“La didattica a distanza è una cosa preziosa ma agli studenti manca la scuola. E anche ai professori”

Di Marta Ferrucci.

La dichiarazione è di una prof.ssa di Storia dell'Arte che riconosce il valore delle classi virtuali ma, ammette, nulla è più bello che imparare insieme dal vivo

"Lo scopo in questo momento è mantenere la continuità"

Sonia Cappellini insegna Storia dell’Arte alle scuole superiori e l’emergenza non l’ha colta impreparata: già prima del coronavirus nella sua scuola si utilizzava la sezione Materiali condivisi della piattaforma Axios (registro elettronico) e ora, per la didattica online, si è aggiunto Google Suite con le sue applicazioni.

L'esperienza è valida e la valuto positivamente”, ci ha raccontato la prof.ssa Cappellini. “E’ meno efficace della didattica in presenza ma lo scopo in questo momento è di mantenere la continuità, la cosa importante è non spezzare il filo”. Resta la questione della valutazione ed è chiaro che “le interrogazioni con il metodo classico non hanno senso. Verifiche sì, scritte. Si può chiedere di fare un elaborato su un'opera o un tema proposto dall'insegnante. Non si può effettuare un controllo ma non è questo il problema, anche se scaricano il materiale, se lo copiano hanno dedicato del tempo a questa attività e qualche cosa gli resterà. Si valuta la costanza e l'impegno più che il contenuto in sé”.

La didattica a distanza”  - conclude -  “è una cosa preziosa, che ci aiuta in un momento di difficoltà, ma può anche essere uno strumento di supporto nella didattica tradizionale, uno strumento che in molti utilizzavamo già e anche per questo il mondo della scuola è stato subito pronto a reagire.  Detto questo, agli studenti manca la scuola... e anche ai professori! Speriamo di tornare in aula perché nulla è più bello che imparare insieme, dal vivo”.