Confucio e il confucianesimo: riassunto breve e spiegazione

Di Redazione Studenti.

Storia e significato del culto del confucianesimo e descrizione della figura di Confucio. Cos'è il confucianesimo e quali sono i principi

CONFUCIANESIMO

Confucianesimo: cos'è?
Confucianesimo: cos'è? — Fonte: getty-images

Il confucianesimo prende il nome dal suo fondatore Confucio, termine usato in occidente per Kongfu Zi. Più che una vera e propria religione, il confucianesimo è un insieme di regole di comportamento che ebbero molta influenza sulla società cinese.

Chi segue queste regole riconosce che a famiglia e lo Stato si fondano sull’autorità e sui doveri reciprochi: i doveri che legano il principe ai sudditi, il padre al figlio, il marito alla moglie,il fratello maggiore al fratello minore, l’amico maggiore all’amico minore.

Non esiste nel confucianesimo il concetto di peccato, il credere in Dio o in un mondo ultraterreno.

CONFUCIO E LA TRADIZIONE

Confucio ci viene presentato dalla tradizione come l’uomo della regola e dei riti.

Nel tempio degli antenati e a corte si esprimeva sempre con sommo rispetto. Parlava coi funzionari inferiori con fermezza e con quelli superiori con amabile libertà.

Quando doveva fare un’offerta rituale, si preoccupava di purificarsi prima di un bagno e di osservare l’astinenza da tutti i cibi che avrebbe potuto dare al suo corpo cattivi odori. Anche nel bere e nel mangiare Confucio era regolato. La quantità di carne che mangiava doveva essere pari alla quantità di verdura.

A tavola non voleva discutere di problemi gravi in quanto diceva che bisognava occuparsi solo di ciò che si stava facendo.

Aveva un concetto molto elevato di se stesso.

L’unica cosa di cui l’uomo è veramente padrone, per lui, è il suo cuore, il modo di sentire, mentre il successo e l’insuccesso dipendono dalla circostanze. L’insuccesso non può essere considerato di per se stesso un male, perché talvolta può essere un mezzo per ritemprare l’animo ed il carattere. 

IL CONFUCIANESIMO IN EPOCA MODERNA

Dalla fine del XIX secolo gli studiosi confuciani non si limitavano all’esame di testi, ma si interessavano attivamente di politica. Formularono così un programma di riforma basato sulla dottrina confuciana. Kang Youwer, l’esponente principale del movimento riformista confuciano, cercò di elevare la filosofia a religione di stato. A causa delle minacce esterne cui la Cina era sottoposta e all’urgente necessità di drastici provvedimenti politici, il movimento fallì.

Con la caduta della monarchia e della tradizionale struttura familiare, il confucianesimo perse la sua presa sulla nazione.

Durante questo periodo di agitazioni sociali senza precedenti esso non riuscì a ritrovare la capacità di adattarsi a situazioni mutevoli. La vittoria del comunismo in Cina nel 1949 mise in rilievo l’incerto futuro del confucianesimo cinese. Molte tradizioni basate su di esso vennero soppresse.

Nel corso degli anni Ottanta e Novanta, il partito comunista cinese tornò a sostenere la legittimità del confucianesimo.

Per molto tempo gli studiosi hanno ammirato il confucianesimo per la sua sintesi di razionalismo laico e consapevolezza; più di recente esso è stato considerato nuovamente con favore alla luce della moderna filosofia che ha nel linguaggio il suo fondamento e delle nuove teorie concernenti la debolezza delle tradizionali dicotomie filosofiche orientali, come materia e spirito, oppure fatto e valore.

L’attenzione del confucianesimo all’istruzione ha certamente favorito lo straordinario sviluppo economico del Giappone, di Taiwan,  della Corea del Sud e di altri stati dell’Asia orientale.

Li confucianesimo moderno ha contribuito al crescente senso della comunità e fiducia di sé diffuso negli stati asiatici che si affacciano sul Pacifico.