Dittongo, trittongo e iato: come individuarli

Di Redazione Studenti.

Come riconoscere dittongo, trittongo e iato: le regole per imparare a individuare velocemente questi gruppi vocalici. La guida con spiegazione ed esempi

Introduzione

Dittongo, trittongo e iato: come individuarli
Dittongo, trittongo e iato: come individuarli — Fonte: getty-images

Nella grammatica italiana, l'incontro fra due o più vocali in una parola può dare luogo allo iato, al dittongo o al trittongo.

Individuarli può sembrare complesso, tuttavia seguendo alcune semplici regole, riusciremo a capire di quale incontro di vocali si tratta senza fare particolari sforzi, quasi in automatico. Vediamo come fare.

Premessa

Per poter riuscire a capire questi tre fenomeni, è necessario fare una distinzione fra le vocali. Le vocali A, I, U sono dette fondamentali perché esistono in qualsiasi lingua, invece le vocali E e O sono particolari in quanto possono essere accentate. Le vocali poi si dividono in: vocali forti (A, E, O) e vocali deboli (I, U).

Riconoscere uno iato

Si ha lo iato quando si uniscono due vocali che si pronunciano in due emissioni di voce, e in tre casi.

  • Caso numero 1: si ha quando si incontrano fra loro le vocali forti A, E, O. Ad esempio: ma-e-stro, le-o-ne, bo-a-to.
  • Caso numero 2: si ha quando si accostano una vocale forte A, E, O con una debole I, U accentata. Ad esempio: vì-a, mì-e, pa-u-ra.
  • Caso numero 3: si ha dopo i prefissi RI, RE, BI, TRI. Ad esempio: ri-u-ni-re, re-a-to, bi-en-nio, tri-en-nio.

È importante ricordare che le vocali presenti nello iato appartengono sempre a due sillabe diverse.

Riconoscere un dittongo

Il dittongo è dato dall'unione di due vocali che si pronunciano in un'unica emissione di voce. Può derivare dall'incontro di due vocali deboli I, U con accento sulla ù, ad esempio piùme, fiùme; oppure dall'incontro di due vocali, una debole I, U e una forte A, E, O con l'accento sulla forte, ad esempio: fiàmma, fièno.

È importante ricordare che le vocali di un dittongo formano una sola sillaba.

Il dittongo può essere a sua volta di due tipi:

  • discendente (detto anche vero dittongo), quando la vocale forte precede la vocale debole. Ad esempio: Europa, avrai, daino ecc.;
  • ascendente, quando la vocale debole precede la vocale forte. Ad esempio: gioco, fiore, guerra, ecc..

Le combinazioni possibili di dittonghi sono: ià (piatto), iè (piede), iò (fiore), iù (fiume) uà (quando), uè (guerra), uì (guida), uò (fuori) ài (dirai), àu (pausa) èi (nei), eù (neutro) òi (voi), ùi (lui).

Riconoscere un trittongo

Il trittongo è dato dalla combinazione di tre vocali che si pronunciano in una stessa emissione di voce. Deriva dall'incontro di due vocali deboli (I, U) con una vocale forte (A, E, O). Ad esempio: a-iuo-la, pa-iuo-lo, pi-gliai.

Come si può notare, anche in questo caso, come già avevamo visto per i dittonghi, le vocali di un trittongo vanno a formare una sola sillaba.

I trittonghi più comuni sono: iài (spiai), ièi (miei), iuò (paiuolo), uài (guai), uòi (vuoi).

Conclusione

In conclusione possiamo osservare che lo iato si differenzia dal dittongo e dal trittongo per due ordini di ragioni:

  • in primo luogo l'accostamento di vocali nello iato si pronuncia in due emissioni di voce (nel dittongo e nel trittongo abbiamo una stessa emissione di voce);
  • in secondo luogo le vocali dello iato formano due sillabe distinte, al contrario del dittongo e del trittongo nei quali l'unione dà luogo ad una sola sillaba.

Consigli

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