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Depersonalizzazione e derealizzazione: come riconoscerle, perché si presentano e come vanno gestite

Di Deborah Disparti.

Cosa sono la depersonalizzazione e la derealizzazione? Si tratta di episodi di tipo dissociativo che si possono presentare a seguito di un evento traumatico.

Dissociazione e depersonalizzazione: cosa sono

Depersonalizzazione e derealizzazione sono episodi di tipo dissociativo che si possono presentare a seguito di un evento traumatico.
La pandemia ha avuto un forte impatto sull’aumento di questi sintomi, oggi molto diffusi.

DEPERSONALIZZAZIONE E DEREALIZZAZIONE: COME RICONOSCERLE

Gli episodi di depersonalizzazione e di derealizzazione sono momenti in cui avviene un distacco ed una percezione alterata di sé o della realtà. Chi ne soffre è consapevole del fatto che questo distacco non è reale, e la sofferenza che comportano è solitamente causata da:

  • paura che il distacco sia sempre più forte
  • paura che si presentino in situazioni problematiche
  • paura di non poter tornare a percepire le cose “come prima”
  • difficoltà nello spiegare a chi è vicino ciò che sta succedendo
  • paura di star “impazzendo”

Data la grande sofferenza e confusione che si portano dietro, è importante imparare a conoscere ericonoscere (in noi e negli altri) questi episodi:

  • DEPERSONALIZZAZIONE: episodi in cui viene alterata la percezione di sé. Solitamente ci si vede distaccati dal proprio corpo, come se lo guardassimo dall’alto o da un’altra posizione. Il distacco percepito, oltre che al corpo, si riferisce anche a pensieri, emozioni, sensazioni. Questo porta spesso a descriverli come “apatici”: in realtà non mancano le emozioni ma si è così desensibilizzati da non riuscire a percepirle a pieno. Questa alterazione inoltre può andare da un leggero allentamento ad un distacco vero e proprio, a seconda della gravità e dell’intensità delle emozioni.

  • DEREALIZZAZIONE: si tratta di episodi in cui viene alterata la percezione della realtà. Solitamente ci si sente ovattati, in una bolla: le cose, le persone, i rumori che ci circondano diventano lontani e distorti. Molti percepiscono gli altri come zombie e automi lontani e sfocati.
    Anche il tempo, spesso, viene percepito come più veloce o molto più lento.

EPISODI DISSOCIATIVI: PERCHÉ SI PRESENTANO?

Dissociazione e depersonalizzazione
Dissociazione e depersonalizzazione — Fonte: getty-images

Così come per tutti i sintomi e le patologie, anche gli episodi dissociativi si presentano come strategie per fronteggiare una situazione problematica. Ovviamente si tratta di strategie che nel lungo periodo diventano problematiche, portando con sé molta sofferenza.
La depersonalizzazione e la derealizzazione sono infatti episodi che possono presentarsi almeno una volta nella maggior parte della popolazione a seguito di incidenti, lutti, traumi, uso di sostanze, e in generale eventi dal forte impatto emotivo: la loro funzione iniziale è proprio quella di diminuire la sensibilità di fronte ad emozioni così intense.
Se però, gli eventi impattanti sono numerosi o si tratta di situazioni prolungate nel tempo, come è stata la pandemia, depersonalizzazione e derealizzazione possono diventare patologiche.

COME GESTIRE GLI EPISODI DISSOCIATIVI

Gli episodi dissociativi, così come gli attacchi di panico, una volta “innescati” sono difficili da gestire. Ciò che si può fare perciò è:

  • riconoscere le situazioni che li scatenano;
  • riconoscere i sintomi che li precedono;
  • creare una “cassetta del pronto soccorso” di azioni che possiamo fare per prevenirli;

Trattandosi di esperienze di distacco, per prevenirli la cosa più importante è ancorarci al presente, utilizzando le tecniche di grounding più adatte a noi, come ad esempio:

  • Bere, bagnarsi polsi e viso con acqua fredda
  • Concentrarsi sui sensi: suoni, luci, odori
  • Richiedere la vicinanza ed il contatto fisico di persone care
  • Utilizzare antistress sensoriali o pizzicare l’elastico al polso

Ognuno può trovare ciò che più è d’aiuto per ancorarsi, creandosi il proprio kit e magari comunicandolo alle persone vicine, così che sappiano come muoversi in quei momenti. Queste modalità ovviamente possono essere utili per la gestione del sintomo sul momento ma non sono risolutivi.

I Disturbi Dissociativi possono essere curati in psicoterapia, attraverso l’elaborazione del (o dei) trauma scatenante, l’aumento della consapevolezza e la ricerca delle risorse utili alla guarigione.

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