Differenza tra sensazione e percezione in psicologia

Di Redazione Studenti.

Differenza tra sensazione e percezione in psicologia: riassunto del capitolo del Manuale Psicologia Generale

DIFFERENZA TRA PERCEZIONE E SENSAZIONE

La sensazione

La psicofisica è lo studio della relazione fra le caratteristiche fisiche degli stimoli e la nostra sensazione, ovvero la nostra esperienza psicologica. La catena psicofisica è formata da:

  • stimolo: è una qualsiasi sorgente di energia fisica che provoca una risposta a livello sensoriale e si distingue in:
  • stimolo distale: che colpisce la sensazione;
  • stimolo prossimale: che attiva la sensazione, diversa dall’elaborazione dello stimolo.

La sensazione: è l’attivazione degli organi di senso specifici stimolati da una fonte di energia fisica; percezione: è l’elaborazione, l’organizzazione e l’interpretazione degli stimoli da parte degli organi di senso e dal cervello.

Differenza tra sensazione e percezione
Differenza tra sensazione e percezione — Fonte: getty-images

Le soglie assolute

I metodi psicofisici vengono utilizzati per determinare le soglie assolute, ovvero la minor intensità di stimolo necessaria affinché uno stimolo sia percepibile.

Con soglia si intende il confine, cioè il valore liminare, tra gli stimoli che riusciamo a cogliere, ovvero i valori sovraliminari e gli stimoli che pur essendo presenti non si riescono a cogliere, ovvero i valori infraliminari.
Il metodo più comunemente usato è il metodo dei limiti, in cui lo sperimentatore presenta al soggetto una serie di stimoli in scala ascendente o discendente fino a che il soggetto non segnala di non sentire più lo stimolo.

Ci sono tre tipi di soglia assoluta:

  • soglia iniziale: il limite inferiore, ovvero la minore intensità di uno stimolo percepibile;
  • soglia differenziale: minima quantità di cambiamento dell’intensità di uno stimolo;
  • soglia terminale: il limite superiore sopra del quale non percepiamo più nulla, se non dolore.

La percezione

La percezione è il processo attivo e costruttivo di elaborazione di uno stimolo, ovvero le sensazioni raccolte dagli organi sensoriali e inviate al cervello vengono codificate, organizzate, riconosciute e interpretate.

Realtà fisica e realtà percepita

La realtà fisica è vedere il mondo com’è, mentre la realtà percettiva è il mondo come viene percepito.

La possibilità di osservare e organizzare una figura in modi diversi indica che non rispondiamo semplicemente in modo passivo allo stimolo visivo che perviene alla nostra retina: al contrario cerchiamo di organizzare attivamente e di comprendere ciò che vediamo.

La realtà che viene percepita non è la realtà fisica ma il risultato di un processo psicofisico chiamato catena
psicofisica, che è costituita:

  • stimolo fisico o distale: stimolazione fisica prodotta dalla molteplicità di radiazioni di vario genere e
    intensità presenti nel mondo fisico come l’energia luminosa e sonora;
  • stimolo prossimale: parte di energia dello stimolo distale che viene raccolta dai recettori e avvertita
    dal nostro organismo.

Teorie sulla percezione: elaborazione top-down e bottom-up

La percezione di divide in due stadi, uno stadio primario in cui hanno luogo i processi visivi primari come l’intensità, la lunghezza d’onda, la frequenza spaziale e il movimento i quali hanno il compito di descrivere e individuare le caratteristiche fisiche dello stimolo e uno stadio secondario, definito anche elaborazione cognitiva il quale fa ricorso alle conoscenza in memoria e consente il riconoscimento e l’attribuzione di un significato.

Le modalità con il quale avviene il confronto con le tracce mnestiche sono:

  • elaborazione top-down: la percezione è guidata da alti livelli di coscienza, da esperienza, aspettativa e motivazione. La nostra percezione è influenzata dalle nostre aspettative nonostante due stimoli siano esattamente uguali;
  • elaborazione bottom-up: consiste nel riconoscere ed elaborare informazioni che riguardano le singole componenti degli stimoli. Una percezione iniziale avviene quindi al livello di riconoscimento delle caratteristiche e dei pattern di ciascuna delle sequenze.

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