Ecco come sarà la scuola del futuro

Di Valeria Roscioni.

La scuola deve essere un “centro civico”. Lo ha detto il Ministro Profumo a Bologna descrivendo una vera rivoluzione

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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La scuola così come noi la conosciamo non esisterà più. Questo è ciò che viene in mente prendendo in considerazione le parole del Ministro della pubblica istruzione che descrivono una scuola da intendersi come un “centro civico”, un luogo aperto anche di pomeriggio in cui ci sia spazio anche per le attività ludiche.

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“Sarà necessario anche ridisegnare i luoghi perché aula e corridoio non sono più adeguati. Dovranno invece esserci strutture più aperte con spazi di socializzazione” ha dichiarato Profumo in occasione della convention dell’associazione nazionale Diesse (Didattica e Innovazione Scolastica) che si è tenuta a Bologna.

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In questo nuovo orizzonte anche il docente sarà una figura del tutto diversa dato che dovrà comportarsi “come un solista per quanto attiene il suo patrimonio di conoscenze e un direttore d’orchestra degli altri saperi” modificando i suoi orari e decidendo quanto tempo dedicare alla scuola in modo che si possa “cominciare a ragionare in termini di carriera dell’insegnante”.

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Uno scenario del tutto differente da quello attuale reso necessario per via delle rivoluzione attuata dalla rete: “ Gli studenti non sono più interessati a una trasmissione tradizionale del sapere. Possono contare su una marea di informazioni che non sono organizzate. – ha detto il Ministro - E qui si inserisce il nuovo compito dell’insegnante: un organizzatore delle conoscenze. Un ruolo che potrà prevedere in futuro un’alternanza docente-discente interessantissima”.

Il progetto di una nuova scuola è quindi chiaro e ben definito, ma tra quanto diventerà realtà?