Come usare la punteggiatura: segni, simboli, regole grammaticali

Di Veronica Adriani.

Segni di punteggiatura deboli e forti, regole grammaticali ed esercizi: tutto quello che c'è da sapere

PUNTEGGIATURA: A COSA SERVE?

La punteggiatura è il più grande cruccio degli scrittori (o degli studenti). Ma se usata correttamente, diventa un'alleata infallibile per farsi capire al meglio.
La punteggiatura è il più grande cruccio degli scrittori (o degli studenti). Ma se usata correttamente, diventa un'alleata infallibile per farsi capire al meglio. — Fonte: istock

Diciamolo:la punteggiatura è tanto odiata quanto indispensabile. Parte fondamentale della grammatica italiana, è assolutamente imprescindibile per formulare un discorso corretto e comprensibile. Uno degli esempi più famosi rimbalza da tempo sui social:

Vado a mangiare, nonna
Vado a mangiare nonna

Dove il senso della frase (e la vita della nonna) cambiano completamente a seconda che si decida o meno di utilizzare una virgola.

I SEGNI DI INTERPUNZIONE: A COSA SERVONO?

Ma come si usano allora i segni di punteggiatura? Molte risposte, oltre che dalla grammatica italiana, vengono anche dall'Accademia della Crusca, che ogni giorno risponde ai quesiti dei lettori. Perché - sì - la punteggiatura è un tema che riguarda proprio tutti, studenti e non.

Vediamo allora un elenco dei principali segni di punteggiatura e la loro funzione.

  • A cosa serve la virgola?
    La virgola è un cosiddetto segno di interpunzione debole. Corrisponde, nella frase, ad una breve pausa, e collega parti della frase con lo stesso soggetto logico. Si usa nelle elencazioni, negli incisi, dopo un'apposizione o un vocativo e le frasi coordinate per asindeto. Un esempio dalla Crusca: studiavo poco, non seguivo le lezioni, stavo sempre a spasso, insomma ero davvero svogliato.
  • A cosa serve il punto e virgola?
    In molti indicano il punto e virgola come "una pausa più forte della virgola e meno forte del punto". In realtà le funzioni sono molteplici: il punto e virgola unisce - all'interno dello stesso periodo - frasi con soggetto logico diverso, ma soprattutto è una scelta stilistica, da usare con parsimonia. La Crusca cita un esempio da Fogazzaro: il capo gli si intorbidò di stanchezza, di sonno; e rimise la decisione all'indomani mattina.
  • A cosa serve il punto?
    Il punto segnala una pausa forte all'interno di un periodo. Si inserisce in fine di frase e segna uno stacco netto con la frase precedente: quando lo stacco è anche concettuale, si va a capo.
    Si utilizza anche per abbreviare parole (ing., dott., f.lli - al posto di fratelli).
  • A cosa servono i due punti?
    I due punti vengono usati per dimostrare, chiarire, illustrare. Possono anche precedere l'inizio di un elenco o di un discorso diretto.
  • A cosa servono il punto interrogativo e il punto esclamativo
    Il punto interrogativo segnala che ci troviamo in presenza di una domanda. Si inserisce in fine di frase e ne cambia l'intonazione, che diventa ascendente. Il punto esclamativo segnala invece stupore, sorpresa, gioia. Va usato con parsimonia e solo se strettamente necessario. Tuttavia, nella pubblicità o nei fumetti compare spesso. A volte - ti è mai capitato? - addirittura insieme al punto interrogativo.
  • A cosa servono i punti di sospensione
    I social e le chat stanno cambiando la natura dei puntini di sospensione nell'uso comune: in molti li usano per indicare mistero, attesa, aspettativa. In realtà, la loro funzione è un'altra, e perloro vale quanto detto al punto precedente: vanno usati con pasimonia e sono sempre e solo tre.
    La Crusca ricorda che i puntini di sospensione segnano una pausa più lunga di quella di un punto fermo, una vera e propria sospensione del discorso. Ma non solo, indicano anche omissione: "(...) mi ritrovai per una selva oscura" dove i puntini indicano chiaramente l'assenza di una parte del discorso. In filologia, la disciplina che studia e ricostruisce i testi letterari, i puntini fra parentesi quadre [...] indicano una parte di testo mancante.

ALTRI SEGNI DI INTERPUNZIONE: PARENTESI, TRATTINI, SBARRETTA, ASTERISCO, VIRGOLETTE

La scrittura non è fatta solo di punti e virgole. Ecco come orientarsi negli altri segni:

  • Le parentesi. Si dividono in tonde e quadre, e hanno più o meno la stessa funzione: segnalare un inciso all'interno della frase. Sono in concorrenza, in questo, con virgole e trattini.
  • Il trattino lungo o lineetta. Segnala l'inizio di un discorso diretto – come le virgolette – o la presenza di un inciso. Ti sei accorto che l'esempio è nella frase precedente?
  • Le virgolette. Che siano alte o inglesi (""), basse o caporali («») o apici (''), segnalano la presenza di un discorso diretto o di una citazione, o per prendere le distanze dalle parole che si stanno usando.
  • La sbarretta. Indica alternativa fra due possibilità e/o, il mare / la montagna
  • L'asterisco. Indica un'omissione o, in linguistica e filologia, una forma testuale ricostruita e non attestata.