Dispotismo illuminato: protagonisti e caratteristiche

Dispotismo illuminato: protagonisti e caratteristiche A cura di Luca Mastrocola.

Dispotismo illuminato: storia, caratteristiche e protagonisti dei governi assolutisti europei tra il 1750 ed il 1785 circa, sovrani affiancati da intellettuali illuministi.

1Cos'è il Dispotismo Illuminato?

Gli anni del Dispotismo Illuminato sono anni di riforme ispirate dall’Illuminismo che vanno dal 1750 al 1785 circa. In questo periodo alcuni sovrani assoluti europei, affiancati da intellettuali di ispirazione illuminista (detti philosophes), approvano delle riforme volte a migliorare le condizioni generali di vita dei loro paesi

2Dispotismo illuminato, ovvero il potere al servizio del benessere collettivo

Maria Teresa d'Austria (1717-1780)
Maria Teresa d'Austria (1717-1780) — Fonte: getty-images

Parlare di dispotismo illuminato o assolutismo illuminato potrebbe sembrare un ossimoro, come può un potere dispotico essere illuminato dalla ragione? Si deve tener conto però che in questo periodo la concezione del potere muta in modo significativo, esso inizia ad essere visto come una sorta di servizio alla “pubblica felicità”.

Il potere si deve quindi mettere a disposizione del benessere del cittadino e questo benessere può essere ottenuto attraverso un’attenta politica di riforme:

  • sociali (istruzione, rapporti Stato-Chiesa);
  • economiche (misure anti-corporative);
  • giuridiche (nuovi codici e limitazione dei privilegi).

Alcune monarchie assolute europee saldandosi agli ideali degli illuministi modernizzano il proprio Stato cercando di ridurre in modo significativo le esenzioni dal pagamento delle tasse e i privilegi di cui godono alcuni ceti.

Elaborano nuove teorie sociali e conducono indagini empiriche per studiare la realtà sociale nella quale i cittadini si trovano a vivere. Non sempre però queste riforme avranno successo e spesso l’illuminismo rimarrà un movimento d’élite.

3Gli ambiti di intervento del Dispotismo Illuminato

Il dispotismo illuminato riguarda diverse materie:

  • economia,
  • religione,
  • istruzione,
  • infrastrutture,
  • esercito,
  • società.
Carlo III di Spagna
Carlo III di Spagna — Fonte: getty-images

Soprattutto in Prussia, Austria e Russia vengono varate delle riforme di carattere giuridico che limitano le prerogative giurisdizionali delle gerarchie ecclesiastiche. Viene eliminato ad esempio il diritto d’asilo per i luoghi di culto e si afferma quindi il potere civile su quello ecclesiastico.

Anche le riforme economiche prendono di mira i privilegi della Chiesa, vengono ridotte le immunità fiscali ecclesiastiche.

Dal punto di vista sociale si cerca di togliere ai tribunali ecclesiastici il potere di censura sui libri, di sopprimere la Compagna di Gesù e di limitare il monopolio della Chiesa in campo formativo e scolastico.

4Gli obiettivi del Dispotismo Illuminato

I principali obiettivi delle riforme del Dispotismo Illuminato erano quelli di:

  • ottenere le risorse necessarie al funzionamento della macchina dello Stato (riforma del sistema fiscale);
  • mappare i beni immobili in modo tale da imporre le tasse in maniera più precisa (istituzione del catasto):
  • modernizzazione della vita economica e produttiva (liberalizzazione dei mercati);
  • superare i vincoli tipici dei modelli organizzativi di Antico Regime (lotta alle corporazioni).

Gli Stati dove il Dispotismo Illuminato si afferma maggiormente sono l’Austria durante il regno di Maria Teresa e di suo figlio Giuseppe II, la Svezia di Gustavo III, la Spagna di Carlo III, la Russia della zarina Caterina II e la Prussia di Federico II

Quest’ultimo sostenne le bonifiche, favorì il commercio, abolì la tortura e introdusse l’istruzione elementare obbligatoria

5Bilancio storico

Caterina II di Russia (1729-1796)
Caterina II di Russia (1729-1796) — Fonte: getty-images

In questo periodo si diffonde una maggiore tolleranza religiosa e viene limitato il ruolo esorbitante della Chiesa nella vita civile e politica.

Viene riorganizzato il diritto civile e penale (si limita l’esercizio della pena di morte).

Si comincia inoltre a sviluppare un’istruzione pubblica con le primissime forme di “obbligo scolastico”, c’è poi un tentativo di migliorare la centralizzazione delle strutture di governo e un parziale allargamento della base imponibile (si riesce cioè a far pagare le tasse anche a ceti che fino ad allora ne avevano pagate pochissime o non le avevano pagate affatto).

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6Limiti del Dispotismo Illuminato

Federico II di Prussia (1712-1786)
Federico II di Prussia (1712-1786) — Fonte: getty-images

I principali limiti sono rappresentati dal paternalismo perché si tratta di riforme imposte dall’alto senza che ci sia una vera e propria negoziazione e mediazione sociale. Ci sarà una fortissima resistenza di molti ceti sociali che verranno colpiti dalle riforme, nobiltà e clero tra tutti.

Paradossalmente Inghilterra e Francia, i paesi nei quali era nato l’Illuminismo, non vennero toccati dallo spirito riformatore. In Inghilterra questo avvenne perché la maggior parte delle riforme erano già state avviate nel 1600, in seguito alla rivoluzione del 1689 infatti il Paese era già governato da una monarchia parlamentare.

In Francia invece, il ministro Jacques Turgot, al quale Luigi XVI aveva affidato il controllo delle finanze, dovette affrontare la forte opposizione dei nobili e del clero che non erano intenzionati a perdere i propri privilegi. Sostenuto dai soli illuministi alla fine perse l’appoggio del re e si ritirò a vita privata nel castello di La Roche-Guyon prima di tornare a Parigi e dedicare tutto il resto della sua vita agli studi letterari e scientifici. 

7Il ruolo dei philosophes nel Dispotismo Illuminato

Ritratto di Voltaire, scrittore e filosofo francese
Ritratto di Voltaire, scrittore e filosofo francese — Fonte: ansa

Gli intellettuali illuministi amavano definirsi philosophes che in greco vuol dire “amico della sapienza”.

Loro si ponevano una specifica missione civile, volevano “illuminare” il modo di ragionare degli altri cittadini mediante il ricorso ai valori della critica, del sapere come fonte di miglioramento concreto della realtà. Il primato della ragione, per la filosofia dei lumi, non doveva essere fine a sé stesso ma prevedere sempre una dimensione pratica nella vita collettiva.

A questo si aggiungevano altri due valori cardine dell’Illuminismo:

  • la fiducia ottimistica nel progresso che migliora le condizioni di vita dell’uomo;
  • il valore della tolleranza che deve ispirare sia la vita quotidiana dei cittadini e, allo stesso tempo, garantire la pacifica convivenza tra gli Stati.

Tra essi ricordiamo un nutrito gruppo di intellettuali francesi:

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