Commodo: l'imperatore figlio di Marco Aurelio

Di Redazione Studenti.

Chi era Commodo, imperatore controverso della dinastia degli Antonini, figlio del filosofo Marco Aurelio. Vita, cronologia degli eventi, morte

COMMODO, CHI ERA

Busto di Commodo
Busto di Commodo — Fonte: getty-images

Commodo, figlio di Marco Aurelio, imperatore e filosofo, è un imperatore romano della dinastia degli Antonini.

Commodo succede al padre nel 180, e durante il suo regno mostra metodi autoritari, al punto da essere considerato - dopo la sua morte - alla stregua di Nerone e Caligola: crudele e stravagante. Per le prove di forza che dimostra nel corso del suo governo, esibendosi anche come gladiatore, viene soprannominato l'Ercole romano.

COMMODO E MARCO AURELIO

Commodo riceve fin da giovane una buona istruzione. Si oppone alla ribellione di Cassio contro Marco Aurelio, assumendo la toga nel 175. Cassio viene ucciso prima che la campagna contro di lui possa avere inizio, e prosegue la sua formazione insieme al padre, di cui è figlio, e non erede adottato.

Il 27 novembre 176 Marco Aurelio nomina Commodo Imperator, e nel 177, il titolo di Augusto, attribuendo al figlio la sua stessa posizione. Formalmente è il momento in cui inizia a condividere il potere con lui. Il 23 dicembre dello stesso anno ottiene la tribunicia potestas. Il 1º gennaio 177, Commodo diventa console per la prima volta.

Nel 180 Marco Aurelio si ammala gravemente, probabilmente di peste, e, il 17 marzo di quell'anno, muore. Sulla sua morte le cronache dell'epoca hanno scritto molto; fatto sta che, qualunque siano state le circostanze della morte di Marco Aurelio, le mosse successive di Commodo per assicurarsi la fedeltà dell'esercito e del popolo, iniziano da subito e hanno la meglio.

COMMODO, IL REGNO

Vediamo, brevemente, le caratteristiche del regno di Commodo:

  • Guerre contro le tribù germaniche
  • Ricompense per i delatori, al fine di evitare cospirazioni contro di lui e il suo potere
  • Grande considerazione degli spettacoli dei gladiatori, al punto di scendere lui stesso ripetutamente nell'arena
  • Fondazione della Colonia Commodiana nel 190, quando ricostruì da capo una parte della città andata distrutta in un incendio
  • Condanna a morte dei congiurati che volevano ucciderlo - tra questi Marco Numidio Quadrato

COMMODO, MORTE

Commodo muore nel 192, dopo essersi inconsapevolmente salvato da un tentativo di avvelenamento da parte di alcuni congiurati. Vine trafitto dalla spada di Narcisso, un gladiatore, suo istruttore personale, che dopo aver saputo di essere stato inserito nelle liste di proscrizione, accetta di ucciderlo, senza però salvarsi lui stesso (sarà infatti condannato a morte un anno dopo per aver compiuto il delitto).

Commodo viene condannato alla damnatio memoriae: non solo non gli viene concessa sepoltura nel mausoleo di Adriano, ma le statue in suo onore vengono abbattute. La sua memoria viene riabilitata solo nel 195 da Settimio Severo.