Don Abbondio: analisi del personaggio

Di Redazione Studenti.

Don Abbondio: analisi del personaggio de I Promessi sposi di Alessandro Manzoni. Caratteristiche e descrizione

DON ABBONDIO: ANALISI DEL PERSONAGGIO

Don Abbondio: analisi del personaggio de I promessi sposi
Don Abbondio: analisi del personaggio de I promessi sposi — Fonte: getty-images

Il prof ti ha chiesto di fare un'analisi del personaggio di Don Abbondio all'interno dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni? Sei nel posto giusto! Di seguito troverai un'analisi dettagliata di uno dei personaggi principali dell'opera mentre qui trovi la descrizione completa.

ANALISI DEL PERSONAGGIO DI DON ABBONDIO

Ecco la traccia:

Fai l’analisi del personaggio di Don Abbondio. Il primo personaggio del libro “I Promessi Sposi” è Don Abbondio, il curato di un paesino sulle rive del Lago di Como. Questo personaggio lo vediamo subito entrare nel vivo del libro con l’incontro dei bravi che gli vietano di celebrare il matrimonio tra Lorenzo e Lucia.
L’autore coglie questa occasione per cominciare a descrivere Don Abbondio, salta fuori così che il curato era un gran fifone che faceva di tutto per non mettersi nei guai. Per la stessa ragione Don Abbondio aveva scelto di diventare prete, infatti questa scelta non era stata fatta dopo attenta riflessione ma solo perché quel mestiere gli garantiva un’adeguata protezione.

Per descrivere questo personaggio Manzoni usa una metafora molto convincente: “Don Abbondio era come un vaso di terracotta, costretto a viaggiare con molti vasi di ferro”. L’autore non vede di buon occhio il curato che rappresenta il falso potere spirituale: infatti, lui più che dei diritti dei suoi fedeli, pensa a se stesso: quando c’era una disputa in paese lui non esprimeva nessuna opinione e se proprio era costretto si schierava dalla parte del più forte. Per marcare ancora di più gli sbagli del personaggio l’autore lo descrive sempre negativamente “non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno”.
Don Abbondio si trova sempre suo malgrado, però, in situazioni molto pericolose come l’incontro con i bravi e le due avventure con Renzo. In tutte le occasioni il curato cerca di scappare schivando i pericoli, come quando scansava dalla strada i sassi per rendere il suo cammino più semplice.

Questo personaggio si presenta anche molto attaccato ai beni materiali e a volte, è anche un po’ ignorante: all’inizio dell’ottavo capitolo Don Abbondio è immerso nella lettura di un libro ma è bloccato sul nome di un filosofo greco che un uomo come lui (un prete) dovrebbe conoscere. Nello stesso capitolo, quando gli vengono consegnati dei soldi, lui con estrema perizia si mette a controllarli.
Manzoni quindi non mette in buona luce il curato anche perché, se avesse avuto solo un po’ più di coraggio avrebbe evitato ai due promessi tutte le avventure che dovranno affrontare.