Divina Commedia: temi trattati nell'opera

Di Redazione Studenti.

Dante Alighieri e la Divina Commedia: temi trattati all'interno dell'0opera. Quali sono le principali tematiche presenti nel componimento

DIVINA COMMEDIA

Quali sono i principali temi presenti nella Divina Commedia?
Quali sono i principali temi presenti nella Divina Commedia? — Fonte: getty-images

La Divina Commedia è probabilmente l'opera più importante di Dante Alighieri. Per questa ragione, i temi presenti al suo interno sono moltissimi, e vanno tutti calati nel contesto entro il quale l'autore vive.

Alla base del pensiero di Dante sta la visione religiosa della realtà: è questa a dare unità a tutti i fenomeni. La concezione della storia per Dante non è altro che rivelazione delle verità cristiane.

Il momento discriminante dell’incarnazione di Cristo e della sua predicazione divide in due la storia dell’uomo: paganesimo da un lato e cristianesimo dall'altro; tuttavia tale momento non è percepito come origine di un conflitto tra epoca pre-cristiana ed era volgare: anche la civiltà classica è concepita come sua preparazione e annuncio. In Dante è del tutto assente il sentimento moderno della causalità storica (per cui i fatti che seguono risentono di quelli che precedono e non viceversa).

Anche il passato è guardato dal punto di vista del presente: tutta la civiltà pre-cristiana è reinterpretata alla luce del cristianesimo. Tale tendenza si ricollega al sincretismo proprio della cultura di Dante, il quale concepì la classicità come una vera e propria prefigurazione del cristianesimo.

DIVINA COMMEDIA: TEMI

I principali temi della Divina Commedia sono:

  • Politica e religione
    In dante è molto importante la separazione delle due istituzioni di chiesa e papato: così come il papa non deve avere controllo temporale, l'imperatore deve rinunciare a quello spirituale. Dante ritiene che entrambe le autorità derivino direttamente da Dio e siano perciò tutte e due prive di ogni forma di subordinazione reciproca. Entrambe, inoltre, sono destinate alla realizzazione dell’uomo, nel rispetto però della sua duplice natura, insieme materiale e spirituale
  • La similitudine
    Serve a rendere più evidente questo o quell’aspetto di un oggetto o di una situazione.
    Ha una funzione innanzi tutto comunicativa, oltre che economica. Grazie alla similitudine è possibile risparmiare parole, a parità di notizie trasmesse. Il grande amore di Dante per la similitudine - non molto utilizzata nel Medioevo - nasce dalla letteratura classica, che ne faceva largo uso.
  • Il viaggio
    Il tema è presente in tutte e tre le cantiche, ma solo nel Paradiso possiamo scoprire il vero significato del viaggio. Dopo l’incontro con Cacciaguida il viaggio di Dante dovrà promuovere il rinnovamento morale dell’umanità ferita dalla cupidigia “capitalistica” di rifondare Chiesa e Impero richiamandoli alle loro originarie funzioni. Il viaggio in Dante è riconquista della divinità per riconsegnarla agli uomini.
  • La luce
    Tutto quello che si manifesta a Dante appare sotto forma di luce: questa ha un vero e proprio significato allegorico, e rappresenta la grazia nel senso più ampio del termine. In Dante due soli elementi umani sono adatti a rappresentare il regno di Dio: l'armonia e la luce. Il concetto chiave di tutto il viaggio allegorico del poeta è la conversione dell'uomo di fede da uno stato di peccato ad uno stato di grazia, da una selva oscura ad una luminosa beatitudine.
    Ci sono tre personaggi che rappresentano la luce: Virgilio (lumen naturale) rappresenta la luce naturale dell' intelletto. Beatrice (lumen gratiae) è l'illuminazione della fede con cui Dio si rivela all'uomo. S. Bernardo (lumen gloriae) è quindi la guida prescelta ad assistere gli ultimi sforzi del viaggio di Dante per condurlo alla visione suprema della divinità.
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  • L'ordine universale
    la collocazione dei dannati e dei santi nel Paradiso di Dante obbedisce a una precisa volontà divina, che risponde a un ordine universale. I protagonisti dei canti accettano la loro sorte, obbedendo nei fatti alla volontà di dio.
    La loro posizione si traduce nell'occupazione di un posto nell'infinita gerarchia degli esseri.
  • Razionalismo e misticismo
    Per raggiungere Dio bisogna affidarsi alla ragione o alla fede? Nel Medioevo erano presenti due ordini monastici: i domenicani , razionalisti, e i francescani, mistici. Dante venne a contatto con entrambe le posizioni e scelse, per il Paradiso, un punto di vista misto, che fondeva le due tendenze. Per giungere a Dio, il misticismo insiste sull'inadeguatezza dell'uomo, sulla radicale inettitudine a cogliere l'esperienza religiosa per vie razionali. ma nel primo canto del Paradiso è proprio il razionalismo che opera attraverso la logica chiarificatrice di Beatrice.

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