Differenze fra Giuseppe Parini e Vittorio Alfieri

Di Redazione Studenti.

Differenze fra Giuseppe Parini e Vittorio Alfieri: riassunto su stile e temi dei due scrittori a confronto: somiglianze e differenze

DIFFERENZE FRA GIUSEPPE PARINI E VITTORIO ALFIERI

Quali sono le differenze fra Giuseppe Parini e Vittorio Alfieri?
Quali sono le differenze fra Giuseppe Parini e Vittorio Alfieri? — Fonte: getty-images

Ostinato è integerrimo personaggio del 700, è Giuseppe Parini, sacerdote letterato e legato alla tradizione e alla correttezza. Il suo carattere rigido può essere accomunato a Catone l'Uticense.

Parini diviene sacerdote per necessità più che per volontà, poiché obbligato dalla zia che soltanto in tal modo avrebbe finanziato i sui studi. Con ciò percepiamo dunque le difficoltà economiche della sua famiglia borghese miste, inoltre, alle sue difficoltà fisiche a causa di una paralisi ad una gamba causata dall'artrite.

Tutto questo insieme di situazioni fece in modo che Parini potesse crescere in maniera matura e responsabile: infatti è proprio per tale motivo che le idee e i comportamenti della società non avevano nessun effetto nei suoi riguardi.

Il sacerdote, di origine lombarda, fu autore di alcune opere scritte in prosa che avevano la particolarità di far divenire la penna una vera è proprio “arma”: Parini la usava come un bastone per additare i comportamenti corrotti e superficiali dell’aristocrazia sprovveduta dell’epoca: questo appare evidente dalla sua maggiore opera, Il Giorno.

GIUSEPPE PARINI E VITTORIO ALFIERI: DIFFERENZE

Parini dunque non difende pensieri tradizionali, e tenta di ostacolare la diffusione di pensieri come il cosmopolitismo (l’uomo cittadino del mondo), oppure le teorie di Rousseau ostacolate anche da Vittorio Alfieri.

Questi, visse a differenza di Parini, non aveva problemi economici poiché era d’origine nobile. Però, a causa della differenza d’età con i suoi fratelli e dell’allontanamento dell’unica sorella coetanea portata in convento, si trovò a vivere un’infanzia non solo in solitudine ma anche resa difficile dall’odio verso quegli ordini e obblighi a volte gratuitamente crudeli a lui imposti sia dai fratelli che dai genitori che, non fecero altro che contribuire alla formazione di un carattere orgoglioso e solitario che poi lo contraddistinguerà in futuro.

Alfieri, come Parini dunque, ha vissuto un’infanzia che gli ha permesso di maturare e di essere capace di saper portare avanti le proprie idee, anche nel suo caso, utilizzando le  opere come mezzo oltre che di sfogo, anche di diffusione.

Le opere dell’orgoglioso Alfieri, hanno temi e luoghi che variano da quelli biblici (Saul) a quelli storici (Antonio e Cleopatra). Nonostante tutto, però, in alcune sue opere appare evidente la sua scissione dell’“io” in due parti opposte: una nella quale l’autore tenta di trovare uno spiraglio di felicità negatogli sin da quando era un bambino (la ricerca della felicità può andar vista anche nel suo innamorarsi sempre di donne sposate e quindi appartenenti ad una famiglia, da sempre simbolo di felicità); l’altra invece sembra quasi una forma di auto punizione capace di fargli ingigantire le ansie più nascoste.

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