Coronavirus, cosa dice il decreto in vigore dal 2 marzo

Di Veronica Adriani.

Cosa dice il Dcpm 1 marzo sul Coronavirus: ecco cosa cambia per le scuole a partire da oggi. Le altre misure contenute nel decreto

DECRETO CORONAVIRUS

Decreto coronavirus: ecco cosa dice
Decreto coronavirus: ecco cosa dice — Fonte: istock

Approvato il 1 marzo e in corso di pubblicazione il nuovo Decreto sul Coronavirus. Sul sito della Presidenza del Consiglio si legge che il decreto "recepisce e proroga alcune delle misure già adottate per il contenimento e la gestione dell'emergenza epidemiologica da coronavirus". Vediamo allora nel dettaglio quali sono le misure per le scuole (e non solo) che il Decreto mette in atto.

Il testo distingue le misure sulla base dell'area geografica di intervento.

DECRETO CORONAVIRUS ZONA ROSSA

Per i comuni della cosiddetta zona rossa (Bertonico; Casalpusterlengo; Castelgerundo; Castiglione D'Adda; Codogno; Fombio; Maleo; San Fiorano; Somaglia; Terranova dei Passerini; Vo') si stabiliscono le seguenti misure:

  • divieto di accesso o di allontanamento dal territorio comunale
  • sospensione di manifestazioni, eventi e ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato
  • chiusura di asili e scuole di ogni ordine e grado, nonché delle istituzioni di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica. Resta possibile lo svolgimento di lezioni a distanza
  • sospensione di viaggi di istruzione in Italia o all’estero fino al 15 marzo
  • sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura
  • sospensione delle attività degli uffici pubblici, garantendo l'erogazione dei servizi di pubblica utilità
  • sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private
  • chiusura di tutte le attività commerciali, ad esclusione di quelle di pubblica utilità, dei servizi pubblici essenziali e degli esercizi commerciali per l’acquisto dei beni di prima necessità
  • obbligo di accedere ai servizi pubblici essenziali e agli esercizi commerciali per l’acquisto di beni di prima necessità indossando dispositivi di protezione individuale o adottando particolari misure di cautela individuate dall'azienda sanitaria competente
  • sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili e fatte salve le eventuali deroghe previste dai prefetti;
  • sospensione delle attività lavorative per le imprese, ad esclusione di quelle che erogano servizi essenziali e di pubblica utilità
  • sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati, anche di fatto, nel comune o nell’area interessata, anche se le stesse si svolgono al di fuori dell'area.

DECRETO CORONAVIRUS EMILIA-ROMAGNA, LOMBARDIA, VENETO E PROVINCE DI PESARO, URBINO E SAVONA

In queste zone si stabilisce quanto segue:

  • sospensione degli eventi e delle competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, sino all’8 marzo 2020, in luoghi pubblici o privati, a meno che non si svolgano “a porte chiuse" (gli allenamenti sono consentiti con la stessa modalità)
  • divieto di trasferta dei tifosi residenti per assistere a eventi e competizioni sportive che si svolgano nelle restanti regioni e province
  • sospensione, sino all’8 marzo 2020, di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato
  • consentito lo svolgimento delle attività nei comprensori sciistici a condizione che il gestore provveda alla limitazione dell’accesso agli impianti di trasporto chiusi assicurando la presenza di un massimo di persone pari ad un terzo della capienza (funicolari, funivie, cabinovie, ecc.);
  • apertura dei luoghi di culto condizionata all’adozione di misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi, e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • sospensione, sino all’8 marzo 2020, dei servizi educativi dell’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché della frequenza delle attività scolastiche e di formazione superiore, comprese le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master, corsi per le professioni sanitarie e università per anziani, ad esclusione dei medici in formazione specialistica e tirocinanti delle professioni sanitarie, salvo la possibilità di svolgimento a distanza;
  • sospensione delle procedure concorsuali pubbliche e private, ad esclusione dei casi in cui venga effettuata la valutazione dei candidati esclusivamente su basi curriculari e/o in maniera telematica, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo, e di quelli per il personale della protezione civile;
  • svolgimento delle attività di ristorazione, bar e pub, a condizione che il servizio sia espletato per i soli posti a sedere e che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali, gli avventori siano messi nelle condizioni di rispettare la distanza tra loro di almeno un metro;
  • apertura delle attività commerciali diverse da quelle di ristorazione, bar e pub, condizionata all’adozione di misure organizzative tali da consentire un accesso ai predetti luoghi con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone
  • apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, a condizione che assicurino modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone
  • limitazione dell’accesso dei visitatori alle aree di degenza, da parte delle direzioni sanitarie ospedaliere;
  • rigorosa limitazione dell’accesso dei visitatori agli ospiti nelle residenze sanitarie assistenziali per non autosufficienti;
  • sospensione dei congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le attività richieste dalle unità di crisi costituite a livello regionale;
  • obbligo di privilegiare, nello svolgimento di incontri o riunioni, le modalità di collegamento da remoto con particolare riferimento a strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza COVID-19

DECRETO CORONAVIRUS BERGAMO, LODI, PIACENZA E CREMONA

In queste province si stabilisce la chiusura nelle giornate di sabato e domenica delle medie e grandi strutture di vendita e degli esercizi commerciali all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad esclusione delle farmacie, delle parafarmacie e dei punti vendita di generi alimentari.

DECRETO CORONAVIRUS REGIONE LOMBARDIA E PROVINCIA DI PIACENZA

Per queste zone è stata stabilita la misura della sospensione delle attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei “livelli essenziali di assistenza”), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi.

DECRETO CORONAVIRUS ITALIA