Michela Pepparoni e lo sguardo alla classe: “se non vedo bene i loro volti non mi rendo conto di chi ha davvero capito l’argomento”

Di Marta Ferrucci.

Classi virtuali: la testimonianza di Michela Pepparoni, prof.ssa di Economia Aziendale in un istituto umbro. Opportunità, ma anche difficoltà, della didattica online

Michela Pepparoni e lo sguardo alla classe: “se non vedo bene i loro volti non mi rendo conto di chi ha davvero capito l’argomento”

Michela Pepparoni è docente di Economia aziendale presso l’Istituto Omnicomprensivo “Salvatorelli-Moneta” di Marsciano (PG), una realtà che al suo interno ha le scuole medie, il Liceo scientifico, l’Istituto professionale e l’Istituto tecnico tecnologico.
La didattica online è partita senza difficoltà: già prima dell’emergenza coronavirus alcuni docenti usavano strumenti come G Suite e Classroom per assegnare compiti, relazioni e fornire materiali. Quando è stata attivata la didattica online per rispondere all’emergenza sanitaria, gli insegnanti con maggiore dimestichezza con questi strumenti si sono attivati per condividere  le loro conoscenze con chi ne sapeva di meno.

Per la didattica online si è scelto di usare Google Meet per rimanere in ambiente Google. Ma la modalità di insegnamento scelta dai diversi professori della scuola non è la stessa per tutti: c’è chi – come nel mio caso – preferisce le lezioni in diretta e interattive con gli studenti e chi, invece, ha scelto di fare delle video lezioni registrate di 20-30 minuti che condivide con gli studenti. Successivamente viene fissato un appuntamento virtuale dove poter discutere di quanto appreso e far presente eventuali dubbi. La preside ha lasciato molta libertà ai docenti affinché ciascuno potesse scegliere l’approccio che preferiva”.

Didattica online o video lezioni registrate? "Hanno scelto gli studenti"

La prof.ssa Pepparoni ha scelto le lezioni “live” perché sono stati gli stessi studenti a manifestare questa preferenza: in questa modalità anche la didattica online viene vista come un “modo pe stare insieme”. Rispetto alle normali ore settimanali però, con la didattica online il tempo di lezione si è dimezzato perché l’insegnamento a distanza, secondo la Prof.ssa Pepparoni, è molto più faticoso di una lezione frontale: “Mi preoccupo che i ragazzi possano non capire un argomento. In condizioni normali mi basta uno sguardo per rendermi conto di chi ha compreso quello che ho appena spiegato e chi no. Non vederli, non poterli guardare in faccia non ti fa capire se un argomento è arrivato a tutti o va rispiegato. Diventano quindi fondamentali i materiali integrativi come slide e altri supporti. E’ tutto molto rallentato”. A parte la didattica a distanza, neanche a dirlo, professori e docenti interagiscono grazie ai gruppi Whatsapp e a Google Drive.

Didattica online e il problema della valutazione risolto con la griglia di osservazione sistematica

Non potendo affrontare verifiche e compiti in classe, i docenti dell’Istituto utilizzano una “griglia di osservazione sistematica”. Di cosa si tratta? “E’ uno strumento di valutazione introdotto ad inizio anno dove vengono valutati gli studenti nel loro complesso, ad esempio tenendo conto degli interventi spontanei che fanno, gli interventi richiesti ecc… All’inizio noi docenti abbiamo un po’ sbuffato ma in questa situazione, bisogna ammetterlo, torna molto utile”.

La griglia di valutazione: una best practice che può servire a tutti

La griglia di valutazione può essere molto utile soprattutto in momenti come questo, in cui non è possibile usare gli strumenti tradizionali per valutare i ragazzi. L' Istituto Omnicomprensivo “Salvatorelli-Moneta” lo mette a disposizione di tutti e si può SCARICARE QUI in versione Pdf.

Fonte: redazione
Fonte: redazione