Divisione della società durante il Medioevo: tripartizione delle classi sociali

Divisione della società durante il Medioevo: tripartizione delle classi sociali A cura di Joshua De Loa.

Divisione della società durante il Medioevo. Storia e caratteristiche della divisione tripartitica della società medievale con gli oratores, i bellatores e i laboratores.

1Divisione della società durante il Medioevo: le premesse

Castiglia-La Mancia, vista del castello medievale fatto costruire da Alfonso VIII
Castiglia-La Mancia, vista del castello medievale fatto costruire da Alfonso VIII — Fonte: getty-images

Dall’impero carolingio del IX secolo in poi si diffusero sempre di più i rapporti vassallatico-beneficiari: ossia il sovrano concedeva al vassallo l’amministrazione di una porzione del proprio territorio e in cambio quest’ultimo giurava fedeltà al re. Attorno all’anno Mille si arriva al culmine della frammentazione del potere pubblico su scala locale. Si afferma così la «signoria di banno», conosciuta sotto il nome di sistema feudale o di Feudalesimo

Moltiplicandosi i centri di potere locale, il fenomeno dell’incastellamento si fece sempre più strada in Europa: i grandi proprietari terrieri iniziarono ad allestire fortificazioni attorno ai propri centri di insediamento. Da una parte, vi era un intento di difesa dagli attacchi esterni e, dall’altra, si tentava il consolidamento del proprio potere politico sugli abitanti del territorio. Tutto ciò comportò delle modificazioni soprattutto sociali: le persone nel Medioevo si concentravano a trascorrere la loro vita nel proprio centro abitato. 

Secondo l’idea medievale, l’ordine sociale era stato stabilito da Dio: si nasceva e si doveva rimanere nel proprio ceto di appartenenza. Non sorprende se, tra il X e il XI secolo, alcuni intellettuali ecclesiastici proposero un modello organico e funzionale di organizzazione sociale divisa in tre ordini ben distinti: ovvero gli oratores, coloro che pregano, i bellatores, coloro combattono e i laboratores, coloro che lavorano.

La teoria dei tre ordini rifletteva la concezione sull’anima, applicata alla comprensione della società, formulata dal filosofo greco Platone (428 ca. - 348 ca. a.C.) e poi rielaborata da Sant’Agostino di Ippona (354-410) per spiegare il mistero della Trinità Divina. Come Dio è uno e trino quindi anche la società è composta da tre «membra» di un unico corpo, le quali devono agire con unico scopo: la difesa e la diffusione della cristianità. Da questa base ideologica si ha anche l’origine delle crociate

"Questi tre ordini vivono insieme e non possono essere separati; il servizio di uno solo permette le azioni degli altri due; con alterne vicende si aiutano”. Adalberone di Laon, vescovo, Poeme au roi Robert, 1030.

2La società nel Medioevo: gli oratores

Oratores, miniatura medievale
Oratores, miniatura medievale — Fonte: getty-images

Nell’Europa cattolica, il clero apparteneva al primo ordine della società medioevale. Era il ceto sociale più omogeneo e più compatto e si divideva sostanzialmente in due: il clero secolare, composto da vescovi, presbiteri e diaconi, prestava servizio nella parrocchie ed era sotto diretta dipendenza del vescovo della diocesi di appartenenza; il clero regolare, costituito dai numerosi ordini religiosi che seguivano perlopiù la Regola benedettina. I religiosi vivevano in comunità appartate e rispondevano unicamente al proprio generale dell’Ordine. 

Essi erano impegnati unicamente dediti alla preghiera, nonché all’amministrazione dei sacramenti, all’insegnamento e allo studio e, talune volte, anche al governo cittadino. Per questo il clero godette di alcuni privilegi: come l’esenzione o riduzione dal pagamento delle tasse, l’immunità dai tribunali pubblici, la manomorta ecclesiastica, e il sostentamento tramite la decima.

Dal X secolo in poi sia il clero consolida sempre di più il proprio potere politico sui centri abitati. Tanto che molte città vescovili ricevettero un riconoscimento ufficiale dell’amministrazione urbana dall’autorità imperiale. Questo passaggio di potere anche nelle mani del clero attirò l’attenzione della nobiltà, la quale cercò di inserire i propri discendenti tra le fila clericali, perché potessero poi ricoprire alte cariche ecclesiastiche.

“Come sarebbe bello essere arcivescovo di Reims, se non si dovesse cantare la messa!”. Manasse, arcivescovo di Reims, metà XI sec.

3La società nel Medioevo: i bellatores

Cavalieri nel Medioevo
Cavalieri nel Medioevo — Fonte: getty-images

I nobili costituivano il secondo ordine della società medievale. La sua organizzazione era molto gerarchizzata e prende comunemente il nome di piramide feudale. L’appartenenza all’aristocrazia dipendeva dal titolo e dalla ricchezza, basata soprattutto sul possesso della terra (feudo). Se signori di banno, potevano esigere tributi in denaro dagli abitanti del proprio feudo e in cambio si impegnavano alla loro tutela e salvaguardia.

I nobili, non lavorando, vivevano di rendita tramite il feudo. Per questo, si imposero la trasmissione del patrimonio feudale solo al primogenito maschio e la legge del fedecommesso. La nobiltà poté godere di molti privilegi: non le si poteva privare del loro titolo se non per motivi gravi, erano esenti totalmente o parzialmente dalle tasse, in caso di reato erano dispensati dalla tortura e dalle pene disonorevoli, svolgeva funzioni di polizia e di bassa giustizia nel proprio feudo, e poteva portare le armi in pubblico.

All’epoca le guerre erano all’ordine del giorno: dalle difesa delle invasioni straniere agli scontri con altre signorie. I preposti alla battaglia era l’élite dei nobili, solitamente i figli cadetti, poiché gli unici che potevano esercitare il mestiere delle armi e, soprattutto, i soli che si potevano economicamente permettere l’addestramento e l’equipaggiamento militare. Da qui iniziò a propagarsi il mito del cavaliere, quale difensore delle donne, dei fanciulli, dei poveri, e dei deboli, diffuso soprattutto grazie alle chanson de geste, tra i più celebri la Chanson de Roland

“Missione mia è di difender, aiutante la divina misericordia, e all'esterno colle armi la santa Chiesa di Cristo contro ogni attacco de' pagani ed ogni guasto degli infedeli, e consolidarla nell'interno colla professione della fede cattolica; obbligo vostro è d’elevar le mani a Dio, come Mosè, e sostener colle vostre preci il mio servizio militare”, Carlo Magno

4La società nel Medioevo: i laboratores

Contadini medievali
Contadini medievali — Fonte: getty-images

Infine il terzo ordine era composto da tutta la popolazione laica non nobile. Oltre ad essere la categoria più numerosa, era quello che, da una parte, lavorava per produrre il sostentamento materiale sia per il proprio ordine che per il primo e il secondo; e, dall’altra, era quella che sosteneva interamente l’obbligo delle tasse.

In questo gruppo fortemente eterogeneo vi appartenevano quelli dell’alta borghesia, quali i ricchi banchieri e mercanti e i proprietari terrieri e manifatturieri, le persone della media borghesia, ossia i professionisti come gli avvocati, i giudici, i medici, gli ingegneri e i mercanti locali. Questi avevano in comune il desiderio di una mobilità tra le classi sociali; infine, quelli del ceto operaio-contadino, per esempio gli artigiani, i fabbri, i falegnami, i contadini e i servi. 

La classe contadina era quella più consistente dato che l’economia medievale si basava prettamente sull’agricoltura. Vi furono: i contadini-servi, i cosiddetti servi della gleba, erano legati ereditariamente alla proprietà terriera del nobile; e i contadini liberi, i quali avevano in proprietà piccoli appezzamenti di terra ma dovevano corrispondere un tributo al signore locale. La loro esistenza era regolarmente sulla soglia della povertà: non avendo il diritto di occuparsi di altro, erano sufficienti delle annate negative oppure un raccolto sfavorevole perché potessero morire di fame.

“Per venire al terzo membro che compone il reame intero, si tratta dello stato delle belle città, dei mercanti e dei lavoratori, dei quali non conviene fare un'esposizione lunga quanto quella degli altri, giacché non è affatto di alte attribuzioni, perché è di grado servile”. Chastellain, “Ouvres”, XV secolo.

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    Domande & Risposte
  • Quali erano le classi dominanti nel Medioevo?

    Re, feudatari, alto clero.

  • Come è divisa la società feudale?

    Ha la struttura di una piramide: in cima il re, al centro si trovano i feudatari, alla base i servi della gleba.

  • Quali erano i tre ordini della società feudale?

    Oratores, bellatores, laboratores.