Delacroix: biografia, stile e le opere più importanti

Delacroix: biografia, stile e le opere più importanti A cura di Joshua De Loa.

Biografia e opere di Eugène Delacroix, pittore francese considerato il massimo esponente della pittura romantica. Caratteristiche dello stile e analisi delle opere più importanti.

1Introduzione

Autoritratto di Eugène Delacroix
Autoritratto di Eugène Delacroix — Fonte: getty-images

Eugène Delacroix (1798-1863) fu uno dei pittori francesi più celebri dell’epoca nonché esponente del movimento romantico in Francia

Contraddistinte da pennellate dinamiche e lussureggianti, le sue opere spiccavano anche per i loro contenuti esotici, letterari e di attualità

In contrapposizione con il coevo movimento neoclassico, con Jean-Auguste-Dominique Ingres (1780-1867) come figura di riferimento, il contributo di Delacroix fu così importante per la storia della pittura perché aprì la strada alle successive tendenze artistiche espressioniste e realiste ottocentesche

2Biografia

2.1Esordi

Ferdinand Victor Eugène Delacroix nacque il 26 aprile 1798 a Charenton-Saint-Maurice, in una famiglia benestante di alta borghesia.

Questo gli permise di affrontare gli studi liceali, dove sviluppò una consistente preparazione umanistica e mostrò il suo talento per il disegno.

Nel 1815 Delacroix entrò nella bottega del pittore neoclassicista Pierre-Narcisse Guérin (1774-1833): in questo ambiente, oltre ad apprendere i fondamenti della pittura, conobbe un altro allievo, successivamente celebre in tutta la Francia, Théodore Géricault (1791-1824), con cui strinse una solida amicizia.

Poco tempo dopo Delacroix si allontanò dal suo maestro proseguendo da autodidatta, studiando i capolavori dei grandi maestri rinascimentali italiani esposti al Louvre.

Nel 1819 arrivò la sua prima commissione prestigiosa, la Vergine delle Messi (1819) per la chiesa di Orcemont.

2.2Affermazione

La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, 1830
La Libertà che guida il popolo di Eugène Delacroix, 1830 — Fonte: ansa

Ispirato da La zattera della Medusa (1818/19) del suo collega e amico Géricault, Delacroix produsse la sua prima grande tela: La barca di Dante (1822), esposto Salon di Parigi del 1822. Su quest’ultima opera, come anche su Il massacro di Scio (1824) al Salon del 1824, piovvero molte critiche da tutte le parti.

Nodale per il suo perfezionamento tecnico fu il viaggio a Londra, dove Delacroix ammirò lo stile naturalistico del pittore inglese John Constable (1776-1837).

Nel mentre l’artista intratteneva rapporti con gli esponenti letterari del periodo, come Stendhal (1783-1842), Victor Hugo (1802-1885), e Alexandre Dumas (1802-1870).

Nel 1830 Delacroix realizzò La libertà che guida il popolo (1830), il suo dipinto più importante nonché uno dei capolavori del Romanticismo. La tela ebbe una tale risonanza, sia per il tema che per l’esecuzione, tanto che all’artista fu conferita la Legion d’Onore.

2.3Periodo africano

Nel 1832 Delacroix partì alla volta dell’Africa settentrionale, partecipando ad una missione diplomatica voluta dal re Luigi Filippo I (1773-1850), al seguito del conte de Mornay (1803-1878).

Il pittore fu rapito dal fascino dell’«Oriente mediterraneo»: la sua passione per la cultura esotica del posto è constatabile mediante i numerosi schizzi che riempirono i suoi taccuini e spesso utilizzati per realizzare nuove tele, come ad esempio Donne di Algeri nei loro appartamenti (1834). 

In patria Delacroix era uno degli artisti più desiderati dall’aristocrazia francese: la storia e mitologia antica furono i temi con cui ha realizzò le sue tele, come La furia di Medea (1862), e le decorazioni parietali delle biblioteche di Palazzo Borbone (1838/47) e del Lussemburgo (1851/54).

2.4Ultimi anni

La furia di Medea di Delacroix, 1862. Collezione del Louvre
La furia di Medea di Delacroix, 1862. Collezione del Louvre — Fonte: getty-images

L’enorme mole di lavoro a cui si sottopose Delacroix negli anni minò severamente la sua salute: per questo acquistò nel 1844 un cottage nella campagna di Champrosay al fine di riposarsi. Ovviamente, anche qui il pittore continuò a dipingere.

Sappiamo dalle fonti che Delacroix fu alle cure premurose della sua governante Jeanne-Marie le Guillou, la quale lo supportò fino alla fine. Nel 1857 il pittore si trasferì a Parigi per poi morire il 13 agosto 1863. Il suo corpo fu sepolto nel cimitero di Père-Lachaise.

3Stile

3.1Modelli e intenti

Rebecca e Ivanhoe ferito di Delacroix, 1823
Rebecca e Ivanhoe ferito di Delacroix, 1823 — Fonte: getty-images

Prima di trattare le caratteristiche stilistiche della pittura di Delacroix è necessario indicare quali fossero i suoi modelli di riferimento: ossia Michelangelo (1475-1564), Raffaello (1483-1520), Giorgione (1478-1510), Tiziano (1488/1490-1576), Il Veronese (1528-1588), Rembrandt (1606-1669) e Rubens (1577-1640). 

La qualità delle opere di Delacroix si comprende ancor di più tenendo conto delle sue intenzioni: per il pittore «la prima qualità di un quadro è di essere una gioia per l’occhio», nonché «lasciare soddisfatti di me l’uomo col quale il caso mi fa incontrare, sia un contadino o un gran signore».

3.2Caratteristiche formali

La Grecia spirante sulle rovine di Missolungi di Delacroix. Musée des Beaux-Atrs Bordeaux
La Grecia spirante sulle rovine di Missolungi di Delacroix. Musée des Beaux-Atrs Bordeaux — Fonte: getty-images

Delacroix è ritenuto il protagonista più importante dell’arte romantica europea: oltre ai suoi elementi distintivi, lo fu soprattutto per la sua passione nei confronti delle «sublimi forze» della natura, dell’esotismo , nonché la riluttanza ai dogmatismi accademici.

Anziché ricercare la perfezione delle forme e la nitidezza dei profili, Delacroix tendeva all’esaltazione dei colori e della luce e all’impetuosità del movimento, col fine di coinvolgere lo spettatore nel turbinio drammatico e tragico delle scene ritratte.

Per ottenere questi risultati pittorici, l’artista si serviva di pennellate svelte, facendo dialogare i colori primari puri con i loro relativi complementari, ottenendo così una luminosità al culmine della sua capacità espressiva.

Nonostante Delacroix conferisca ai propri dipinti un senso di dinamicità, non solo attraverso la loro ambientazione movimentata ma anche mediante i moti emotivi dei personaggi, il pittore mantiene sempre una composizione equilibrata.

Lo sperimentalismo nelle tecniche pittoriche di Delacroix si tradusse anche nel cimentarsi in generi diversi: dai dipinti con temi letterari, storici, mitologici e di cronaca oppure ai ritratti, paesaggi e nature morte.

4Opere

4.1La barca di Dante

La barca di Dante, 1822. Collezione del Musée du Louvre. Eugène Delacroix (1798-1863)
La barca di Dante, 1822. Collezione del Musée du Louvre. Eugène Delacroix (1798-1863) — Fonte: getty-images

Delacroix restituisce tutta la drammaticità del viaggio in barca, manovrata da Flegias, di Dante e Virgilio sul fiume Stige. Tratto dall’ottavo canto dell’Inferno dantesco, questo sua prima grande tela era il compendio stilistico delle sue influenze principali di quel momento: Michelangelo e Géricault.

Il pittore francese concepì quest’opera con l’intenzione di esporla al Salon parigino del 1821 perché potesse procurarsi della notorietà, cosa che poi avvenne: infatti se, da una parte, Delacroix riuscì a far parlar di sé dividendo la critica, dall’altra, il quadro fu acquisito dallo Stato francese per duemila franchi e venne esposto presso il palazzo del Lussemburgo.

5Il massacro di Scio

Il massacro di Scio, 1824. Eugène Delacroix. Olio su tela, 422x352 cm. Musée Du Louvre
Il massacro di Scio, 1824. Eugène Delacroix. Olio su tela, 422x352 cm. Musée Du Louvre — Fonte: getty-images

Il massacro di Chio (1824) fu uno dei massimi esempi di un’arte di commento e di critica di un tragico fatto di cronaca. Con la collaborazione di molti testimoni, Delacroix ripartì all’esperienza de La barca di Dante, affinando gli accordi cromatici, aumentando l’impatto emotivo, e le pennellate vivide che descrivono i personaggi.

L’artista, come tanti altri intellettuali romantici sensibili all’indipendenza greca, si indignò e decise di realizzare quest’opera per denunciare il violento episodio. Nonostante i biasimi per la fattura tecnica, anche questa tela fu incamerata dallo Stato francese per seimila franchi, collocandola sempre a palazzo del Lussemburgo.

5.1Donne di Algeri

Donne di Algeri nei loro appartamenti di Eugène Delacroix, 1834. Olio su tela, 180x229 cm.
Donne di Algeri nei loro appartamenti di Eugène Delacroix, 1834. Olio su tela, 180x229 cm. — Fonte: getty-images

Uno dei quadriesotici” di Delacroix, nonché rappresentativo del fascino orientale mediterraneo, è Donne di Algeri nei loro appartamenti (1834). Qui l’artista esalta tutta la carica sensuale ed erotica con cui si è confrontato: non solo per gli atteggiamenti delle donne ma anche per i profumi, i tessuti, i suppellettili sgargianti.

Il dipinto si basa sull’esperienza che lo stesso Delacroix visse visitando di nascosto l’harem di un funzionario arabo. Tornato in Francia, lo realizzò e lo espose al Salon del 1834 dove, a differenza delle altre circostanze, non provocò alcun scandalo ma riscontrando invece un’ammirazione generale.

6Eredità

L’esperienza pittorica di Delacroix fu così incisiva che molti artisti delle generazioni successive ci dovettero fare i conti: «Dipingiamo tutti come Delacroix» avrebbe asserito Paul Cézanne (1839-1906), parlando anche a nome dei suoi colleghi impressionisti.

Il suo stile influenzò anche i movimenti pittorici di primo Novecento, come quello dei Fauve, dell’Espressionismo e dell’Astrattismo: in particolar modo si attinse la sua rapidità d’esecuzione, le pennellate travolgenti e l’espressività emotiva.