Decadentismo e romanzo europeo: autori e caratteristiche

Decadentismo e romanzo europeo:  autori e caratteristiche A cura di Claudia Papaleo.

Trame e i temi dei romanzi europei decadenti più rappresentativi. Autori e opere del romanzo decadente come D'Annunzio, Fogazzaro, Wilde e Huysmans

1Introduzione: cos'è il Decadentismo?

Il termine Decadentismo fa la sua comparsa nel maggio del 1883, con la pubblicazione, sul periodico parigino Le Chat Noir, del sonetto Langueur, in cui il poeta Paul Verlaine afferma: «Io sono l’Impero alla fine della decadenza». Il componimento interpreta uno stato d’animo diffuso nella cultura del tempo: il senso della fine di tutta una civiltà e l’idea che, proprio al momento del crollo di un’epoca, l’uomo chiamato a creare possa sprigionare tutta la raffinatezza e l’eleganza dell’artificio. 


   

Paul Verlaine by Henri Fantin-Latour (1836-1904)
Paul Verlaine by Henri Fantin-Latour (1836-1904) — Fonte: ansa

Il movimento trova il suo organo ufficiale nella rivista Le Décadent, diretta da Anatole Baju nel 1886, anche se è nel 1884 che esce l’opera che i decadenti considerano come una vera propria bibbia: Controcorrente, il romanzo di Joris-Karl Huysmans, su cui torneremo più avanti. 
Il Decadentismo francese si caratterizza dunque per la percezione di una svolta della storia, che si accompagna a un senso di estenuazione e di morte che, d’altro canto, lascia ampio spazio alla nobiltà spirituale. Come movimento organizzato esso può dirsi estinto già nel 1890, ma alcuni suoi tratti confluiscono ne Decadentismo inteso come civiltà culturale e artistica, che fiorisce in tutta Europa fra il 1890 e l’inizio del nuovo secolo.

 

1.1I caratteri del Decadentismo

I tratti fondamentali del Decadentismo sono i seguenti:

  • rifiuto della visione positivista, tipica della mentalità borghese del tempo, e basata sulla convinzione che la realtà sia un complesso di fenomeni materiali, regolati da leggi ferree, e che la scienza, una volta individuate queste leggi, possa garantire una conoscenza oggettiva e totale del mondo, garantendo all’uomo il dominio su tutte le cose e, di conseguenza, il trionfo della civiltà sull’oscurantismo.
    Il decadente ritiene che la scienza e la ragione non possano garantire la vera conoscenza del reale, perché l’essenza della verità è al di là delle cose: misteriosa, ambigua e raggiungibile soltanto attraverso l’esplorazione dell’ignoto.
  • la convinzione che tutti gli aspetti della realtà, e della sua essenza, siano legati tra loro da analogie e corrispondenze che possono essere colte abbandonando la ragione e accogliendo con fiducia l’irrazionalità. Ogni forma visibile, quindi, è da considerarsi come il simbolo di qualcosa di più profondo.
  • La sovrapposizione tra l’io e il mondo, tra soggetto e oggetto, al di sotto degli strati superficiali della realtà. L’unione avviene cioè sul piano dell’inconscio, che rappresenta la scoperta e l’elemento fondamentale della cultura decadente, in quanto zona oscura dove l’individualità può scomparire e fondersi con il Tutto.
    Non sorprende, allora, che i decadenti riconoscano come strumenti privilegiati della conoscenza gli stati abnormi e irrazionali dell’esistenza - la malattia, la follia, la nevrosi, il delirio, il sogno, l’incubo e l’allucinazione – e che, allo stesso modo, sostengano l’assunzione di sostanze che possa facilitare il processo di alternazione, come l’alcool, l’assenzio, l’hashish, l’oppio o la morfina.
  • Il decadente afferma non solo l’autonomia dell’arte ma anche la sua superiorità. Per avvalorare questa indipendenza diffonde la teoria de «l’arte per l’arte», secondo cui l’arte deve obbedire soltanto a se stessa, liberandosi da qualsiasi criterio esterno di natura morale, politica o sociale. La vita stessa deve ispirarsi a criteri unicamente estetici e deve risolversi in espressione artistica.
  • All’interno del Decadentismo la figura del poeta coincide con quella dell’artefice supremo, del vate o del profeta. La poesia, infatti, è concepita come rivelazione dell’Assoluto ed egli è il sacerdote che rende possibile tale rivelazione.

2Il romanzo decadente in Europa

A caratterizzare il romanzo decadente europeo di fine Ottocento è, anzitutto, l’estetismo, unito a una grande sensibilità nei confronti dei simboli e della psiche umana, indagata, soprattutto, per i suoi misteri e le sue contraddizioni.

Le opere più rappresentative di questa produzione sono Controcorrente di Joris-Karl Huysmans, Il piacere di Gabriele D'Annunzio, Malombra di Antonio Fogazzaro e Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde.

2.1Controcorrente di Joris-Karl Huysmans

Joris-Karl Huysmans (1848-1907)
Joris-Karl Huysmans (1848-1907) — Fonte: getty-images

Controcorrente (1884) del parigino Joris-Karl Huysmans (1848-1907) è, come abbiamo accennato poco fa, una delle “bibbie” del Decadentismo europeo e Des Esseintes, l’unico personaggio del romanzo, una delle sue più riuscite incarnazioni. Des Esseintes è un aristocratico che respinge la mediocrità del mondo contemporaneo e si ritira in una splendida solitudine - fatta di arte, letteratura, sogni e profumi – chiudendosi in una casa che è fuori dalla città, lontana, quindi, da un luogo dove, secondo il protagonista, trionfano la confusione, la promiscuità e l’anarchia della moltitudine e dove, di conseguenza, l’uomo è destinato a perdere la propria identità. 
Nel libro la nuda realtà dei fatti viene disprezzata e abolita per dare spazio totale alla fantasia, che così può essere assecondata in ogni suo desiderio. La «realtà fantasticata» diventa, quindi, l’unica e più alta forma di verità, e apre le porte a un’esperienza allucinata, per molti versi malata, perversa e diabolica.
D’altro canto, la separazione radicale tra Des Esseintes e la vita concreta fa sì che, col passare del tempo, l’immaginazione non riesca più a bastare a se stessa. Il protagonista, allora, si abbandona a uno stato d’animo sempre più allucinato e depresso e, nonostante l’idea di alleviare le sue sofferenze mettendosi in viaggio, la follia e la malattia prendono il sopravvento, segnando il trionfo e, al contempo, la sconfitta del genio decadente.

 

2.2Il piacere di Gabriele D’Annunzio

Il piacere (1889) è il primo romanzo di Gabriele D’Annunzio (1863-1938). Nel libro confluisce tutta l’esperienza mondana e letteraria dell’autore, tanto che il protagonista della storia, Andrea Sperelli, è da considerarsi come il suo doppio letterario.
Andrea è un giovane aristocratico, un artista proveniente da una famiglia di artisti. Dentro di lui il principio secondo cui l’uomo è chiamato a fare della propria vita un’opera d’arte, genera una forza distruttrice, che lo priva di ogni energia morale e creativa, lo svuota e lo sterilisce. La crisi, in particolare, trova il suo banco di prova nel rapporto con la donna. Andrea è diviso tra due immagini femminili, Elena Muti, la creatura fatale che incarna l’erotismo lussurioso, e Maria Ferres che, emblema della purezza, rappresenta ai suoi occhi l’occasione di un riscatto e di un’elevazione spirituale. Ben presto, però, la figura della donna angelo, per l’eroe, si rivela soltanto l’oggetto di un gioco erotico più sottile e perverso, fungendo da sostituto di Elena, che continua a desiderare e che, tuttavia, continua a rifiutarlo. Così, quando Maria capisce come stanno effettivamente le cose, si allontana, lasciando Andrea da solo con il proprio vuoto e la propria sconfitta. 

2.3Malombra di Antonio Fogazzaro

Antonio Fogazzaro
Antonio Fogazzaro — Fonte: ansa

Malombra di Antonio Fogazzaro (1842-1911) appare per la prima volta nel 1881 e racconta una storia d’amore complicata da elementi soprannaturali, all’interno di uno scenario pittoresco e melodrammatico. La protagonista indiscussa del libro è la giovane Marina Crusnelli di Malombra, una creatura oscura e affascinante ospitata dallo zio, il conte Cesare d’Ormengo, in una magnifica villa sul Lago di Como. Un giorno la ragazza viene in possesso di un autografo dell’antenata Cecilia, apparentemente portata alla morte dal marito, padre dell’attuale conte, e si convince di esserne la reincarnazione e di avere l’obbligo di vendicarne l’assassinio. Quando alla villa giunge lo sconosciuto scrittore Corrado Silla, orfano di una cara amica del conte Cesare, i due giovani vengono risucchiati da una passione indomabile e assoluta che purtroppo viene travolta dalla follia di Marina, che allora sprigiona tutto il magnetismo di una donna fatale che è insieme nevrotica e perversa, fredda e palpitante

2.4Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde

Il ritratto di Dorian Gray (1891) di Oscar Wilde (1854-1900) è considerato il manifesto dell’estetismo e del Decadentismo

Protagonista del romanzo è, appunto, Dorian Gray, un giovane bellissimo di cui Basil Hallward sta eseguendo il ritratto e che desta, nel frattempo l’attenzione di Lord Henry Wotton. L’uomo, ambiguo e magnetico, rivela al ragazzo il senso della bellezza che, in quanto straordinaria, ma transitoria, deve essere vissuta nel modo più intenso possibile. Dorian si lascia sedurre da questa teoria e si abbandona, in compagnia di Lord Wotton, alla ricerca dei più sfrenati e capricciosi piaceri. Grazie a un sortilegio, inoltre, il ragazzo ha ottenuto di poter conservare intatto l’aspetto fisico, mentre il ritratto si deturpa e invecchia al posto suo. Un giorno, incapace di accettare le critiche di Hallward riguardo la sua condotta, Dorian lo uccide. Il quadro, allora, assume delle fattezze sempre più oscene e il giovane, non potendone sopportare la vista, lo squarcia con un coltello. Subito dopo muore, trasformandosi nel cadavere di un vecchio disgustoso, mentre il quadro riprende il suo antico splendore, conservando intatta la bellezza di Dorian.