Crisi climatica e riscaldamento globale, tema per la maturità 2022

Crisi climatica e riscaldamento globale, tema per la maturità 2022 A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Riflessioni e spunti per un tema sulla crisi climatica ed il cambiamento climatico, argomenti che gli studenti potrebbero trovare tra le tracce della prima prova della maturità 2022.

1Introduzione

Una manifestazione di giovani contro il cambiamento climatico
Una manifestazione di giovani contro il cambiamento climatico — Fonte: getty-images

Siamo di fronte a un cambiamento epocale del nostro pianeta «l’unica casa che conosciamo nell’universo» (Sagan) e che a quanto pare sembra interessarci poco. 

L’umanità è sempre in corsa per folli guadagni e non si preoccupa di ciò che sta creando con il suo impatto invasivo nell’ambiente.  

I cambiamenti climatici sono variazioni a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici: pensa a ciò che ogni anno accade nel mondo, o anche semplicemente in Italia.  

Non ti sembra che siano diventati più numerosi fenomeni come alluvioni, tempeste tropicali, frane e smottamenti, bombe d’acqua e via dicendo?  

Ci sono poi tanti allarmismi da telegiornale che hanno il compito di metterci in un discreto stato di ansia e che quindi, spesso, preferiamo ignorare pur di vivere tranquilli, perseverando in abitudini dannose per l’ambiente, dicendoci: «Ma tanto io che posso fare?».

In questo tema cercheremo di capire che non è utopia considerare il cambiamento climatico come qualcosa di competenza anche del singolo e non solo di grandi aziende, industrie, stati.

Alcune domande preliminari, per organizzare le idee.

  1. Percepisci intorno a te il cambiamento climatico? Se sì in quali aspetti.
  2. Ti comporti sempre in modo corretto nei confronti dell’ambiente circostante?
  3. Qual è stata la volta che hai inquinato di più?
  4. Qual è stata la volta che hai fatto il gesto più virtuoso nei confronti dell’ambiente?
  5. Che sensazioni provi davanti ai grandi cambiamenti climatici di cui si parla?
  6. Hai mai visto documentari che parlando di questo argomento? Quanto credi di essere informato?
  7. C’è una dimensione politica dell’inquinamento dovuta allo stile di vita occidentale-capitalistico?
  8. Senti di poter fare qualcosa per cambiare l’ambiente?
  9. Cambieresti abitudini per migliorare l’ambiente?

Raccogli le tue risposte che messe tutte insieme sono già un piccolo testo, una bozza che può essere utile per orientarti anche nel resto del tema.

2Lo sfruttamento della Terra

La vita sulla Terra esiste grazie alla combinazione di tre fattori:

  1. la giusta distanza dal Sole;
  2. la composizione chimica dell’atmosfera;
  3. la presenza del ciclo dell’acqua.

L’atmosfera, in particolare, assicura al nostro pianeta un clima adatto alla vita con il cosiddetto effetto serra naturale.

Quando i raggi solari raggiungono la superficie terrestre, vengono solo in parte assorbiti, mentre in parte vengono riflessi verso l’esterno; in assenza di atmosfera si disperderebbero nello spazio, ma vengono invece in buona parte trattenuti e quindi reindirizzati verso la Terra da alcuni gas presenti nell’atmosfera.

Il risultato è un aumento del calore che si somma a quella creata dai raggi solari assorbiti direttamente: questo permette la vita sul nostro pianeta.

Dunque il riscaldamento avviene in natura, ma negli ultimi 150 anni le cose sono cambiate: nel XIX secolo le attività umane sono state il fattore principale all'origine dei cambiamenti climatici, imputabili essenzialmente alla combustione di combustibili fossili, cioè carbone, petrolio e gas.  

Il gas trattiene il calore della Terra, schermandolo come in una serra: il problema è che i gas sono adesso eccessivi e che la schermatura crea un surriscaldamento del globo terrestre.  

Il ghiacciaio Svinafellsjokull. Scioglimento dei ghiacciai in Islanda, foto del 13 agosto 2021
Il ghiacciaio Svinafellsjokull. Scioglimento dei ghiacciai in Islanda, foto del 13 agosto 2021 — Fonte: getty-images

Questo crea dei cambiamenti climatici molto forti e sta causando anche un innalzamento del livello del mare a causa dello scioglimento delle calotte glaciali.

Tutto questo, senza peraltro contare l’aria più inquinata che ciascun essere vivente – tra cui l’uomo – respira e senza contare lo sfruttamento intensivo del mare e della terra.  

Il primo si sta spopolando perdendo la biodiversità (a causa della pesca intensiva e dell’inquinamento), la seconda si sta desertificando perché le coltivazioni intensive impoveriscono troppo rapidamente il terreno.  

Le foreste sono una grande risorsa della Terra poiché assorbono biossido di carbonio, e quindi il loro abbattimento limita la capacità della natura di tenere le emissioni al di fuori dell’atmosfera. Perché perseverare in una pratica così dannosa?

Deforestazione in Polonia. Il 6 marzo 2022 a Danzica
Deforestazione in Polonia. Il 6 marzo 2022 a Danzica — Fonte: getty-images

In molti sostengono ancora che i cambiamenti climatici ci sono sempre stati e che il cambiamento sia ineluttabile, dunque non vale la pena preoccuparsene più di tanto. Tuttavia questo è solo un modo di ignorare il problema:  

«Con la rivoluzione industriale l’uomo ha improvvisamente rovesciato in atmosfera milioni di tonnellate di anidride carbonica e altri gas serra portando la quantità di CO2 presente in atmosfera al doppio rispetto ai minimi degli ultimi 700 mila anni (410-415 parti per milione rispetto a 200-180 parti per milione). Lo si può osservare anche day-by-day grazie alle rilevazioni degli osservatori, come quello attivo al Mauna Loa, nell’arcipelago delle Hawaii. Da circa 15 anni i dati prodotti da migliaia di scienziati in tutto il mondo, analizzati e sistematizzati dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), concordano nel dichiarare che il global warming deriva dall’effetto serra antropico, cioè innescato dalle attività dell’uomo. In realtà le basi scientifiche del collegamento tra i livelli di anidride carbonica e la temperatura erano state stabilite già nel XIX secolo, grazie al lavoro del Premio Nobel Svante Arrhenius, confermato dallo scienziato statunitense David Keeling negli anni Sessanta» (Enel Green Power). 

Manifestazione organizzata dal movimento "Fridays For Future" contro l'inazione del governo nei confronti del cambiamento climatico e inquinamento ambientale. Torino, 25-03-2022
Manifestazione organizzata dal movimento "Fridays For Future" contro l'inazione del governo nei confronti del cambiamento climatico e inquinamento ambientale. Torino, 25-03-2022 — Fonte: getty-images

Le pratiche dannose sono molte. In primis per avere più terreno coltivabile, si tagliano boschi e foreste e il ciclo va avanti senza soluzione di continuità, assottigliando sempre di più le risorse della Terra. Inoltre, tagliare le foreste per avere terreno libero per aziende agricole o pascoli, o per altri motivi (strade, case, etc.), causa emissioni.  

Il problema è la costante necessità di energia che abbiamo per poter andare avanti nel nostro stile di vita. Infatti la maggior parte dell'elettricità è prodotta ancora oggi da combustibili fossili; solo un quarto circa è generato dal vento, dal sole e da altre fonti rinnovabili.  

Il settore manifatturiero e l’industria, anche quella alimentare, producono emissioni, prevalentemente dalla combustione di combustibili fossili, al fine di generare energia per realizzare cose come cemento, ferro, acciaio, dispositivi elettronici, plastica, abiti e altri prodotti. Anche l'attività mineraria e altri processi industriali rilasciano gas.  

3Il protocollo di Kyoto

Greta Thunberg a Milano per  Youth4Climate, 28 settembre 2021
Greta Thunberg a Milano per Youth4Climate, 28 settembre 2021 — Fonte: getty-images

A un certo punto in molti si sono resi conto che l’emergenza climatica non era più trascurabile e andava affrontata con grande risoluzione. È così che è nata l’esigenza di un confronto tra gli stati che hanno così firmato il protocollo di Kyoto, un accordo internazionale per contrastare il riscaldamento climatico, fenomeno ambientale di cui è ormai certa la responsabilità dell’uomo (detta responsabilità antropica). 

Il trattato climatico, di natura volontaria, è stato sottoscritto l'11 dicembre 1997 durante la Conferenza delle parti di Kyoto (la COP3) ma è entrato in vigore solo il 16 febbraio 2005 grazie alla ratifica del Protocollo da parte della Russia (avvenuta nel precedente Novembre 2004). 

Infatti, perché il trattato potesse entrare in vigore, era necessario che venisse ratificato da non meno di 55 Nazioni, e che queste stesse Nazioni firmatarie complessivamente rappresentassero non meno del 55% delle emissioni serra globali di origine antropica: un obiettivo raggiunto proprio grazie alla sottoscrizione della Russia. 

4La situazione attuale del clima: le conferenze, la COP26

Dal 9 al 20 Novembre 2021 si è tenuta la COP26, cioè la 26esima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico delle Nazioni Unite (acronimo: COP26) presso lo Scottish Exhibition Centre (SEC) di Glasgow con un programma che possiamo prendere proprio come uno schema dei temi di cui puoi trattare nel tuo testo. 

In queste conferenze si fa il punto della situazione sull’inquinamento e sulla crisi ambientale, cercando di capire come risolvere il problema. Ci si pone degli obiettivi precisi che tutti dovrebbero rispettare. Puoi interrogarti sul fatto che queste conferenze servano o meno, sul fatto che gli interessi economici siano sempre superiori agli interessi ambientali. 

5Cambiamenti climatici: alcune soluzioni su cui puoi riflettere

5.1Riciclare e sprecare meno

La siccità nel nord Italia: l'aridità del fiume Po. Nella foto, il canadese Matthew Deluca pulisce l'acqua del fiume raccogliendo spazzatura in occasione della Giornata della Terra
La siccità nel nord Italia: l'aridità del fiume Po. Nella foto, il canadese Matthew Deluca pulisce l'acqua del fiume raccogliendo spazzatura in occasione della Giornata della Terra — Fonte: getty-images

Sappiamo quanto il riciclo sia importante: già da molti anni si è ormai imposta la raccolta differenziata che mira (o dovrebbe mirare) a separare i rifiuti in modo da permettere di riciclarne alcuni, come il vetro, la plastica, il metallo, l’organico.  

Riciclare significa dare una nuova vita. Ma si può riciclare anche altro: vestiti e cibo in primis.  

Sprecare cibo, energie, vestiti con dinamiche da usa e getta non giova a nessuno (e neanche al nostro portafoglio!). Ma è proprio questo il punto: nel sistema capitalistico la domanda e l’offerta devono essere continue in modo creare sempre necessità di acquistare e di vendere. Lo spreco fa parte di questo processo che crea però povertà, inquinamento e malattie.  

Sul sito di Libri per la natura puoi trovare alcuni articoli molto interessanti su questo argomento

Intanto ti propongo questo stralcio di articolo in cui Lara Nori di Equoevento, un'associazione che si occupa di sostenere le mense caritative utilizzando le eccedenze alimentari provenienti da banchetti ed eventi di ogni tipo, racconta il Food-waste (spreco di cibo).  

5.2Energie sostenibili

Il petrolio è stata una grande scoperta, non c’è che dire. Prima si utilizzava l’olio di balena per l’illuminazione delle lampade e nell’industria per le macchine a vapore: la storia di Moby Dick, il famoso romanzo di Melville, prende spunto proprio da una baleniera che andava in cerca di balene da trasformare in olio, da rivendere al barile. Proprio come oggi si vende il Petrolio. 

Il petrolio, tuttavia, si esaurirà molto presto e già da anni si sta pensando ad altre forme di energia, soprattutto a quelle rinnovabili. Oggi si è passati al nucleare, al geotermico, all’eolico, all’idroelettrico, al fotovoltaico. È indubbiamente questa la strada da percorrere, ma non è sempre facile. Si tratta di un cambio a dir poco epocale (pensiamo ad esempio alle macchine elettriche) che ancora fatica a prendere piede in modo convinto. 

In un’intervista, Sara Capuzzo che si occupa di ènostra, una cooperativa che produce energia rinnovabile, sostenibile ed etica, spiega in che modo si possano cambiare almeno in parte le regole del gioco

5.3Nuove abitudini alimentari per contrastare la crisi climatica

Sei Damiano il vegano? Sospetto che tutti ormai abbiamo un amico o un’amica che seguono i principi vegetariani o vegani. Siamo soliti etichettarli come strambi, esagerati, coerenti per qualcosa di futile.  

Proviamo spesso un fastidio che nasce anche dall’invidia: cambiare in modo radicale la propria dieta è molto arduo. Abbiamo il sospetto che in fondo hanno ragione loro e che c’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’industria alimentare per come è concepita attualmente.   

C’è molta polemica sul cibo perché il cibo è qualcosa di fortemente rappresentativo dell’identità di ciascuno. E poi ci sono le abitudini alimentari irriducibili, a meno che non siamo fortemente motivati.  

Se pensiamo a tutta l’industria che ruota intorno alla carne e al pesce, le nostre principali fonti di proteine, ci accorgiamo che esse hanno creato uno sfruttamento intensivo sia della terra – per creare mangime per i buoi – sia dei mari – con una pesca senza regolamentazione e per lo sversamento dei rifiuti nelle acque.   

Sono tutti punti su cui puoi riflettere, oltre al fatto che le fonti proteiche del nuovo millennio sembrano derivare dagli insetti, poiché sono imbattibili in quanto a facilità di allevamento e percentuale proteicate la senti di mangiarli?   

6Il fenomeno Greta Thunberg

Greta Thunberg
Greta Thunberg — Fonte: ansa

«In un sistema in cui ogni giorno tanta fama si crea quanta se ne distrugge, Greta Thunberg ha ricavato per sé uno spazio di rilevanza non negoziabile, diventando un punto di riferimento cruciale soprattutto per quella parte di società spesso dipinta come più egocentrica e volubile: gli adolescenti. Grazie alla caparbietà con cui persegue solo risultati concreti, una qual fotogenia e un’idea molto precisa di futuro, Greta Thunberg ha accumulato un seguito da popstar. Ma da solo non basta per riformare l’umanità» (Serena La Rosa, su Scienza in rete).

Siamo ormai affezionati a questa ragazzina che esordisce così al Discorso alle Nazioni Unite, tuonando con la forza e la gentilezza della sua età.

«E’ tutto sbagliato. Io non dovrei essere qui di fronte a voi. Dovrei essere a scuola dall’altra parte dell’oceano. Eppure venite tutti da me per avere speranza? Ma come osate! Voi avete rubato i miei sogni e la mia infanzia con le vostre vuote parole. Eppure io sono una persona fortunata. Le persone soffrono. Le persone stanno morendo. Interi ecosistemi stanno crollando. Siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui riuscite a parlare sono i soldi e le favole della crescita economica infinita. Come osate! Per più di 30 anni la scienza è stata di una chiarezza cristallina. Con che coraggio osate continuare a girarvi dall’altra parte e venire qui assicurando che state facendo abbastanza, quando la politica e le soluzioni necessarie non sono ancora nemmeno all’orizzonte» (G. Thunberg, Discorso alle Nazioni Unite).

L'attivista per il clima Greta Thunberg parla al raduno climatico "Fridays For Future" durante la COP26 il 5 novembre 2021 a Glasgow, in Scozia
L'attivista per il clima Greta Thunberg parla al raduno climatico "Fridays For Future" durante la COP26 il 5 novembre 2021 a Glasgow, in Scozia — Fonte: getty-images

Greta debutta su Instagram, nel giugno del 2018, a 15 anni. Un volto come tanti che presto sarebbe diventata icona della necessità di un cambiamento

La madre racconta che a otto anni, in classe, le fanno guardare un documentario sui rifiuti che ingombrano gli oceani – «Un’isola di plastica, più grande del Messico, galleggia per il Pacifico meridionale». Questa visione orripilante la fa piangere.

I compagni sono turbati, ma poi, in fondo, chissenefrega, tanto sono sicuri di non poter fare niente di che, e tornano sui telefonini. Greta invece «non riesce a conciliare niente di tutto questo con le immagini che hanno appena visto insieme. I conti non tornano, e quel senso di solitudine e disperazione non vuole proprio andarsene. Se non fosse stata “diversa”, sarebbe stata capace di gestire quella sensazione, come facciamo noi», scrive la madre.

Invece, nella mente di Greta, lo scollamento tra la gravità del problema ambientale e la disinvoltura con cui tutti si ostinano a vivere come al solito diventa sempre più profondo: irreparabile. A 11 anni smette di mangiare, di parlare, di sorridere. Inizia un doloroso percorso di visite e valutazioni che approda a una diagnosi: sindrome di Asperger, disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento, disordine ossessivo-compulsivo.

Scrive ancora la madre: «Greta ha una diagnosi, ma questo non esclude il fatto che lei abbia ragione, e il resto di noi completamente torto. […] Lei ha visto quello che noi ci rifiutiamo di vedere (…) lei ha visto l’abisso invisibile, senza rumore né colore né odore, che la nostra generazione ha deciso di ignorare».

7Svolgimento del tema sui cambiamenti climatici

Spero che questi spunti ti abbiano sufficientemente chiarito le idee.

Adesso riprendi in mano i tuoi appunti svolti nelle domande preliminari e aggiungi le riflessioni scaturite dalla lettura degli articoli. Ricordati che puoi trovare molti documentari in rete e che ci sono molte fonti che puoi ancora sfruttare.

Fatto questo, elabora una scaletta coerente, che offra al lettore un percorso logico-causale. Se stai svolgendo un testo argomentativo, usa la tavola dei connettivi (come ripasso). Buon lavoro! 

8Guarda il video sul cambiamento climatico: cause e conseguenze

9Le guide per svolgere gli altri temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: