Nord e Sud a scuola: quali sono gli studenti più bravi?

Di Barbara Leone.

Alla maturità 2010 gli studenti del Sud hanno ottenuto voti migliori, mentre dal Test Invalsi delle scuole medie risultano più preparati gli studenti del Nord: allora chi sono i più bravi?

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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I diplomati del Sud Italia sono più bravi di quelli del Nord Italia. Oppure no? Come ogni anno si ripropone la contrapposizione tra Nord e Sud Italia per la qualità della scuola e la preparazione degli studenti. Secondo i dati relativi ai recenti esami di maturità, gli studenti del Sud Italia hanno ottenuto il maggior numero di "100 e lode" alla maturità, quasi il doppio rispetto ai coetanei del Nord Italia. Questo risultato sarebbe la prova che gli studenti del Sud sono più bravi. Ma se si considerano i risultati della Prova Invalsi, a cui sono stati sottoposti gli studenti di terza media, la situazione è opposta: gli studenti del Nord Italia risultano più bravi.

Ed allora ci si pone la domanda: come è possibile che gli studenti del Sud siano più scarsi alla fine delle scuole medie e poi risultino invece più bravi alla fine delle superiori? E' possibile che le scuole superiori del Sud Italia riescano a colmare tutte le lacune lasciate dalle scuole medie e a preparare gli studenti meridionali in maniera migliore rispetto a quelli settentrionali? Qualunque sia la spiegazione di questa differenza di risultati tra Nord e Sud, il divario regionale sembra essere una questione su cui riflettere per cercare di arrivare ad una scuola uniforme su tutto il territorio nazionale.

Analizzando i dati della Maturità 2010 e la presunta superiorità degli studenti del Sud, Davide Boni, Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, ha dichiarato al Giornale: "C'è uno sbilanciamento dei voti che desta più di un sospetto e rischia di infliggere un duro colpo al criterio della meritocrazia. Non è un elemento per cui rallegrarsi quello che vede gli studenti del Sud emergere dagli esami di maturità come quelli con un punteggio nettamente più alto rispetto a quelli del Nord. Non vorremmo infatti che le scuole di una certa parte del Paese abbiano dimostrato una maggiore indulgenza e una minore rigidità nell’attestare la preparazione dei maturandi, senza rendersi conto dei disastri causati nell’elargire a pioggia voti elevatissimi. Si rischia di ostacolare il percorso scolastico di coloro che, pur non avendo ottenuto il massimo dei voti, hanno magari una preparazione migliore di tanti altri studenti".

Il sospetto è che i professori del Sud siano più generosi nell'assegnare i voti e meno severi nei confronti degli studenti. Quindi per effettuare un confronto più realistico tra le scuole del Nord e del Sud bisognerebbe prendere in considerazione soltanto il Test Invalsi, che è al contrario una prova oggettiva e indipendente dai criteri personali che ogni insegnante può utilizzare nell'assegnare un voto. Questo per far in modo di rendersi conto in maniera oggettiva di quale sia la preparazione degli studenti italiani e la qualità della stessa scuola.

Anche il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, è intervenuta sul divario di risultati tra Nord e Sud, dichiarando: "E' necessario intervenire con un sistema di valutazione che sia omologo in tutto il territorio nazionale. Quei dati sui risultati degli esami di maturità, sia di quest'anno sia dell'anno passato, danno di che pensare. Fanno dire, in effetti: c'è un problema da risolvere. Il fatto che i ragazzi ''cento e lode'' siano concentrati per lo più al Sud Italia è un fenomeno che avevamo già notato. Per questo il ministero ha avviato un progetto pilota per sperimentare i test agli studenti della maturità. I test che abbiamo pensato sono stati strutturati un po' come gli Invalsi che abbiamo fatto per la scuola media. E prevedono comprensione e ragionamento, non soltanto crocette. Poi ci pensano i criteri fissati a rendere oggettiva la valutazione''.

Quest'anno il progetto pilota ha coinvolto circa 2.000 insegnanti e 5.000 studenti in tutta Italia, ma "l'idea è di raddoppiare i numeri del progetto pilota il prossimo anno, arrivando cioè a quattromila insegnanti e diecimila ragazzi''. L'unico modo per riuscire a valutare la preparazione in maniera oggettiva è quella di sottoporre gli studenti di tutta Italia ad una prova nazionale che possa essere corretta senza dar la possibilità agli insegnanti di intervenire con il loro giudizio personale. E, secondo il Ministro, una prova tipo il Test Invalsi potrebbe essere la soluzione più giusta per riuscire a far un confronto equo sulla preparazione degli studenti delle varie regioni italiane.

Ma esiste veramente una differenza della qualità dell'insegnamento tra le scuole del Nord e quelle del Sud Italia? Secondo il Ministro Gelmini esiste e bisogna affrontare il problema seriamente: "Esiste un divario tra nord e sud che va colmato, ci stiamo lavorando da tempo e abbiamo avviato sperimentazioni con test standard e con il potenziamento dell'Invalsi: potremo colmare il divario attraverso l'affermazione sempre più capillare della misurazione dei risultati raggiunti con test internazionali. I risultati dei 100 e lode agli ultimi esami di maturità sono effettivamente poco confortanti, ma riteniamo di aver attivato serie misure per poter superare questo problema nel tempo".

Le possibili soluzioni che potranno essere messe in atto nei prossimi mesi? Valutare in maniera oggettiva la preparazione degli studenti e premiare gli insegnanti che sono riusciti a dare una preparazione migliore ai ragazzi, migliorando la formazione stessa dei docenti. Insegnanti e studenti saranno d'accordo con il Ministro? Ed introdurre il Test Invalsi alla maturità è il modo più corretto per analizzare la preparazione degli studenti o si dovrebbero cercare soluzioni alternative?