Dottorato di ricerca: cos'è e come conseguirlo

Di Redazione Studenti.

Cos'è e come conseguire il dottorato di ricerca: come funziona, i requisiti per essere ammessi e quando dura questo percorso di formazione post-laurea

Introduzione

Dottorato di ricerca: cos'è e come conseguirlo
Dottorato di ricerca: cos'è e come conseguirlo — Fonte: getty-images

Se si decide di insegnare a livello universitario oppure si vuole fare un lavoro nell'ambito del mondo della ricerca occorre un alto grado di istruzione oltre alla specializzazione nell'ambito specifico.

Esistono percorsi di formazione post laurea, come il dottorato, che danno la possibilità di poter svolgere ed esaudire questa aspirazione. Infatti, il dottorato rappresenta il grado di istruzione più elevato all'interno dell'ordinamento accademico italiano.

Generalmente questo percorso ha una durata di tre anni ed è fondamentale per quelle persone che intendono intraprendere la carriera universitaria. Qualche volta il corso può essere ulteriormente prolungato fino ad un totale di quattro oppure cinque anni.

Leggendo questo tutorial si possono avere alcuni utili consigli e delle corrette informazioni sul dottorato di ricerca: cos'è e come conseguirlo in Italia.

Notizie generali

Esso può essere paragonato al Doctor of Philosofy (Ph.D) dei Paesi anglosassoni. Il dottorato è stato introdotto nel sistema universitario italiano nel febbraio del 1980 e rappresenta il più alto grado di istruzione.

Questo percorso formativo può essere intrapreso da qualsiasi persona che abbia già conseguito una laurea specialistica. Possono partecipare tutti; non ci sono limiti di età o di cittadinanza. L'ammissione ai corsi di dottorato di ricerca si ottiene mediante concorso, bandito autonomamente dalle singole università.

Bisogna sapere che almeno la metà dei posti messi a concorso sono coperti da borsa di studio. I candidati devono sostenere una prova scritta il cui superamento prevede l'accesso ad un colloquio orale. Gli argomenti delle prove sono attinenti al tema del dottorato stesso.

Dottorato con e senza borsa di studio

Anche se si accede al corso dopo un iter formativo già completato chi partecipa al dottorando ha gli stessi diritti e doveri di uno studente universitario. Un aspetto importante da considerare è la distinzione tra i dottorati con e senza borsa. Il dottorando che ha una borsa di studio riceve un compenso annuale ed è esonerato dal pagamento dei tributi per l'accesso e la frequenza dei corsi. Il compenso è identico in tutte le università italiane.

Per poter ottenere la borsa di studio il dottorando deve collocandosi ai primi posti della graduatoria. Le borse di studio sono presenti in numero variabile, a seconda dei fondi che sono a disposizione dell'università. Il corso termina con una dissertazione che presenta la nota: "tesi di dottorato".

Conclusioni

Anche se nel gergo universitario con il termine dottorato viene indicato il corso questo titolo si consegue al termine del percorso formativo. Il dottorando partecipa al corso per garantirsi l'autonomia nello svolgimento di progetti di ricerca ad alto livello. Questo percorso può prevedere anche dei periodi di formazione all'estero oppure degli stage presso enti pubblici e privati. Gli obiettivi ed i programmi di studio sono stabiliti dai preposti organi accademici.

Alla fine di ogni anno il dottorando è chiamato a svolgere una relazione in merito alla sua attività di ricerca. La valutazione, se positiva, consente di accedere all'anno successivo.

Dopo aver ultimato i tre anni convenzionali il dottorando deve presentare una tesi per documentare il lavoro che ha effettuato negli anni. Tutto ciò serve per dimostrare se sono stai raggiunti gli obiettivi di ricerca.

A questo punto si spera che questa breve guida abbia dato tutte le indicazioni fondamentali; ora non resta che augurare buona fortuna.

Consigli

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