Cultura: diffusione, acculturazione, ibridazione culturale, multiculturalismo e intercultura

Cultura: diffusione, acculturazione, ibridazione culturale, multiculturalismo e intercultura A cura di Bianca Dematteis.

Cos'è la cultura? Come funziona? Scopri significato e dinamiche della cultura, ovvero la diffusione, l'acculturazione, il multiculturalismo e l'intercultura

1Cos'è la cultura? Definizione

John Wesley Powell con un nativo americano, 1870
John Wesley Powell con un nativo americano, 1870 — Fonte: getty-images

Nel 1871 fu data alle stampe l’opera Primitive culture di Edward Burnett Tylor. Nel testo egli diede questa celebre definizione di cultura

Cultura o civiltà, considerata nel suo più ampio significato etnografico, è quell’insieme complesso che comprende il sapere, le credenze, l’arte, i principi morali, le leggi, le usanze e qualsiasi altra capacità e abitudine acquisite dall’uomo quale membro di una società

Questa è considerata la prima definizione scientifica di cultura, da intendersi non come l’insieme delle riflessioni e opere di artisti, intellettuali, scienziati, ma come l’insieme di abitudini, consuetudini e pratiche proprie degli individui facenti parte di una società.  

La cultura è un campo specifico di studi dell’antropologia che si è occupata non solo di definirne il significato, ma anche di indagare le modalità attraverso le quali una cultura evolve, si afferma, si trasforma. Le culture non sono realtà stabili, impermeabili e statiche, ma si trasformano sia per cause interne, sia per il contatto, sempre esistito nella storia dell’uomo, con altre culture

2Dinamiche della cultura: diffusione e acculturazione

L'antropologo, geologo ed esploratore americano J. W. Powell (1834-1902) parla con un indiano Paiute. Arizona, 1873
L'antropologo, geologo ed esploratore americano J. W. Powell (1834-1902) parla con un indiano Paiute. Arizona, 1873 — Fonte: getty-images

Le dinamiche della cultura indicano quel processo attraverso il quale i tratti culturali si formano, circolano e si trasformano. Le culture mutano o grazie a una invenzione che si è sviluppata e che poi è entrata nel patrimonio comune della società o per mezzo di contatti con altre culture. I cambiamenti culturali possono avvenire attraverso due principali modalità: la diffusione e l’acculturazione.   

Diffusione. Questo termine indica il passaggio di elementi culturali da una popolazione all’altra. La diffusione può essere:  

  • diretta, quando si instaura un contatto, non mediato, tra due culture diverse. Questo contatto può essere dovuto a commerci, rapporti di ostilità e guerre, matrimoni.
  • Forzata, quando una popolazione si impone su un’altra cultura e conforma questa ai propri valori e alle proprie norme.
  • Indiretta: il passaggio di elementi culturali tra due culture diverse si realizza senza che queste entrino in contatto diretto, ma per mezzo della mediazione di un terzo soggetto che mette in comunicazione le prime due realtà. Un caso esemplare di diffusione indiretta è quella rappresentata dalle trasformazioni culturali realizzate dalla circolazione delle merci o dallo scambio di informazioni che derivano dall’uso dei mass media.

Acculturazione: è un termine su cui l’antropologia ha riflettuto a lungo. La coniazione di questa parola è fatta risalire alla fine dell’Ottocento quando venne impiegata da J.W. Powell nei suoi studi sul contatto e i sui cambiamenti culturali che avvenivano tra le diverse comunità immigrate e autoctone degli Stati Uniti. Talvolta con acculturazione si è definito il processo attraverso il quale una cultura dominante cancella una cultura subalterna, una minaccia paventata da Lévi-Strauss nella sua opera Tristi tropici.  

In realtà, il termine indica processi estremamente più complessi e variegati che si verificano quando esiste un contatto continuo e diretto tra culture diverse, da cui deriva una riorganizzazione del sistema culturale di una o di entrambe le culture. L’acculturazione è infatti un cambiamento nella cultura di un popolo come conseguenza del contatto con altre culture.

Le società da sempre sono in contatto e lo scambio di tratti culturali, dai manufatti alle lingue, è un fenomeno ovviamente molto antico. L’acculturazione si manifesta in differenti modi: 

  • Fusione/assimilazione: è il fenomeno più raro e si verifica quando le due culture si fondono in un unico sistema culturale.
  • Incorporazione: è il caso delle sottoculture che vengono inglobate in una cultura dominante.
  • Adattamento: si verifica quando si realizza un nuovo e originale equilibrio, i nuovi tratti culturali si mescolano con quelli vecchi e si realizza un adattamento degli uni con gli altri.
  • Estinzione: si realizza quando una cultura perde i suoi membri (a causa di guerre, ad esempio) e dunque la cultura originaria scompare.
Giovani membri della comunità vietnamita nella Cabramatta di Sydney,  17 novembre 1982.
Giovani membri della comunità vietnamita nella Cabramatta di Sydney, 17 novembre 1982. — Fonte: getty-images

È bene ricordare che gli esiti dei fenomeni di acculturazione sono sempre il frutto di processi attivi. L’acculturazione non è un meccanismo che le popolazioni realizzano in maniera passiva, ogni tratto culturale è sottoposto a selezione, fenomeni di resistenza o, al contrario, di accoglienza favorevole.

Esistono numerose variabili legate all’acculturazione che sono ascrivibili principalmente alle differenze di prestigio e di potere tra le due culture in contatto e alla tipologia del contatto stesso (continuo o estemporaneo, ostile o amichevole, di dominio, di subordinazione o paritario). Gli studiosi hanno evidenziato come in generale siano i tratti culturali non simbolici (tecniche, prodotti, ricette, ad esempio) a trasferirsi più velocemente rispetto ai tratti che appartengono alle sfere ideologiche e religiose di una cultura.

Roger Bastide è un noto antropologo il cui nome è particolarmente legato alle ricerche sui fenomeni di acculturazione. Egli ha sottolineato come l’acculturazione e dunque i cambiamenti avvengano sia nei gruppi dominanti che in quelli dominati: l’acculturazione tra gruppi in contatto è bidirezionale, anche se legata ai vari fattori di dominio e di potere propri delle culture che entrano in comunicazione. 

3Ibridazione culturale: cos'è e come funziona

L’ibridazione culturale è una nozione che è considerata spesso ambigua, anche perché tutte le culture sono di fatto ibride, perché frutto di scambi, di contatti e di relazioni avvenute nel corso dei secoli tra le popolazioni. L’ibridazione dunque è un termine che fotografa i cambiamenti intervenuti in seguito al contatto tra culture. Con questo termine, più specificatamente, si intende la sintesi originata dalla mescolanza e dalla combinazione di tratti culturali diversi in una data cultura

I casi più eclatanti di culture ibride sono ad esempio quelli individuabili nelle realtà culturali delle grandi metropoli, abitate da persone provenienti da tutto il mondo. Ibridazione non indica la somma di tutte le culture, ma la loro sintesi in una nuova e originale cultura. Infatti, questo termine è desunto dalle discipline scientifiche: ibridazione è la formazione di un nuovo organismo a partire dall’incrocio di specie diverse.

Talvolta, il termine ibridazione è sostituito dall’espressione melting pot, in italiano crogiolo, usata per indicare quelle società caratterizzate dalla commistione e dall’amalgama di tratti culturali in seguito al contatto avvenuto tra popolazioni con differenti origini e culture

4Multiculturalismo

Negozio cinese a Londra, 1900
Negozio cinese a Londra, 1900 — Fonte: getty-images

La quasi totalità delle comunità umane è caratterizzata dalla condivisione dei medesimi territori con popolazioni provenienti da paesi diversi e portatrici di culture che differiscono per pratiche, tradizioni, religioni, atteggiamenti. Le comunità multiculturali non sono un fenomeno recente: contatti e migrazioni sono esistiti da sempre. L’espressione società multiculturale indica la presenza di persone di culture diverse che abitano lo stesso luogo.  

Sotto il termine multiculturalismo, invece, ricadono tutte quelle iniziative messe in atto per la tutela delle minoranze e per la salvaguardia delle differenze culturali e linguistiche. Il multiculturalismo promuove due principali azioni: il riconoscimento delle minoranze e la richiesta che queste siano tutelate e trattate con equità.

Visibilità, dignità, legittimità a esprimersi, trattamento equo e paritario delle minoranze sono così gli obbiettivi principali di una politica multiculturale e le richieste avanzate nei confronti delle istituzioni. Il dibattito politico e intellettuale sulle società multiculturali e sul multiculturalismo ha avuto origine nel Nord America a partire dagli anni Settanta e negli anni successivi è divenuto di stringente attualità anche in Europa

Non esiste un modello unico di politica multiculturale, ci sono ovviamente realtà più conservatrici e realtà più progressiste, Paesi che mirano a una assimilazione delle minoranze e altri che invece sostengono la necessità di mantenere il più possibile intatte le differenze culturali. Il dibattito sul multiculturalismo apre alla questione più generale della coesistenza e della convivenza tra diritti individuali e diritti dell’uomo, tra particolarismo e universalismo. 

5Intercultura

Questo termine è impiegato molto spesso in riferimento alla sfera educativa. Si parla sovente di educazione interculturale, intendendo con tale espressione un approccio pedagogico volto a educare i giovani nel contesto di società pluriculturali e a promuovere la conoscenza e il dialogo tra persone di culture diverse.

Come si è visto, le società pluriculturali non sono una realtà recente, ma la nascita di un dibattito in seno alla pedagogia in merito all’educazione in un contesto multiculturale è da situare nel Nord America nella seconda metà del Novecento. Da qualche decennio il dibattito sull’educazione interculturale ha trovato il suo spazio anche in Europa. 

Più in generale, un atteggiamento interculturale esprime la volontà di instaurare un dialogo e uno scambio tra persone con culture diverse con l’obiettivo di costruire una società aperta, in grado di mettere in comunicazione i suoi membri, consapevole che la cultura non è un dato statico e immutabile, ma che è costantemente in costruzione e in mutamento.