DL Zan: cos'è e cosa prevede il progetto di legge contro omofobia e transfobia

Di Redazione AdnKronos.

Cos'è il Disegno di Legge Zan di cui si parla molto ultimamente e che suscita tante polemiche? Cosa prevede il progetto di legge contro omofobia e transfobia su cui si è anche espresso il rapper Fedez? Te lo spieghiamo in questo approfondimento dell'AdnKronos

Cos'è il Ddl Zan?

Manifestazione a favore del Ddl Zan
Manifestazione a favore del Ddl Zan — Fonte: getty-images

Il dibattito sul progetto di legge contro l'omofobia e la transfobia, il cosiddetto ‘ddl Zan dal cognome del suo relatore alla Camera Alessandro Zan, dove è stato approvato il 4 novembre scorso, è al momento in discussione a Palazzo Madama. Sul testo si registra la contrarietà del centrodestra ed anche di parte del mondo conservatore cattolico, mentre nel frattempo un Ddl a prima firma Licia Ronzulli contro l'omofobia firmato anche da Matteo Salvini per la Lega e da Fratelli d'Italia, è stato recentemente presentato al Senato dal centrodestra. Ora i due disegni di legge verranno discussi insieme. La decisione di congiungere gli iter (non i testi, ma il percorso dei due schemi di legge) è stata presa dal presidente della commissione, il leghista Andrea Ostellari.

A che punto è il Ddl Zan?

Sullo stallo del ddl Zan, dal palco del Concerto del primo maggio, ha acceso i riflettori l'artista Fedez scagliandosi contro i rappresentanti della Lega che lo osteggiano e, in particolare, contro il senatore Ostellari. Per il centrodestra l'accordo sulla lotta alle aggressioni e violenze non è in discussione, vede più o meno la sintonia di tutte le forze politiche. E' piuttosto la formulazione degli articoli in cui si introducono i concetti di identità di genere e auto-percezione del genere, a non essere ritenuti accettabili per le conseguenze che potrebbero avere sull'assetto sociale. Tra i punti controversi secondo il centrodestra, quello che introduce concorsi ed eventi nelle scuole sulla teoria gender; passaggi ritenuti in contrasto con l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di opinione; e la parte, vero pomo della discordia, in cui si apre alla identità di genere ed al sesso inteso come auto-percezione.   Significativi anche gli interventi di vari costituzionalisti: la legge Zan potrebbe modificare l'impianto organizzativo dell'ordinamento giuridico e non si può ridurre ad una faida tra opposti ideologismi. Il rilievo della questione va ben al di là di un qualsiasi intervento normativo, affermano.  

Il testo Zan e il testo Ronzulli

I due testi, Zan e Ronzulli sono profondamente diversi: 

  • Il ddl Zan incide sulla legge Mancino e inserisce il discusso concetto di "identità di genere", che fa temere a giuristi di diverse sensibilità culturali uno scivolamento verso il reato d’opinione, nonché uno scardinamento dell'intero impianto normativo.
  • Il testo Ronzulli segue la strada di chi sin da principio ha suggerito di rafforzare le aggravanti dell’articolo 61 del Codice penale, prevedendo una specifica aggravante legata a reati commessi per l’orientamento sessuale (e non solo).

Cosa prevede il Ddl Zan?

Se venisse approvata, la legge si  inserirebbe all’articolo 604 bis del codice penale, che già punisce tramite la reclusione fino a un anno e sei mesi le discriminazioni a sfondo razziale, etnico o religioso, pure quelle basate sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità. Il progetto prevede fino a 4 anni di reclusione chi istiga a commettere discriminazioni o violenze di stampo omofobo, così come oggi è previsto per quelle di stampo razzista, punendo anche chi organizza o partecipa ad associazioni che, per i medesimi motivi, istigano alla discriminazione e alla violenza. Al reato di discriminazione omofoba, si aggiunge  anche l’aggravante dell’odio razziale che può far lievitare la pena di un reato. La legge inoltre istituisce il 17 maggio una giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia “al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”. Con lo stesso spirito, possono essere organizzate iniziative pubbliche, anche nelle scuole, nel rispetto della loro autonomia.