Don Rodrigo: descrizione del personaggio

Di Redazione Studenti.

Don Rodrigo: descrizione, carattere ed evoluzione del personaggio dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Chi è, dove compare, cosa fa nel romanzo

DON RODRIGO

Lucia e Don Rodrigo
Lucia e Don Rodrigo — Fonte: ansa

Don Rodrigo è uno dei personaggi principali de I Promessi sposi di Alessandro Manzoni.

È presentato come il signorotto della zona, circa 40 anni, famoso e temuto. Ha molti bravi al suo servizio, e dà origine alle vicende del romanzo per una scommessa fatta con suo cugino Attilio: riuscirà, dice, ad impedire il matrimonio tra Renzo e Lucia.

Compare subito nel romanzo quando, nel primo capitolo, il suo nome viene fatto dai Bravi nel corso dell'incontro con don Abbondio. Manzoni ci dice poco o nulla di lui: non abbiamo neppure una descrizione fisica. Sappiamo solo che è certamente spagnolo e molto ricco.

Varie volte capisce di essersi imbarcato in un’impresa sciocca che, anche se coronata dal successo, non gli darebbe nessuna vera soddisfazione. Tuttavia insiste, perchè è prigioniero del suo ruolo e della classe sociale cui appartiene: impedire quel matrimonio significa poter manifestare il suo potere, qualcosa cui non è disposto a rinunciare. Inoltre, gettare la spugna in quel contesto vorrebbe dire perdere l'onore e non essere considerato dai suoi pari all'altezza della situazione.

DON RODRIGO, CARATTERISTICHE

Don Rodrigo è un personaggio statico: raffigura quello che ai suoi tempi era il tipico nobiluomo di provincia, vittima della sua ricchezza e della sua posizione sociale. In un certo senso, Don Rodrigo rappresenta la staticità del male.

È l’antagonista della storia, colui che si pone contro i protagonisti e dà origine a tutta la vicenda e alle conseguenze subite dagli altri personaggi. Don Rodrigo è lo specchio del suo tempo: quel Seicento di cui il Manzoni ci ha lasciato il quadro più vasto, multiforme e completo che mai sia stato fatto.

Sebbene sia colui che, con il suo agire avventato e prepotente, rende possibile tutta la vicenda, è l’unico personaggio di cui non ci venga fatta una presentazione vera e propria, né fisica, né morale. Lo conosciamo solo attraverso i simboli e gli attributi della sua forza e dell’autorità, e attraverso le conseguenze del suo agire. Tuttavia, anche quando non è presente fisicamente, lo è a livello immateriale, come se orchestrasse le vicende da dietro le quinte.

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Scrive Manzoni:

Don Rodrigo […] era lì in capo di tavola, in casa sua, nel suo regno, circondato d’amici, d’omaggi, di tanti segni della sua potenza, con un viso da far morire in bocca a chi si dia una preghiera, non che un consiglio, non che una correzione, non che un rimprovero…

DON RODRIGO, PSICOLOGIA DEL PERSONAGGIO

Don Rodrigo compie il male semplicemente perché è sicuro che la sua posizione sociale e gli appoggi di persone molto influenti e poco scrupolose gli garantiscano l’impunità, e perché, nella sua assenza d’ogni principio morale, egli conosce solo una legge: quella del più forte, o meglio del più potente e prepotente. Le altre leggi, quelle codificate, sa infatti di poterle violare a suo piacimento.

Ma, pur essendo un malvagio, non ha il coraggio delle proprie azioni, perché si preoccupa di salvare le apparenze. Dopo il fallito tentativo di rapimento di Lucia, operato dal Griso, prova ad esempio sgomento.

È un piccolo tiranno di campagna, che non è preparato ad accettare le conseguenze delle sue azioni, e quindi non sa essere grande neppure nel male: non sa avvolgersi di quella capacità di suscitare paura e sgomento, ma contemporaneamente anche rispetto. Per questo motivo vuole tentare anche lui la sua grande impresa, ma rimane invischiato dalla sua stessa impotenza e incapacità.