Covid-19: le varianti sono più pericolose per i giovani?

Di Redazione Studenti.

Le varianti del Covid-19 sono davvero più pericolose per i giovani? Se sì, perché questo accade? Ecco cosa sappiamo finora sulle nuove forme del virus

COVID-19 E GIOVANI

Covid-19 e giovani: cosa sappiamo sulle nuove varianti
Covid-19 e giovani: cosa sappiamo sulle nuove varianti — Fonte: istock

Le nuove varianti sarebbero più pericolose per bambini e giovani: questo è quello che i media hanno dichiarato nei giorni scorsi a causa della nascita di nuovi focolai nelle scuole. Ma è davvero così?

L'ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha precisato che le cose non starebbero esattamente così: la variante inglese sarebbe infatti più contagiosa in tutte le fasce d'età, mentre non abbiamo ancora sufficienti informazioni sulle altre varianti: quella sudafricana e quella brasiliana.

È altrettanto vero che in caso di contagio le gasce più giovani reagiscono meglio al virus: ma perché? Principalmente, per due ragioni, come riporta Wired in un articolo: 

  • L’epitelio delle loro vie respiratorie potrebbe esprimere meno recettori Ace-2 (quelli che il virus usa per agganciarsi alle cellule e entrare) e soprattutto nel tratto superiore.
  • Il sistema immunitario dei più piccoli, ancora acerbo, sarebbe più reattivo nei confronti di patogeni sconosciuti e riuscirebbe a stroncare sul nascere l’infezione locale del coronavirus.

Ma perché i giovani si infetterebbero di più? Perché sono meno attenti o perché il virus è cambiato? Secondo l’Associazione italiana di epidemiologia (AIE) è necessario fare approfondimenti a livello delle singole regioni: in Umbria ed Emilia Romagna ad esempio l'incidenza nelle fasce di popolazione più giovani sarebbe maggiore che altrove, ed è necessario capire se questo sia collegato o meno a nuove varianti. In Umbria, ad esempio, è stata registrata un'alta incidenza della variante brasiliana e di quella inglese, e anche in UK, dove quest'ultima variante si è sviluppata, sembrerebbe che le fasce più giovani siano proporzionalmente più colpite rispetto alla prima ondata.