Cosa sono periodo e proposizioni

Di Redazione Studenti.

Periodo e proposizioni: cosa sono, le regole e le diverse tipologie di proposizioni con esempi esplicativi.

PERIODO E PROPOSIZIONI

Cosa sono periodo e proposizioni
Cosa sono periodo e proposizioni — Fonte: istock

Il periodo è una frase formata da due o più proposizioni collegate fra loro. Per esempio: La zia è andata al mercato / e mi ha comprato le arance rosse. Il periodo si può suddividere in tre proposizioni: principale, coordinata e subordinata.

PROPOSIZIONE PRINCIPALE

All’interno del periodo è l’unica frase indipendente e può essere staccata dal contesto.
Esempio: Ho comprato una mela e me la sono mangiata.

PROPOSIZIONE COORDINATA

Nel periodo, la proposizione coordinata svolge la stessa funzione sintattica della proposizione a cui si riferisce ed è collegata tramite una congiunzione coordinante (e, ma, dunque…).
Esempio: Mario ed Elisa sono cugini e abitano nello stesso condominio.

PROPOSIZIONE SUBORDINATA

La proposizione subordinata non è mai autonoma e dipende da un’altra proposizione, e a seconda della frase si definisce il grado di subordinazione. Si chiese, cosa stesse facendo.

Questa proposizione può essere in molti modi diversi. Secondo il modo del verbo la proposizione subordinata può essere: implicita quando il verbo si trova nel modo indefinito (infinito, participio o gerundio) ed esplicita quando il verbo si trova nel modo finito (indicativo, congiuntivo condizionale o imperativo).

La proposizione soggettiva fa da soggetto alla principale, che ha il verbo impersonale (si dice, si narra, è giusto…). È giusto, assumersi le proprie responsabilità.

La proposizione oggettiva fa da complemento oggetto alla principale; è introdotta da un sentimento, un giudizio, una volontà, una sensazione… Maria pensa che sarà promossa.

La proposizione finale esprime il fine o lo scopo dell’azione espressa dal verbo della reggente (affinché, perché…). Maria ritirò i tappeti più costosi affinché i bambini non li sporcassero.

La proposizione causale esprime la causa o il motivo per cui si compie la situazione espressa dalla reggente (poiché, giacché, siccome, per il fatto che, nel momento che…). Franco non studia perché è pigro.

La proposizione temporale indica il momento in cui si svolge la reggente (quando, finché, mentre, come…). Quando Luca parla io penso ad altro.

La proposizione relativa completa il senso della reggente a cui è collegata attraverso un pronome relativo (il quale, la quale, che, cui) o avverbi (dove). Marco, che è il nipote di Paolo, è un bravo ragazzo.

La proposizione consecutiva indica la conseguenze di quanto detto nella reggente (sicché, cosicché). Sono così felice che il cuore mi batte forte.

La subordinata concessiva esprime una concessione, ossia indica una situazione nonostante avvenga quello espresso nella principale (benché, sebbene, malgrado). Sebbene Giovanna fosse stanca si mise a cucinare.

La subordinata condizionale esprime una condizione necessaria perché si verifichi quanto affermato nella reggente (se, qualora, purché, nel caso che). Se Marco non mette la testa a posto si troverà male nella vita.

L’unione della protasi (proposizione subordinata condizionale) con l’apodosi (proposizione principale reggente) forma il periodo ipotetico che viene diviso in tre tipologie: realtà (Se esci, verrò con te), possibilità (Se usciresti, verrei con te) e irrealtà (Se fossi uscita, sarei venuto con te).