Donata Raniolo, le STEM per studiare all’estero

Di Veronica Adriani.

Donne e scienza: Donata frequenta l'ultimo anno di liceo linguistico. Nel suo futuro dopo la Maturità 2018 ci sono le STEM e, spera, la ricerca all'estero

DONNE E SCIENZA

Donata Raniolo, studentessa al Linguistico
Donata Raniolo, studentessa al Linguistico — Fonte: photo-courtesy

Donata Raniolo frequenta il liceo linguistico e quest’anno affronterà l’esame di Maturità. A differenza di molti studenti della sua età, sul suo futuro universitario ha le idee chiare: “Ho scelto Fisica e Astronomia, sono spinta dalla curiosità di capire da cosa nasca ogni nostro movimento terreno e ultraterreno”. Una scelta condivisa e sostenuta anche dalle persone più care: “sono orgogliose di me per il coraggio che sto mettendo nella scelta. Durante gli studi mi aspetto di crescere, migliorare le mie competenze e colmare il mio desiderio di conoscenza”.

Donata fa parte della schiera di ragazze che per il proprio percorso universitario hanno scelto di dedicarsi alla scienza. Le donne interessate a un percorso STEM sono in crescita, ma in tante sentono ancora forte il pregiudizio secondo cui le donne non sarebbero in grado di affrontare studi scientifici con gli stessi risultati di un uomo: “Da piccola volevo qualcosa di più umanistico” spiega Donata “ma da circa tre anni ho sentito che era più forte la passione per la scienza”.

La scelta di Donata è stata ponderata con attenzione: prima ha avuto un orientamento generale a scuola, durante il quale ha potuto conoscere i vari atenei e i corsi di laurea, poi si è informata da sola: “So che in questo percorso affronterò uno studio approfondito della fisica e delle materie scientifiche” spiega, e continua: “Mi aspetto, inoltre, sacrifici. Ma con la speranza di poter riuscire a realizzare i miei sogni in futuro”.

Proprio sul futuro dopo l’Università Donata sembra avere le idee chiare: “Mi aspetto un mondo del tutto diverso dal campo dell'Università o in generale della scuola. Molte più responsabilità e molte difficoltà da dover affrontare da sola”. Ma questo non la scoraggia: “Tra 10 anni mi vedo molto probabilmente o a Londra o in America, facendo la ricercatrice e cercando di aiutare il mondo della scienza in qualche modo”.

Tra i suoi miti ce ne sono due in particolare, un uomo e una donna: “Galileo Galilei e Valentina Tereshkova, ovvero la prima donna che andò nello spazio. Li ho scelti per lo stesso motivo: entrambi sono riusciti ad andare contro i pregiudizi della società e a realizzare ciò che volevano”.

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