Divina Commedia: le 10 cose da sapere per superare l'interrogazione

Di Veronica Adriani.

Divina Commedia di Dante Alighieri: le 10 cose da sapere per superare l'interrogazione. Cosa devi tenere a mente delle tre cantiche dell'opera

DIVINA COMMEDIA

La Divina Commedia è l'opera più importante di Dante Alighieri
La Divina Commedia è l'opera più importante di Dante Alighieri — Fonte: getty-images

La Divina Commedia è sicuramente l'opera più importante (e più studiata!) di Dante Alighieri. La quantità di informazioni esplicite e implicite contenute nelle tre cantiche della Commedia è immane: per questo gli studenti si perdono spesso nella mole di cose da studiare.

Qui di seguito abbiamo raccolto quelle più importanti, in modo da dare una panoramica dei possibili temi di un'interrogazione sulla Divina Commedia. Eccole, quindi.

10 COSE DA SAPERE SULLA DIVINA COMMEDIA

Ecco 10 cose che non puoi non sapere se affronti un'interrogazione sulla Divina Commedia:

  1. La Genesi. La Divina Commedia è raccontata, nella sua genesi, nella lettera a Cangrande della Scala, signore di Verona. Si tratta di una sorta di introduzione all'opera, in cui Dante ne illustra i contenuti, i riferimenti filosofici, quelli con cui si lega, per analogia o contrasto, alla tradizione letteraria precedente e perfino le scelte ritmiche. In questa lettera Dante esplora i seguenti temi: soggetto, titolo, forma, finalità, agente e genere filosofico di appartenenza.
  2. Il metro. La Commedia è scritta in endecasillabi con l'accento sulla decima sillaba. Questo metro deriva probabilmente dal serventese, il metro scelto dalla tradizione medievale per le laudi religiose. Tra gli altri autori che lo utilizzano c'è, ad esempio, Iacopone da Todi.
  3. La simbologia numerica. Il numero che ritorna all'interno della Commedia è il 3: tre sono le cantiche, ciascuna costituita di 33 canti, eccezion fatta per l’Inferno che ne ha in più uno introduttivo (quindi 34 totali). In questo modo il complessivo dei canti dell’intero poema a 100, multiplo di 10, anch'esso numero fortemente simbolico.
    - Canto 9: ha sempre il tema della Cosmogonia divina (numero perfetto)
    - Canto 6: è il canto politico (numero imperfetto)
  4. Lo spazio. La Divina Commedia incentra la sua spazialità sui principi dell'astronomia tolemaica e della fisica aristotelica.
    - L'Inferno è una voragine che si trova ai piedi della città di Gerusalemme, in epoca medievale considerata al centro dei continenti allora conosciuti;
    - Il Purgatorio è una montagna nata dalla massa di terra spostata dall’arrivo di Lucifero.
    Le anime, anch'esse disposte nei gironi in base a principi di etica e morale cristiana, si trovano in posizione ribaltata rispetto all'Inferno
    - Il Paradiso è composto da nove cieli che circondano la Terra, e che comprendono stelle, costellazioni e anime beate.
  5. Il nome Commedia. Deriva dalla struttura della commedia classica, in cui sistuazioni sgradevoli e difficili si risolvono col lieto fine. Si caratterizza anche per un linguaggio più basso e quotidiano, che nella Divina Commedia però tende a elevarsi, fino a diventare aulico nella terza cantica, il Paradiso.
  6. Politica e religione. Uno dei temi principali della Divina Commedia è il rapporto fra politica e religione. Per Dante non devono esserci ingerenze dell'una sull'altra, ma entrambe sono destinate alla realizzazione dell’uomo, che ha dentro di sé una natura sia materiale che spirituale. Dante, comunque, guarda il mondo dal punto di vista della fede: la storia per Dante non è altro che rivelazione delle verità cristiane.
  7. Il viaggio. Un tema presente in tutte e tre le cantiche, anche se solo nel Paradiso se ne scopre il vero significato. Dopo l’incontro con Cacciaguida il viaggio di Dante dovrà promuovere il rinnovamento morale dell’umanità ferita dalla cupidigia “capitalistica” di rifondare Chiesa e Impero richiamandoli alle loro originarie funzioni. Il viaggio in Dante è riconquista della divinità per riconsegnarla agli uomini.  
  8. Il ruolo della luce. La luce ha un vero e proprio significato allegorico, e rappresenta la grazia nel senso più ampio del termine. Ci sono tre personaggi che rappresentano la luce: Virgilio (lumen naturale) rappresenta la luce naturale dell'intelletto. Beatrice (lumen gratiae) è l'illuminazione della fede con cui Dio si rivela all'uomo. S. Bernardo (lumen gloriae) è quindi la guida prescelta ad assistere gli ultimi sforzi del viaggio di Dante per condurlo alla visione suprema della divinità.
  9. Il concetto di ordine universale. La collocazione dei dannati e dei santi nel Paradiso di Dante obbedisce a una precisa volontà divina, che risponde a un ordine universale. I protagonisti dei canti accettano la loro sorte, obbedendo nei fatti alla volontà di dio. La loro posizione si traduce nell'occupazione di un posto nell'infinita gerarchia degli esseri.  
  10. L'uso della similitudine. Dante fa larghissimo uso di questa figura retorica, che è utile per rendere più evidenti alcuni aspetti di un oggetto o di una situazione. La similitudine è mutuata dal mondo classico.
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