Donatello: biografia, stile e opere del padre del Rinascimento

Storia, stile e opere di Donatello, uno dei più celebri scultori di tutti i tempi, nonché protagonista del Rinascimento italiano. Caratteristiche e analisi delle opere più importanti
Donatello: biografia, stile e opere del padre del Rinascimento
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1Chi è Donatello?

Lo scultore fiorentino Donatello, protagonista del Rinascimento.
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Donato di Niccolò di Betto Bardi (1386ca-1466), meglio noto come Donatello, fu un’artista fiorentino, uno dei protagonisti dell’arte rinascimentale del Quattrocento, nonché ritenuto uno degli scultori più celebri di tutti i tempi.

Insieme a Filippo Brunelleschi (1377-1446) e a Masaccio (1401-1428), Donatello è considerato dalla storiografia artistica come uno dei tre padri del Rinascimento fiorentino, grazie ai numerosi capolavori che lo scultore realizzò durante la sua lunghissima carriera.

2Biografia

2.1Inizi

Donatello (1386 - 1466) celebre scultore del Rinascimento Italiano.
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Fino alla metà del primo decennio del XV secolo non si hanno documenti significativi relativi a Donatello. Attualmente sappiamo che l’artista nacque a Firenze all’incirca nel 1386 in una famiglia modesta e che probabilmente, secondo lo storiografo Giorgio Vasari (1511-1574), il giovane fu educato presso casa Martelli.

Non si conosce nemmeno quali siano state effettivamente le esperienze di apprendistato del ragazzo: tra il 1404 e il 1407 il suo nome figura tra quelli della bottega di Lorenzo Ghiberti (1378-1455) e probabilmente al lavoro alla seconda porta bronzea del Battistero fiorentino.

Sebbene il David marmoreo (1408-1409) del Bargello sia ritenuta la prima opera sicura dello scultore, si pensa che invece il suo primissimo lavoro sia stato uno dei profeti della Porta della Mandorla del Duomo di Firenze. Non avrebbero mai affidato una commissione del genere ad un artista che non avesse già mostrato il proprio talento. 

2.2Affermazione

Se i primi lavori autonomi di Donatello mostravano ancora stilemi tardogotici, il confronto con Brunelleschi lo portò invece ad elaborare linee più classicheggianti, più fedeli al dato naturale e più attente all’espressività. Il Crocifisso contadino, dalla datazione dubbia, ne è un esempio. 

Statua di San Giorgio di Donatello al Museo Nazionale del Bargello.
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Alcuni dei primi saggi dell’evoluzione stilistica dello scultore, a favore della “nascita” del primo Rinascimento in scultura, sono San Marco (1411-1413) e soprattutto San Giorgio (1415-1417), realizzate entrambe per l’Orsanmichele fiorentino.

L’ascesa di Donatello iniziò a metà degli Anni Dieci, quando fu alle prese con la decorazione scultorea del Campanile di Giotto; realizzò poi il Marzocco (1418-1420), il San Ludovico (1422-1425), primo lavoro bronzeo, e il Banchetto di Erode (1423-1427), prima commissione fuori Firenze.

2.3Maturità

Un capitolo significativo per Donatello fu il sodalizio (1425-1434) con l’artista fiorentino Michelozzo (1396-1472). La collaborazione tra i due fu vantaggiosa per diversi aspetti: da quello economico a quello estetico.

Monumento sepolcrale per Baldassarre Coscia di Donatello e Michelozzo.
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Tra i tanti lavori realizzati insieme si citano il Monumento sepolcrale per Baldassarre Coscia (1422-1428), il Pergamo del Duomo di Prato (1428-1438) e il Ciborium (1432-1433) della Basilica di San Pietro in Vaticano

Negli Anni Trenta Donatello era considerato uno scultore dalla fama indiscussa. In questi anni ricevette commissioni prestigiose, come quella dell’Opera del Duomo per la Cantoria (1433-1438), o quella medicea per la decorazione della Sagrestia Vecchia (1434-1443) e per il David bronzeo (1440).

Da lì a poco l’artista fu chiamato a lavorare Padova, dove soggiornò per un decennio (1443-1453), realizzando altre opere importanti come l’Altare di Sant’Antonio da Padova (1446-1453) per l’omonima basilica e l’iconico Monumento equestre al Gattamelata (1445-1453).   

2.4Ultimi anni

Il ritorno a Firenze per Donatello nel 1454 fu complicato. Il gusto dominante in città si evolse differentemente dalle soluzioni stilistiche del maestro, ritenute oramai non più alla moda.

Nonostante ciò, l’artista continuò a sperimentare, realizzando così opere come la Maddalena penitente (1453-1455), il gruppo Giuditta e Oloferne (1453-1457) e i Pulpiti (1465-1466) di San Lorenzo. Proprio quest’ultimi dovettero essere la sua ultima fatica poiché da lì a poco, il 13 dicembre 1466, l’anziano maestro morì.

3Stile

3.1Modelli e influenze

Filippo Brunelleschi (1377 - 1446). Architetto, orafo e scultore italiano.
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Donatello visse nell’esatto periodo in cui Firenze era disponibile e pronta nei confronti del nuovo: il gusto tardogotico, come quello dello scultore Andrea Orcagna (1310-1368), era già al tramonto, e si facevano avanti le proposte formali di Ghiberti e di Brunelleschi.

Inizialmente Donatello fu influenzato dalle linee gotiche. Grazie al presunto viaggio a Roma con Brunelleschi, avvenuto tra il 1402 e il 1404, ma probabilmente anche al continuo confronto con quest’ultimo, il giovane scultore poté studiare e assimilare la lezione delle antichità classiche.

3.2Caratteristiche formali

Tratto formale significativo di Donatello è il suo rapporto col naturalismo: da un lato è contemperato dalle suggestioni dall’antico, dall’altro si fonda su un realismo ritrattistico eccezionale, che talvolta viene anche estremizzato in maniera ruvida.

David di Donatello, una delle opere più celebri dello scultore.
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Donatello fu capace sia di realizzare lavori apollineamente luminosi e solenni, sia soprattutto di produrre opere dionisiacamente fiere e disinvolte, il tutto con l’intenzione di restituire la psicologia e lo stato d’animo delle figure rappresentate.

Uno dei meriti dell’artista fu quello di portare le sculture ad essere concepite tridimensionalmente e a tutto tondo. Un ulteriore innovazione, riscontrabile soprattutto nei rilievi, è l’uso della prospettiva, che è sia analisi dello spazio reale, inscenato secondo le geometrie rinascimentali, sia attenzione ai minimi dettagli.

4Opere

4.1San Giorgio dell’Orsanmichele

Commissionato dall’Arte dei Corazzai fiorentina, il San Giorgio (1415-1418) dell’Orsanmichele è uno dei primi capolavori di Donatello. Patrono degli spadai e dei corazzai, il santo è raffigurato come un valente e giovane cavaliere, simbolo dell’eroicità cristiana e delle virtù dell’Umanesimo fiorentino

4.2Cantoria del Duomo di Firenze

La Cantoria donatelliana (1433-1438) del Duomo di Firenze è ritenuta una delle opere più importanti del primo Rinascimento. Rigidamente geometrico, il marmo è riccamente decorato a rilievo, anche con paste vitree, elementi architettonici romano-antichi e ornamenti dionisiaci. Uno tra tutti il fregio con i putti danzanti.

4.3Monumento equestre al Gattamelata

Monumento equestre al Gattamelata di Donatello.
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In Piazza del Santo, a Padova, si trova il Monumento equestre al Gattamelata (1445-1453) di Donatello, la prima grande statua equestre bronzea dai tempi dell’antichità, nonché una delle prime affrancate dall’architettura. L’opera, dalle forti reminiscenze imperiali romane, celebra il condottiero della Serenissima