Le 3S: Sharing e Sostenibile per risparmiare Soldi

Sharing economy: quando condividere fa bene all’umore, all’ambiente e al portafoglio

Cosa si intende per sharing? Il concetto di sharing, che in inglese significa proprio “condivisione”, si inserisce nel quadro più generale della cosiddetta sharing economy. Quest’ultimo termine può tradursi letteralmente con “economia della condivisione” e rappresenta un modello economico alternativo in cui avviene fra più persone la condivisione di beni fisici e servizi: lo sharing, appunto. L’obiettivo di tale modello è quello di originare un comportamento di produzione e di consumo che sia sostenibile e che permetta dunque di raggiungere un benessere individuale e collettivo maggiore.

Qual è il nesso tra sharing e sostenibilità? La condivisione produce un miglioramento proprio a livello economico, ambientale e sociale: i tre capisaldi della cosiddetta “sostenibilità”. Lo sharing di beni e servizi consente infatti di ridurre al minimo lo spreco di risorse e il relativo impatto ambientale, così come di ottenere un notevole ritorno economico e una qualità della vita più elevata.

Ti starai chiedendo, nella pratica, in cosa si traduce tutto questo: oggi, nel mondo della sharing economy, i settori più sviluppati sono quelli della mobilità sostenibile e della condivisione di capi d’abbigliamento e generi alimentari. Queste forme di condivisione stanno portando all’adozione sempre più frequente di lifestyle e tecnologie volte al risparmio e alla salvaguardia dell’ambiente e, cosa ancora migliore, sono attuabili da tutti. Vuoi scoprire come? Cominciamo dal primo settore!

Mobility sharing: cinque destinazioni sostenibili

Che cos’è la mobilità sostenibile? La mobilità sostenibile è un sistema ideale dei trasporti che permette di ridurre l’inquinamento atmosferico e di rendere gli spostamenti più efficienti e veloci, risultando vantaggiosa sia per il pianeta che per le tasche e la felicità delle persone.
Come si coniuga con la sharing economy? Mobilità sostenibile e condivisione si fondono nel concetto di mobility sharing: il fenomeno in base al quale gli spostamenti avvengono con mezzi e veicoli condivisi. In questo termine sono compresi numerosi sottogruppi: car sharing, bike sharing, scooter sharing, ride sharing, carpooling e altri ancora!

In che cosa consiste il car sharing?
Immaginati di essere un turista: stai camminando per Roma e ti rendi conto si è fatto molto tardi; devi subito raggiungere la stazione per non perdere il treno. Il car sharing è un servizio di autonoleggio che ti permette di utilizzare un’automobile per un breve periodo di tempo e poi di restituirla, semplicemente parcheggiandola.

Mi serve un’app per noleggiare la macchina? Sì, ma è semplicissimo! Una volta scaricata l’app ed effettuata la prima registrazione, potrai cercare la vettura più vicina utilizzando la funzione di geolocalizzazione del telefono, che ti segnalerà i veicoli presenti nei dintorni. Trovata l’auto, l’app ti fornirà le istruzioni necessarie per sbloccarla e utilizzarla.

Che vantaggi comporta tutto questo? I veicoli in sharing sono più nuovi rispetto a quelli privati: hanno dunque motori migliori e garantiscono minori livelli di emissioni di CO2. Con meno auto sulla strada diminuisce il traffico e diventa più facile trovare parcheggio. Ciò migliora la vita sia di chi guida che di chi risiede in zone urbane.

Se fai meno di 8.000km all’anno, inoltre, acquistare un’auto non è molto conveniente. Il car sharing ti permette di risparmiare addirittura diverse centinaia di euro!

Come funziona il bike sharing, invece?
Se hai il tempo necessario e devi raggiungere un luogo non troppo lontano, magari con una bella giornata di sole, puoi noleggiare una bicicletta presso apposite stazioni automatizzate. Per prelevarla è necessario avere un abbonamento al servizio e poi avvicinare una tessera elettronica alle torrette della stazione, o utilizzare una chiave codificata.

Se vedi uno di questi mezzi al lato della strada, non preoccuparti: nessuno l’ha abbandonato! Si parla di bike sharing free floating quando non esistono stazioni di ritiro e ti basta lo smartphone per sbloccare la bici, trovata in un qualsiasi punto della città.
Il vantaggio qui è solo ambientale? Tra tutte le opzioni di mobility sharing questa è sicuramente la più green: riduce infatti notevolmente gli impatti ambientali e le emissioni di gas nocivi.

Noleggiare una bici, però, ti fa anche risparmiare molto! Se devi percorrere brevi tratti le sue tariffe sono le più convenienti e, spesso, la prima mezz’ora è perfino gratis. Se devi coprire distanze più lunghe, piuttosto, ricordati che alcuni fornitori aumentano il prezzo di “affitto” al crescere delle ore di utilizzo consecutivo della bicicletta.

Perché si sente molto parlare di scooter sharing ultimamente?
Perché spesso potrebbe non andarti di pedalare e il noleggio di monopattini e scooter elettrici, sulle medie distanze, è ormai il modo più ecologico ed economico che hai per spostarti. Questi mezzi elettrici sono silenziosi, a emissioni zero e, inoltre, sono gli unici reperibili in quasi tutti i punti della città grazie alla modalità free floating.

I monopattini sono pericolosi?
Tutto può essere pericoloso se non lo usi con la testa. Il monopattino elettrico è ottimo per muoversi nelle aree pedonali ed è molto comodo per spostarsi rapidamente in zone turistiche, ma devi rispettare il limite di 6 km/h!

Ride sharing e carpooling: cosa sono e in cosa differiscono?
Il ride sharing è un servizio “on demand” (su richiesta) che ti permette di prenotare con un’applicazione il trasporto da parte di un’autovettura guidata da un privato. È un servizio molto comodo perché funziona esattamente come un taxi: non devi mettere mano al volante, ma ti costerà un po’ di più quando dovrai mettere mano al portafoglio. Il carpooling, dal canto suo, non è effettuato a scopo di lucro e consiste nell’uso condiviso di un veicolo privato da parte di più persone che devono percorrere lo stesso itinerario, totalmente o solo in parte. Ti conviene utilizzarlo se devi percorrere tragitti molto lunghi e non vuoi prendere autobus, treni o aeroplani.

Quali vantaggi hanno? I benefici sono principalmente ambientali: si hanno più passeggeri nella stessa vettura invece di avere più auto, ciascuna con un solo viaggiatore. Il carpooling garantisce però anche vantaggi economici e sociali: permette infatti di dividere le spese di carburante, parcheggi e pedaggi e di avere buona compagnia durante un viaggio che, da solo, probabilmente non avresti mai fatto!

Fashion sharing e fashion renting: l’usato che va di moda

Cos’è il fashion sharing? Nell’armadio avrai probabilmente tantissimi vestiti che non indossi più o che usi pochissime volte: non sentirti in colpa, esiste una soluzione! All’infuori della mobility sharing, il fashion sharing rappresenta un altro grande settore della sharing economy. Il concetto alla sua base è molto semplice e sta avendo in questo periodo un grandissimo successo: utilizzando appositi siti internet o app, puoi scambiare, vendere o acquistare capi di seconda mano.

Anche questo, quindi, è un settore sostenibile? Certamente. La condivisione di vestiti, infatti, non solo ti aiuta a risparmiare o a guadagnare qualche soldo, ma si fonda su valori altruistici legati all’aiuto reciproco: pensa che puoi addirittura scambiare i tuoi capi d’abbigliamento con quelli degli altri senza usare il denaro! Inoltre, utilizzando le piattaforme di fashion sharing, aiuti il pianeta. Ricordati che il 10% delle emissioni mondiali di carbonio sono prodotte dall’industria dell’abbigliamento e che in Italia l’80% dei vestiti acquistati non viene mai usato.

Non mi converrebbe noleggiare un vestito, come si fa con le macchine? Ottima idea: parliamo, in questo caso, di fashion renting. Su siti ed app dedicate puoi prendere in prestito per qualche giorno scarpe, accessori o abiti semplicemente selezionandoli e prenotandoli per il periodo in cui ti servono. Nonostante i vantaggi siano gli stessi osservati per il fashion sharing, il renting potrebbe essere particolarmente conveniente da un punto di vista economico se ti dovesse servire un abito costoso, magari per partecipare ad una singola cerimonia, come un matrimonio. Il noleggio ti permette infatti di risparmiare dal 10% al 20% sul prezzo di listino.

Food sharing: tre modi per salvare cibo e denaro

Si può condividere anche il cibo? Sì, il food sharing è un sistema di piattaforme per la condivisione di generi alimentari ed è il terzo importante settore della sharing economy che citavamo all’inizio! Se proprio vogliamo essere precisi, lo chiamiamo food swapping quando facciamo riferimento alle piattaforme pensate unicamente per lo scambio di cibo con altro cibo.

Il food sharing è a scopo di lucro? Non sempre: il food sharing prevede tre modelli di business differenti. Una vocazione non-profit è quella del modello sharing for the community, che funziona attraverso una rete di foodsaver che condividono cibo in eccesso attraverso l’uso di una piattaforma: in questo modo, mettendo a disposizione gli avanzi della tua spesa, hai diritto a scambiare il tuo cibo con quello degli altri utenti.

Senza scopo di lucro è anche il modello sharing for charity, che però mira a distribuire le eccedenze tra le organizzazioni benefiche non-profit.

Solo il modello sharing for money, come il nome suggerisce, coniuga il desiderio di risolvere il problema degli sprechi alimentari e di realizzare un guadagno. Qui non puoi scambiare il cibo con altro cibo, né darlo a chi ha più bisogno, ma solo acquistarlo dai negozi.

Che vantaggi ne traggo? Alcune piattaforme ti consentono di individuare quei punti vendita che, avendo cibo prossimo alla scadenza, lo vendono a un prezzo notevolmente più basso.

Oltre alla componente del risparmio, però, il food sharing evita i grandi sprechi di alimenti ancora commestibili, che sono responsabili dell’8% delle emissioni di gas serra. E se mediamente in un anno ognuno di noi, da solo, butta 65kg di cibo tra casa e ristorante, il tuo aiuto è fondamentale! Sia per il pianeta che per il portafoglio.

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