Occupazione e autogestione scuola: funzionamento e guida

Di Marta Ferrucci.

Occupazione e autogestione a scuola: differenze, significato, funzionamento e rischi legali di entrambi i tipi di protesta. Cosa devi sapere

OCCUPAZIONE E AUTOGESTIONE SCUOLA

Cosa sono l'autogestione e l’occupazione a scuola e cosa si rischia con queste forme di protesta? Per prima cosa dobbiamo stabilirne le differenze: l’occupazione e l’autogestione, infatti, sono cose molto diverse.

  • L’autogestione scolastica è un programma alternativo alla classica attività didattica, in cui gli studenti gestiscono da soli i programmi scolastici durante quelle che sarebbero, invece, normali ore di lezione.
  • Con occupazione della scuola, invece, si intende una protesta in cui gli studenti occupano la struttura scolastica ed è, diversamente dall'autogestione, illegale.
Autogestione e occupazione scuola: cosa sono e come funzionano
Autogestione e occupazione scuola: cosa sono e come funzionano — Fonte: istock

AUTOGESTIONE SCOLASTICA: COME FUNZIONA

L’autogestione deve essere legittimata dal Preside: ciò vuol dire che prima di intraprenderla, è necessario rivolgere richiesta formale al dirigente della scuola. Deve avere un carattere scolastico, dovete cioè riuscire a dimostrare che con il vostro programma di autogestione riuscirete appunto a gestire in maniera autonoma iniziative e attività educative. Le iniziative devono essere portate avanti durante l’orario di lezione sempre all’interno dei locali scolastici.

Il Preside può rifiutare la vostra richiesta e dovrebbe darne motivazione scritta con valide argomentazioni a sostegno del suo rifiuto. Per non incorrere in problemi dovrete dimostrare di sapervi autogestire e di non intaccare in nessun modo i locali scolastici, in modo da dare prova della vostra maturità e delle vostre capacità di gestirvi autonomamente.

OCCUPAZIONE SCUOLA SIGNIFICATO

Diversa cosa è l’occupazione. L’occupazione è una protesta illegale in cui gli studenti manifestano un loro disagio occupando i locali scolastici. Alla base di tali manifestazioni ci sono spesso i diritti degli studenti: possono manifestare a causa di qualche nuova Riforma del Ministero dell’Istruzione che potrebbe penalizzarli, a causa dell’inadeguatezza delle strutture scolastiche (poche aule, mancanza di laboratori, spazi freddi etc.) o per un troppo rigido regolamento scolastico imposto dalla scuola.

OCCUPAZIONE SCUOLA CONSEGUENZE

Solitamente sono precedute da manifestazioni che rientrano nella legalità, come l'autogestione (vi ricordiamo che l’occupazione non è legale) che però non hanno trovato nessun riscontro. Prima di procedere con un’occupazione è necessario sapere perfettamente cosa aspettarsi e cosa si rischia a livello penale – e scolastico -.

OCCUPAZIONE SCUOLA COME FUNZIONA

Per giungere all’occupazione si parte alla votazione della stessa durante l’assemblea d’istituto e si procede per votazione pubblica (alzata di mano) o anonima (sistema dei biglietti). Una volta scelto di procedere con l’occupazione è necessario preparare un documento da inviare al Preside in cui si dichiarano i motivi della manifestazione e altre informazioni utili come durata e obiettivi. Si procede con il fare uscire tutti i professori e gli studenti dalle aule, interrompendo la normale attività didattica.

OCCUPAZIONE SCUOLA REATO

Occupare una scuola è un reato? Sì, ed è disciplinato dall’art. 633 del codice penale, ovvero "invasione arbitraria di immobile", e la pena può arrivare fino alla reclusione di due anni. D’altro canto è anche vero che l’occupazione è prima di tutto una manifestazione con cui gli studenti vogliono far sentire la loro voce, pertanto l’interpretazione del reato non è facile. Un altro aspetto importante da considerare è che, in particolar modo se la vostra protesta riguarda le strutture scolastiche e le dotazioni dell’edificio, è bene non lasciarsi andare a comportamenti che possono danneggiare la scuola. La sentenza della Cassazione 7084 ha però stabilito che impedire a compagni e insegnanti di entrare nell'istituto scolastico è reato di violenza priva e interruzione di pubblico servizio: leggi qui tutte le informazioni.

Come ci si comporta con preside, prof e personale ATA? Con i professori e il personale ATA bisogna sempre comportarsi con le buone maniere: se nel momento in cui li inviterete a uscire dall’edificio non vorranno farlo, potrete convincerli con gentilezza, spiegando loro le ragioni dell’occupazione della scuola. Attenzione alle possibili denunce da parte di insegnati o preside.

Come occupare scuola
Come occupare scuola

Molto spesso gli studenti che decidono di occupare vanno incontro a numerosi problemi, spesso anche nei confronti delle Forze dell'Ordine.  È bene quindi, prima di occupare una scuola, sapere esattamente come ci si deve comportare in modo tale da non trovarsi sprovveduti in caso qualcosa non vada per il verso giusto.

Insomma, autogestione e occupazione scolastica sono due cose ben diverse ed entrambe hanno una funzione di manifestazione e di protesta. In ogni caso il nostro consiglio è di usare molta prudenza ed evitare che la partecipazione a entrambe o anche una sola delle due possa penalizzare anche il vostro andamento scolastico.

COME FUNZIONA L'OCCUPAZIONE

Ecco un breve vademecum per sapere nel dettaglio come funziona l'occupazione di una scuola:

  • Iniziare l'occupazione
    Nel corso di un'assemblea d' istituto il rappresentante degli studenti oppure un gruppo consistente di studenti favorevoli all'occupazione verifica se la maggior parte di questi è favorevole ad un' occupazione oppure no.
    Può farlo per alzata di mano nel corso dell'assemblea stessa, oppure in forma anonima facendo scrivere ai presenti "sì" o "no" su appositi bigliettini.
    Quando si è sicuri che la maggior parte degli studenti è favorevole, si proclama l'occupazione e si invia al/alla preside un foglio in cui sono elencati i motivi dell'occupazione, la durata, gli obiettivi.
  • L'assemblea permanente
    Dopo la comunicazione al/alla preside si proclama "l'assemblea permanente" che si protrarrà per tutta la notte, fino al giorno successivo. In questa fase è importante essere non meno di 30 persone.
    La sera, quando il personale della scuola è uscito, gli studenti rimasti all'interno generalmente chiudono porte e cancelli con catene e quant'altro. Attenzione! Questo può costare una denuncia per violazione dell'art. 663 del codice penale, ovvero Invasione arbitraria di immobile.
    In teoria fino a quando non arrivano le Forze dell'ordine si può proseguire l'occupazione, dormendo a turno dentro la scuola.
  • Come ci si comporta con professori e personale ATA
    Quando arrivano i professori e trovano le porte chiuse gli viene comunicata che la scuola è occupata. Insomma resteranno fuori. È importante usare buone maniere e gentilezza, nella gestione delle persone e della scuola stessa. Non vanno provocati danni, va messa al bando l'inciviltà e fatto valere il principio che chi rompe paga.
  • Cosa fare in caso di denunce e reati
    Qualora qualcuno sporgesse denuncia (ad esempio il preside o un professore) i responsabili accusati dell'occupazione e di aver chiuso le porte della scuola subiranno un processo. Tuttavia la denuncia può essere ritirata da chi l'ha presentata, ad esempio un professore. Sarà diverso se oltre alla denuncia saranno state chiamate anche le Forze dell'ordine perché a quel punto spetterà a loro individuare i responsabili.
  • Occupare è reato o no?
    L'invasione di terreni o edifici, in diritto penale, è un delitto previsto e punito dall'art. 633 del codice penale (Invasione arbitraria di immobile) ai sensi del quale Chiunque invade arbitrariamente terreni o edifici altrui, pubblici o privati, al fine di occuparli o di trarne altrimenti profitto, è punito, a querela della persona offesa. Le pene si applicano congiuntamente, e si procede d'ufficio, se il fatto è commesso da più di cinque persone, di cui una almeno palesemente armata, ovvero da più di dieci persone, anche senza armi.
    Si discute se il reato cui all'art. 633 C.p. sussista anche nei casi di occupazioni di scuole o università. La giurisprudenza è orientata in senso negativo in quanto in tal caso non si ravvisa il dolo specifico previsto dalla norma perchè il fine di tali manifestazioni è individuato esclusivamente nel fare pressione alla controparte per l'accoglimento delle proprie istanze.
    Insomma, a voler essere cavillosi occupare una scuola o una facoltà universitaria è reato, ma l'interpretazione -e quindi l'applicazione- della legge dipende molto anche dal singolo giudice.