Cos'è il nazionalismo: riassunto

Di Redazione Studenti.

Cos'è il nazionalismo, da dove ha origine e come si manifesta. Il nazionalismo nell'800 e oggi: similitudini, evoluzione e differenze

NAZIONALISMO

Il nazionalismo ha avuto una sua evoluzione dall'800 a oggi
Il nazionalismo ha avuto una sua evoluzione dall'800 a oggi — Fonte: getty-images

Il termine Nazionalismo rappresenta la dottrina che sostiene l’autodeterminazione e lo sviluppo di una comunità, intesa come nazione. Mentre in Europa il nazionalismo nella prima metà del sec. XIX sostiene l’uguaglianza delle nazioni ed è il principio ispiratore di movimenti di liberazione contro l’ordine costituito, più tardi questo principio assunse un carattere patriottico e guerriero che combatteva per i valori nazionali o gli interessi del proprio paese.

Il Nazionalismo si fonda sull’idea di nazione col sentimento di chi ha subito un’offesa o un danno ed ha comunque la convinzione che la propria nazione non abbia sufficiente prestigio in ambito internazionale. Come esempio di questo concetto è il Nazionalismo tedesco, che è cresciuto proprio nei periodi di maggior umiliazione del paese, soprattutto in seguito alle sconfitte dei Prussiani da parte delle armate napoleoniche.

NAZIONALISMO TEDESCO

Il Nazionalismo tedesco aveva anche uno sguardo rivolto al passato e alle vicende storiche, cercava quindi le sue basi nel mito del popolo (Volk) concepito come comunità di sangue e come forte legame con la terra di origine. Per avvalorare tale ideologia nazionalista i sostenitori del Volk trovarono in Tacito, storico romano, la loro fonte preferita almeno per quanto riguarda la storia dell’antico popolo germanico.

Infatti lui per primo aveva riconosciuto l’antica purezza delle virtù tedesche e considerava questo popolo il più integro e solidamente legato alle tradizioni e alla cultura del proprio paese, rispetto alla degenerazione degli altri popoli.

Questo mito, che aveva le sue radici nella cultura romantica, rappresenta il popolo inteso come l’essenza della razza germanica; era stato fatto rivivere dalle opere del grande compositore Richard Wagner e fornì la base alle ideologie e ai movimenti pangermanisti, che auspicavano cioè la riunificazione in unico stato di tutte le popolazioni tedesche, comprese quelle che nel 1871 erano rimaste fuori dai confini del Reich.

NAZIONALISMI EUROPEI

I nazionalismi europei erano generalmente ispirati ad un forte antisemitismo: il disprezzo e l’odio verso le minoranze ebraiche si spiegano dalla volontà di stabilire una gerarchia fra “razze superiori e inferiori” e di affermare su questa base la superiorità di un popolo o di un gruppo di popoli, su tutti gli altri.

Una forte componente antiebraica fu presente soprattutto nei movimenti nazionalistici dei paesi di lingua tedesca nei quali l’antisemitismo era basato su motivi apertamente razzisti.

Proprio in Germania si diffusero le formulazioni più organiche delle teorie della razza.

TEORIE DELLA RAZZA

Queste teorie avevano avuto come loro precursore il francese Arthur de Gobineau e vennero riprese dallo scrittore Houston Stewart Chamberlain, che sosteneva il mito di una “razza ariana” avente le virtù più nobili e ne vedeva l’incarnazione più pura nel popolo tedesco.

Alle radici dell’antisemitismo, oltre ai secolari pregiudizi nei confronti di un popolo “diverso” per storia lingua religione, un popolo ”maledetto”, ritenuto responsabile della crocifissione di Gesù, erano tuttavia anche motivazioni economiche: infatti in Francia Germania e nei paesi dell’Europa orientale Gli Ebrei più ricchi esercitavano l’usura, una pratica alla cui si erano rivolti fin dal medioevo per l’interdizione che li aveva colpiti quando avevano cercato di avvicinarsi ad altre attività.

PANSLAVISMO

Un movimento contrapposto al pangermanesimo ma ad esso simile per molti aspetti, fu il panslavismo, che nacque in Russia alla fine dell’800.

Il panslavismo si basava anch’esso su ideologie tradizionaliste e largamente cariche di antisemitismo. Infatti nell’Europa orientale, dove le comunità ebraiche erano più numerose ,ma anche meno integrate nella società, l’antisemitismo aveva profonde radici popolari.

SIONISMO

Una reazione all’antisemitismo, ma anche manifestazione tipica di risveglio nazionalistico, fu la nascita del sionismo.

Furono i pogrom russi, fu la campagna antisemita esplosa in Francia in occasione dell’affaire Dreyfus a scuotere la coscienza degli ebrei e a far loro desiderare una patria: essi non cercarono più l’assimilazione, ma l’emancipazione.

Si tratta di quel movimento che si proponeva di restituire un’identità nazionale alle popolazioni israelite sparse per tutto il mondo e di promuovere la costituzione di uno Stato ebraico in Palestina.

Il sionismo, poiché movimento complesso e atipico, stentò all’inizio ad affermarsi, anche perché l’alta e media borghesia ebraica tendevano, pur senza rinnegare le loro origini, a integrarsi nelle società dei paesi d’appartenenza.

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