Consumismo: significato e riflessioni per fare un tema argomentativo

Di Redazione Studenti.

Consumismo: traccia per svolgere un tema argomentativo, significato del termine e riflessioni utili per svolgere l'elaborato.

Tema sul consumismo: la traccia da cui partire

Sintetizza le caratteristiche del consumismo e la sua evoluzione negli ultimi decenni all’interno della nostra società.

Tema sul consumismo: svolgimento

Nei paesi occidentali, dopo la seconda guerra mondiale, le condizioni di vita sono migliorate moltissimo per tutti grazie all’incremento della produzione e alla conseguente crescita dell’economia. Anche i ceti più bassi poterono accedere ad un benessere un tempo riservato solo a gruppi ristretti. Tutti diventarono potenziali consumatori, ricchi e meno ricchi, grazie al dilagare del modello americano che arrivò anche con la presenza dei soldati yankee nell'ultima fase della guerra.

Gli americani, dunque, condizionarono le scelte dei cittadini comuni imponendo prodotti che fino a quel momento erano praticamente sconosciuti al mercato italiano:

  • la gomma da masticare;
  • la cioccolata;
  • le sigarette;
  • i dischi musicali.

La forte influenza degli U.S.A. sull'Europa riguarda due aspetti in particolare:

  1. la diffusione degli ideali di modernità e democrazia;
  2. l'estensione di un modello di economia fondato sull'espansione dei consumi privati;

Lo sviluppo del consumismo

Banco frigo debordante nella società del consumismo
Banco frigo debordante nella società del consumismo — Fonte: getty-images

Il vero consumismo si è sviluppato quando i beni non strettamente necessari alla sopravvivenza, come radio, TV, automobili, frigoriferi, aspirapolvere, lavatrici ed altri elettrodomestici sono apparsi nelle case degli operai, non solo in quelle borghesi, e quando il “tempo libero” è stato alla portata di tutti, consentendo alle persone non solo di vivere ma di godersi la vita.
La pubblicità ha avuto il suo peso nel diffondere questo stile di vita e i nuovi ideali, pubblicità spesso mediata dai mezzi di comunicazione di massa, quelli già noti come la radio, e quelli nuovi come il cinema a colori e la televisione. Tutto questo è stato favorito da una fase di espansione economica senza precedenti in paesi come Stati Uniti, Canada, Giappone ed Europa occidentale.

Gli intellettuali che si opposero al consumismo

Questo stato di cose però non piacque a tutti: contro il dilagare del consumismo non solo a livello economico ma anche a livello culturale, si fecero sentire le voci dei filosofi – ad esempio quelli della Scuola di Francoforte - degli scrittori della neo-avanguardia come Calvino e degli esponenti della beat-generation. Tutto questo ha posto le basi per il movimento del ‘68 che ebbe tra i suoi bersagli anche la legge dell'accumulo che si ha nella società borghese. A parte le contestazioni di quegli anni e i recenti movimenti no-global, non si assistette più ad una critica così profonda del sistema e del fenomeno del consumismo. A parte le manifestazioni e le prese di posizione pubbliche, che non sempre corrispondono ad una vita privata all’insegna della parsimonia, vale la pena riflettere sulle contraddizioni interne del consumismo. Come diceva lo psicologo Erich Fromm, "il consumismo fa perdere all’individuo la sua identità, privilegiando sull’essere il possedere, l’avere". Proprio per questo motivo lo stile di vita del consumismo porta progressivamente ad una omologazione che appiattisce le caratteristiche regionali e locali, come denunciava lo scrittore Pier Paolo Pasolini.

Conclusione al tema sul consumismo

A questo si aggiunge che il consumismo non mantiene tutte le sue promesse perché:

  • vorrebbe garantire a tutti il benessere, eppure il divario tra paesi ricchi e poveri anziché diminuire è aumentato ed il benessere di pochi si basa sempre di più sull’estrema povertà di molti;
  • nei paesi ricchi si moltiplicano le patologie legate ad un eccessivo utilizzo di alcuni prodotti, malattie come l’obesità sono legate ad un eccesso di alimenti, l’anoressia e bulimia ad un profondo senso di disagio;
  • Sono cresciute le malattie sociali come la depressione e la solitudine;
  • L’uomo sta inquinando e distruggendo la Terra che reagisce con fenomeni come la desertificazione, l'effetto serra, l'inquinamento ambientale;

Commento personale
Nonostante tutto, sono convinto che in sé la ricchezza non sia un male, a condizione che sia equamente distribuita e sostenibile, così da non distruggere il pianeta in cui viviamo. Come diceva Aristotele, occorre trovare un “giusto mezzo”, cioè un equilibrio tra due errori opposti, tra le esigenze di sviluppo e la salvaguardia dell’ambiente, tra la diffusione planetaria di un modello di benessere e la protezione delle peculiarità dei territori, delle identità nazionali e locali.

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