Come si fa un testo espositivo: scrittura e struttura

Come si fa un testo espositivo: scrittura e struttura A cura di Antonello Ruberto.

Testo espositivo o informativo, cos'è e come si fa? Caratteristiche e indicazioni per fare un testo espositivo, l'elaborato che ha lo scopo di fornire al lettore notizie.

1Cos'è un testo espositivo

Un esempio di testo informativo: la prima pagina del quotidiano "Il popolo d'Italia". Giornale fondato da Benito Mussolini nel 1914
Un esempio di testo informativo: la prima pagina del quotidiano "Il popolo d'Italia". Giornale fondato da Benito Mussolini nel 1914 — Fonte: getty-images

I testi espositivi, che vengono anche detti testi informativi, hanno lo scopo di dare al lettore notizie più o meno approfondite riguardo un avvenimento o a un fenomeno; rientrano tra i testi espositivi tanto gli articoli di giornale che descrivono fatti di cronaca, quanto le voci delle enciclopedie, i testi scolastici e quelli universitari.

Sono testi espositivi i libri di storia che parlano in maniera più o meno particolareggiata della caduta dell’Impero Romano o della battaglia di Waterloo, così come lo sono quelli di fisica o di chimica che spiegano le leggi di Newton o il comportamento degli atomi che formano le molecole. Sono testi espositivi anche le tesi di laurea e le ricerche scientifiche, e tutti quei testi che vengono scritti allo scopo di dimostrare il risultato di studi specifici o per supportare una determinata ipotesi.

Tutte queste tipologie di testo, che hanno argomenti e destinatari assai differenti, hanno però in comune la struttura compositiva e il fatto di dare al lettore informazioni su argomenti specifici sostenendo l’esposizione con l’utilizzo di dati certi.

La caratteristica centrale di questa tipologia di testo, infatti, è proprio il fatto di dare largo spazio all’uso di fonti e all’esposizione di dati, elementi oggettivi che contribuiscono a spiegare un fenomeno o un avvenimento (può essere il caso dei testi scolastici e degli articoli di cronaca) oppure supportano la tesi di fondo del testo (come nel caso dei testi di ricerca).

2Come si costruisce un testo espositivo

Esempio di testo espositivo: l'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert
Esempio di testo espositivo: l'Enciclopedia di Diderot e d'Alembert — Fonte: ansa

Il fatto di dare informazioni più o meno nuove, più o meno approfondite, ma comunque sempre supportate da dati certi accomuna tutti i testi espositivi. Dato che l’obiettivo del testo espositivo è quello di spiegare qualcosa è ovvio che questo debba essere organizzato in modo da essere il più chiaro possibile, un fine che si raggiunge osservando un preciso metodo di costruzione del testo e con l’uso di un lessico appropriato.

2.1L'ordine delle informazioni e l'uso delle fonti

Grosso modo i testi espositivi seguono un ordine di scrittura che può essere suddiviso in tre parti:

  1. introduzione;
  2. esposizione dei dati e argomentazione;
  3. conclusione.

All’introduzione spetta il compito di presentare per sommi capi l’argomento del testo: nel caso dell’articolo di cronaca questo può anche essere svolto dal titolo, mentre nella maggior parte degli altri casi questa si trova nei primi paragrafi del testo.

Per fare un esempio: un articolo di giornale dal titolo “Arrestato criminale vestito da clown” è già parecchio indicativo della notizia, mentre il paragrafo di un libro di storia dal titolo La battaglia di Waterloo dice praticamente nulla dell’argomento trattato. 

La seconda parte è solitamente quella più corposa e che richiede maggiore attenzione nella composizione. Questa contiene tutti quei dati e le fonti che costituiscono la vera ossatura del testo espositivo, poiché è su queste che si fonda la sua affidabilità e credibilità; grosso modo si può dire che il testo espositivo deve seguire la regola delle 5 W del giornalismo, ponendo però un’attenzione particolare alle domande sul dove e quando.

Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Newton. Frontespizio della prima edizione: 5 luglio 1687
Philosophiae Naturalis Principia Mathematica di Newton. Frontespizio della prima edizione: 5 luglio 1687 — Fonte: getty-images

È fondamentale in questa fase della scrittura saper riconoscere e distribuire i dati, le fonti, cioè i pilastri argomentativi del discorso secondo una gerarchia che parte dalle informazioni generali, o da quelle più importanti, per discendere poi a quelle particolari o accessorie;

inoltre in questa fase bisogna fare attenzione nel selezionare le informazioni avendo cura di eliminare quelle superflue per non creare un testo confusionario.

Ovviamente la gerarchia delle informazioni dev’essere funzionale all’obiettivo del testo, ad esempio il testo di storia che vuol raccontare la battaglia di Waterloo dovrà anzitutto partire da una descrizione del contesto storico e politico prima di illustrare gli schieramenti in campo, ma può tranquillamente tralasciare la descrizione dell’abbigliamento di Napoleone, mentre l’articolo di giornale che riporta l’arresto di un malvivente vestito in maniera sgargiante deve porre l’accento sul vestiario dell’arrestato ma può tralasciare la situazione politica del Paese.

L’ultima parte, la conclusione, è quella dove tutte le informazioni raccolte nella fase precedente vengono sintetizzate per esporre il risultato delle ricerche o comunicare le conclusioni a cui portano i dati esposti.

2.2Il destinatario, il lessico e lo stile

Lessico e stile sono altri due aspetti fondamentali del testo espositivo. Si deve sempre adottare uno stile semplice che sul piano sintattico risulti il più chiaro possibile. È fondamentale, inoltre, sottolineare il legame tra i diversi periodi ed enfatizzare la consequenzialità nelle varie fasi dell’esposizione, per questo motivo il testo espositivo è ricco di avverbi, congiunzioni e preposizioni.

Inoltre deve trasmettere al lettore l’idea di certezza e di oggettività, motivo per cui viene usato il tempo presente indicativo e anche le considerazioni di tipo personale vanno rese nella maniera più neutra possibile e poco marcata, motivo per cui è consigliabile l’uso del tono impersonale.

Differentemente il lessico va invece sempre modulato in relazione al lettore modello del testo, cioè il pubblico per cui il testo viene scritto e pensato.

In altre parole: si può scrivere un libro per bambini dove si spiega perché la luna ruota intorno alla terra, e la terra intorno al sole, ma se questo contenesse termini tecnici e le equazioni di Newton diverrebbe incomprensibile per dei lettori di piccola età.

Al contrario, un testo destinato a essere letto da altri fisici deve avere un approccio preciso e assai rigoroso: questa fondamentale differenza distingue i testi divulgativi, che hanno cioè l’obiettivo di insegnare una materia e sono perciò abbastanza semplici, dai testi specialistici, rivolti a chi invece padroneggia la materia.

Nei testi specialisti, inoltre, si utilizza un linguaggio specifico o settoriale, cosa che può rendere potenzialmente incomprensibile un testo se letto da persone non avvezze a una terminologia specifica; ad esempio: in un libro di storia della letteratura l’aggettivo cortese si riferisce probabilmente a una corrente letteraria duecentesca piuttosto che alla gentilezza di qualcuno, mentre è facile ritrovare nei testi scientifici parole o termini propri di una disciplina e che devono essere usati con attenzione se si vuole scrivere un libro destinato a chi si approccia per la prima volta a quella materia.

2.3Le strutture logiche

Quale che sia il suo argomento o il destinatario, il testo espositivo deve avere una costruzione che ne evidenzi la struttura logica, i ragionamenti di base che rendono credibile l’intero discorso e le sue conclusioni. Si possono individuare diversi tipi di struttura: 

  • struttura logica: l’argomento viene trattato sulla base di un ragionamento causa-effetto, si enunciano le premesse, vengono elencati i dati a disposizione in modo da giustificare le conclusioni;
  • struttura cronologica: è quella più usata nei testi storici, dove vengono dapprima affrontate le premesse di un determinato evento, poi l’evento in sé e le sue conseguenze;
  • struttura problema/soluzione: il tema del discorso viene smontato e analizzato in tutte le sue parti, e ciascuna di esse viene letta come un problema cui si danno una o più soluzioni.

3Come si analizza un testo espositivo

Le strutture e i modelli compositivi che possono essere utilizzate sono comunque più ampie e complesse di quelle qui indicate per sommi capi, e la loro scelta dipende tanto dall’argomento trattato quanto dal pubblico cui ci si vuole rivolgere.

Per analizzare un testo espositivo diventa perciò essenziale prestare particolare attenzione alla costruzione argomentativa, cioè a come i temi vengono presentati e al modo in cui le tesi vengono supportate e le diverse posizioni vengono affrontate e giustificate e, infine, se le conclusioni sono coerenti con i propositi iniziali e con i dati forniti.

Non bisogna dimenticare che l’obiettivo di un testo informativo è proprio quello di veicolare notizie, di esporre una tesi o di metterle in discussione, la procedura logica, perciò, dev’essere evidente e l’esposizione dei dati chiara e lineare. Se queste condizioni non sono rispettate il testo diventa oscuro e manca lo scopo di fornire al lettore un’informazione esauriente e dettagliata.

4Ascolta il podcast sul testo argomentativo: cos'è e come si fa

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