Disturbi del comportamento alimentare: cosa sono e quando preoccuparsi

Di Deborah Disparti.

In un mondo sempre più centrato sull’aspetto estetico, i disturbi del comportamento alimentare trovano sempre maggior spazio, soprattutto tra le persone più giovani. Ecco quali sono e come riconoscerli.

COSA SONO I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE?

Con DCA si intende una categoria di Disturbi che girano intorno a modalità malsane di alimentazione. Spesso si pensa che l’aspetto principale di un DCA sia il peso corporeo: in realtà questo è un sintomo “secondario” che può influire sulla gravità del disturbo, ma non sulla sua presenza.

I disturbi del comportamento alimentare più diffusi sono:

  • Anoressia
  • Bulimia
  • Obesità
  • Binge Eating

Differenziati dalla modalità e quantità di cibo ingerito e dalla presenza o meno di condotte di compensazione (es. vomito indotto, attività fisica eccessiva). Spesso chi ne soffre riceve attenzione medica solo nel momento in cui queste condotte incidono gravemente sulla loro salute fisica. Per quanto, ovviamente, sia importante tenere conto dell’impattodi queste condotte sull’aumento o la diminuzione di peso, per il loro trattamento è importante tenere conto soprattutto della sofferenza psicologica sottostante.

DCA E DISAGIO PSICOLOGICO

Uno dei falsi miti che più si sentono sui DCA è che chi ne soffre stia solo cercando di attirare l’attenzione. In realtà alla base di questi comportamenti sono presenti grandi sofferenze psicologiche che vedono nel rapporto con il cibo solo una delle modalità disfunzionali di gestione del disagio.
Alla base dei Disturbi del Comportamento Alimentare si riscontrano principalmente:

• sensi di colpa, che spesso portano all’autopunizione attraverso il cibo
• traumi
• dismorfofobia, cioè una percezione distorta del proprio aspetto fisico
• discontrollo degli impulsi
• disturbi di personalità
• problemi relazionali, in particolare in ambito familiare.

COME RICONOSCERE I DCA IN SE E NEGLI ALTRI

Disturbi alimentari
Disturbi alimentari — Fonte: getty-images

Come detto sopra, uno degli aspetti più evidenti dei DCA è la variazione importante e pericolosa di peso corporeo. Non sempre però questo è così evidente. Pensiamo ad esempio ad una persona in sovrappeso che perde molta massa a causa dell’anoressia: probabilmente il disturbo verrà scambiato per buona volontà e aderenza a una dieta, mettendo a rischio la possibilità di intervenire tempestivamente.

Per questo motivo è importante tenere in considerazione anche altri aspetti:

  • mancanza o variazione del ciclo mestruale
  • ritiro sociale
  • evitamento delle situazioni sociali legate ai pasti
  • eccessiva preoccupazione per la propria immagine corporea
  • bugie evidenti riguardo a quanto/cosa è stato mangiato
  • mangiare o andare in bagno di nascosto
  • cambiamenti repentini del tono dell’umore, presenza di forte ansia, irritabilità e sintomi ossessivi

COME AFFRONTARE UN DCA

Per quanto sia importante conoscerne i sintomi distintivi, è essenziale che la diagnosi venga effettuata da medici o psicologi competenti. A differenza di altre psicopatologie, i DCA necessitano di un’attenzione a 360 gradi. È sempre bene infatti affidarsi a equipe multidisciplinari, in particolare è necessaria la collaborazione di: psicoterapeuta, nutrizionista/dietologo e psichiatra.
Dato il rischio per la salute fisica che comportano, spesso gli interventi possono essere di tipo coatto nel caso in cui ci si rifiuti di sottoporsi al trattamento, soprattutto per quanto riguarda i più giovani.
Per quanto questo tipo di intervento non sia visto di buon occhio, può rivelarsi essenziale per tutelare chi soffre. Nei casi meno gravi però, nel corso del trattamento è indispensabile focalizzarsi sulla sofferenza psicologica e solo in secondo piano sul peso.
Nell’era della prova costume e dei social network, si stima che i DCA siano tra i disturbi più diffusi nella popolazione. Per questo motivo bisognerebbe puntare sulla prevenzione: una buona educazione a questi strumenti e un lavoro sulla costruzione della sicurezza in sè, già a partire dalle scuole primarie, diminuirebbe notevolmente l’impatto di queste influenze soprattutto sui giovani e giovanissimi.

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