato retribuzioni in cambio riceve tributi.
    L’operatore famiglia offre all’operatore impresa corrispettivi in cambio riceve retribuzioni.
    L’operatore impresa offre all’operatore stato i tributi in cambio riceve i corrispettivi.

Le sfere economiche

In ogni sistema economico vengono svolte alcune attività fondamentali,il cui scopo è la creazione di beni e servizi destinati a soddisfare i bisogni dell’uomo. Le attività economiche, che corrispondono alle sfere o funzioni dell’economia, non sono altro che le fasi individuate in un ciclo economico e sono le seguenti:

  • Produzione: è il processo attraverso il quale si crea o si accresce l’utilità di un bene.
  • Distribuzione:il bene ottenuto costituisce una nuova ricchezza che deve essere ripartita fra tutti i soggetti che hanno concorso a produrla
  • Consumo: consiste nell’acquisto di beni e servizi per soddisfare un bisogno
  • Risparmio: È la parte di reddito non consumata
  • Investimento: consiste nell’acquisto di beni economici necessari per consentire il processo produttivo.

La produzione nell'economia politica

Agricoltura, o settore primario della produzione
Agricoltura, o settore primario della produzione — Fonte: istock

Per far fronte ai problemi economici le società si organizzano in sistemi,ognuno dei quali deve risolvere i problemi della produzione, della distribuzione e del consumo. A questo punto bisogna porsi tre quesiti fondamentali:

  1. Che cosa produrre?
    Per prima cosa bisogna individuare quali beni e servizi devono essere prodotti successivamente in quale quantità
  2. Come produrre?
    È necessario stabilire come organizzare l’attività produttiva e poi scegliere le tecnologie da impiegare
  3. Per chi produrre?
    Bisogna decidere come deve essere distribuita la ricchezza prodotta tra i membri della collettività.

I settori produttivi

Le attività produttive si distinguono in settori e sono:

  • Primario o agricoltura
    Tutte le attività connesse ai processi naturali legati alla terra
  • Secondario o industria
    Tutte le attività di trasformazione dei beni provenienti,direttamente o indirettamente,dalla terra.
  • Terziario o servizi
    Comprendono tutte le attività che offrono prestazioni,producendo beni immateriali dati dalle imprese”servizi privati” e/o dallo Stato “servizi pubblici”.
  • Quaternario o new economy
    Tutti i servizi più avanzati,come informatica,telecomunicazioni; che hanno determinato uno straordinario cambiamento dell’economia.

Attualmente se classifichiamo i settori troviamo al vertice il settore terziario/quaternario, al gradino inferiore l’industria e alla base l’agricoltura.

Storia dell'economia politica

Carri a vapore nella prima rivoluzione industriale
Carri a vapore nella prima rivoluzione industriale — Fonte: getty-images

L’economia è una scienza in continua evoluzione,nelle varie epoche le diverse società si sono organizzate in maniera differente per risolvere i relativi problemi economici.

L’evoluzione storica si può suddividere in quattro fasi:

  • Economie antiche, con tre periodi distinti all'interno:
    Economia primitiva: È un’economia predatoria cioè l’ uomo agli inizi si soddisfala con ciò che la natura gli offriva ,visto che era nomade,con la sedimentazione incominci a coltivare ed allevare(economia di sussistenza) ed utilizzava come metodo di scambio di beni all’interno del  gruppo il baratto.
    Economia schiavistica: Nasce il sovrappiù,l’uomo inizia a disporre di una quantità di beni in più al suo bisogno,perché vi erano gli schiavi che non venivano stipendiati ma gli veniva fornito solo il stretto necessario per vivere.Quindi il sovrappiù viene investito in monumenti che sono arrivati fino ai giorni nostri.Inizia a circolare la moneta per gli scambi di beni.
    Economia feudale: È una fase di regresso dell’economia poiché gli scambi di beni avvenivano per la gran parte all’interno delle corti,visto che spostarsi era assai pericoloso per via del brigantaggio. L’ economia feudale é definita come un economia chiusa.
  • Economia mercantile: si sviluppa dal Basso medioevo fino al 1750 con la rivoluzione industriale,originatasi in Inghilterra e poi estesa negli altri paesi .E’ stata una rivoluzione economica,perché si inizia a produrre in serie e senza rispettare i diritti dei lavoratori allora nascono le prime organizzazioni sindacali,sempre in primis in Inghilterra.Quindi si inizia a investire una maggiore parte di capitale.
  • Economia capitalistica: Inizia il vero processo di industrializzazione con l’apporto di macchinari per la produzione e un nuovo sistema di trasporto per le merci. Vi sono i lavoratori,coloro che producono e poi vi sono gli imprenditori o capitalisti. Il sovrappiù viene direttamente reinvestito per aumentare la produzione dei beni. Quindi impiego di enormi capitali per investimenti sempre maggiori.
  • Economia neo capitalista: Si ottiene la dematerializzazione della moneta e l’attività economica deve essere compatibile con l’ecosistema del nostro pianeta.

Le scuole economiche

La storia del pensiero economico studia l’evoluzione storica dell’economia. Si definisce scuola economica il gruppo di economisti che presentano una certa uguaglianza di posizioni di fronte ai problemi. La storia dell’economia viene divisa in tre periodi:

  • Frammentario: Viene così definito perché si accenna all’economia in maniera superficiale e in alcuni episodi in altri contesti,come la filosofia. Non esistono vere e propri testi economici.
  • Pre-scientifico: va dall’inizio del 1500 fino al 1776 viene definito così perché gli economisti parlano in maniera specifica dell’economia ma in assenza di un metodo scientifico.
  • Scientifico: va dal 1776 fino ai giorni nostri.Inizia nel  1776 perché è l’anno in cui Adam Smith compone la prima opera sistematica di economia denominata la “ricchezza delle nazioni”. Le basi teoriche dell’economia vengono irrobustite con l’analisi sistematica dei fatti e dell’elaborazione di un metodo scientifico.