Come scrivere un tema sull'identità sessuale e la questione di genere

Come scrivere un tema sull'identità sessuale e la questione di genere A cura di Vincenzo Lisciani Petrini.

Come fare un tema sull'identità sessuale e la questione di genere. Informazioni di base, spunti da cui partire, riflessioni. Uomini e donne si nasce o si diventa?

1Introduzione

La foto ritrae un giovane che sventola la bandiera arcobaleno, simbolo del movimento LGBT
La foto ritrae un giovane che sventola la bandiera arcobaleno, simbolo del movimento LGBT — Fonte: getty-images

«La sessualità è un argomento molto complesso, sul quale esiste anche un “conflitto di interpretazioni”. È un campo oscuro, profondo, magmatico, difficilmente definibile. È una parte dell’esistenza dove entrano particolarmente in gioco il subconscio (e l’inconscio?), dove le spiegazioni razionali possono trovare, nei singoli ma anche nei gruppi sociali e nelle culture, una resistenza interiore che non si lascia convincere. Ciò è dovuto anche al fatto che ci sono certamente dentro di noi caverne oscure e labirinti impenetrabili». (Card. Carlo Maria Martini, Credere e conoscere

Per scrivere un tema sulla questione di genere e sull’identità sessuale ci vuole intanto una preparazione di base. Le informazioni che troverai qui sono minime rispetto a quanto servirebbe perché il dibattito incalza e ci sono tante posizioni a riguardo, spesso inconciliabili tra loro. 

Dunque, cominciamo con il chiederci alcune cose

  1. Uomini o donne si nasce o si diventa?
  2. Identità e uguaglianza sono la stessa cosa?
  3. Che cosa penso quando sento nominare la parola «gender»?
  4. Mi sono mai sentito/a discriminato/a in quanto ragazza o ragazzo?
  5. Mi sono mai comportato/a in un modo solo perché ritengo appartenga al tipo di comportamento inerente al mio genere?
  6. Quando parli con una persona con un orientamento sessuale diverso dal tuo, ti senti a disagio?

2Sessualità e identità di genere: glossario per affrontare meglio il tema

Cominciamo da un glossario, che può aiutarci a capire meglio a fare chiarezza, giacché fare chiarezza è l’elemento più importante in questo ambito. 

  • Identità sessuale
  • Eterosessualità
  • Gender
  • Genere
  • Bisessualità
  • Omosessualità
  • Pansessualità
  • Identità di genere
  • Intersessualità
  • LGBT, LGBTQAI, LGBTQ+
  • Queer
  • Transgender
  • Transessualità
  • Genere non binario
  • Genderqueer, gender fluid, agender

3Sesso biologico, genere (gender), orientamento sessuale

Ritratto di donna transgender
Ritratto di donna transgender — Fonte: getty-images

È molto facile confondere tre piani del discorso: sesso biologico, genere (gender), orientamento sessuale. Per cui cominciamo con questo distinguo che ti aiuterà a capire meglio i termini del confronto e ad analizzare il tema in modo più corretto, in linea con il dibattito contemporaneo. Partiamo da un articolo de Il Post del 2017.

Quando un bambino nasce gli viene assegnato un sesso – maschio, M, o femmina, F – in base ai suoi organi genitali esterni, cioè pene e testicoli da un lato, vulva dall’altro. Un tempo con “sesso” si indicavano anche altre qualità di una persona, attinenti al suo comportamento e non solo alla forma del suo corpo. Poi a partire dagli anni Cinquanta e Sessanta la ricerca psichiatrica, sociologica e antropologica americana ha cominciato a usare il termine “genere” per distinguere i due aspetti. Oggi con la parola “sesso” ci si riferisce esclusivamente all’anatomia di una persona, mentre con “genere” si indica sia la percezione che ciascuno ha di sé in quanto maschio o femmina (cioè l’identità di genere), ma anche il sistema socialmente costruito intorno a quelle stesse identità (cioè il ruolo di genere). Molte persone nascono e crescono in una condizione di discontinuità tra sesso e identità di genere: per esempio ci sono – e ci sono sempre state – persone che sono anatomicamente donne ma si sentono uomini, oppure né donne né uomini, oppure donne in alcuni periodi e uomini in altri. Per venire incontro ad alcune di queste persone alcuni paesi hanno introdotto diverse varianti di “terzo genere” per identificare le persone. (…) Una cosa da tenere presente è che però la visione di sesso, identità di genere e orientamento sessuale non è univoca, anche tra chi giustamente distingue i tre concetti. Come spiega Lorenzo Bernini, che insegna filosofia politica e sessualità all’Università di Verona e dirige il Centro di ricerca PoliTeSse (Politiche e Teorie della Sessualità), in Le teorie queer, si tende ancora a considerare sesso, identità di genere e orientamento sessuale come tre categorie in cui ci sono due opzioni da scegliere, cioè M/F, uomo o donna, “mi piacciono le donne” o “mi piacciono gli uomini”. In realtà le cose sono molto più complicate, secondo molti studiosi di varie discipline. Per Bernini, «il sistema classificatorio sesso-genere-orientamento sessuale è dunque imperfetto, insufficiente e contraddittorio»

La distinzione è necessaria perché è molto facile liquidare il discorso con superficialità, basandoci solo sull’impressione esterna che abbiamo, senza scavare e cogliere così i diversi aspetti della questione. È evidente che tutto il discorso poggia fortemente anche sulla nostra personalità e sul nostro peculiare rapporto con la fisicità – il corpo insomma, che è il nostro primo modo di stare al mondo.

Come diceva Leopardi, noi siamo innanzitutto il corpo e percepiamo e viviamo attraverso di esso. Mentre i nostri pensieri possono nascondersi dentro di noi, mentre i nostri più profondi afflati spirituali possono vagare fino alle stelle, il corpo resta sempre in vista e non può nascondersi mai.

Però un discorso non deve mai esaurirsi solo in noi stessi ma deve sempre tentare di andare verso il prossimo, creando un atteggiamento inclusivo.

4Esperienze personali sui comportamenti attribuiti ai due generi

L’esperienza personale può essere un ottimo spunto per iniziare, specialmente in un tema come questo dove l’aspetto soggettivo è ineludibile perché – come sostiene appunto il Cardinale Martini – ognuno si trova davanti a un labirinto di scelte e subisce anche le scelte degli altri quando si parla di sessualità.

Se svolgere un tema su un argomento così complesso richiede di mettersi in gioco, parto da un episodio personale e ti consiglio di fare la stessa cosa anche nel tuo tema. Mi appoggio a Zerocalcare e alla sua serie «Strappare lungo i bordi» (Serie Netflix) in cui Zero, omonimo alter-ego dell’autore, deve cambiare la ruota della sua macchina e in quanto maschio deve saperlo fare di default. Ma non sa farlo e va nel panico, e sente questo fatto come una inadeguatezza, come un attacco alla sua virilità. Ecco a me non è successo con il cambiare le ruote della macchina, ma mi capita con parcheggi difficili: se c’è qualcuno in macchina, mi sento come obbligato a saper fare quel parcheggio, per il solo fatto che sono un uomo e quindi devo saper guidare la macchina «perché è tipico degli uomini saper guidare la macchina» altrimenti vuol dire che «guido peggio delle donne».

Possiamo prendere altri esempi: non saper fare sport, non saper correre con la moto o con la macchina, non avere un fisico virile. La lista è lunga ed è un buon preludio per capire che tutti questi stereotipi messi insieme formano una mascolinità tossica che impedisce o falsifica l’incontro con l’altro. 

Nonostante si sia biologicamente maschi e femmine, la società propone però cose da maschi e cose da femmine (come i colori, i giochi, i mestieri, le attitudini, etc.) che sono evidentemente costrutti culturali.

Norme che prendiamo per buone senza pensare davvero di poterle cambiare. Se non sai cambiare una ruota della macchina, non sei un uomo.

Anche nelle donne gli stereotipi di genere sono molti e sono invasivi della propria libertà personale creando conflitti e lacerazioni che si riversano sul carattere, sui comportamenti e sul corpo.

Su tutti il modo di vestire che è oggetto di giudizi e anche di alibi da parte di chi si vuole fare preda. 

E che dire degli stereotipi sulle persone omosessuali e sulle persone transessuali e di tutte le identità e orientamenti che ancora sono percepiti come strani?

Sono tantissimi e per smontarli ci vorrà molto tempo e molto ascolto, vincendo molti sospetti e paure. Non credo ci siano cose che in assoluto si possano attribuire all’uno o all’altro genere. Esistono diversità e unicità che possono benissimo adattarsi a tante situazioni. 

5La sessualità e l’educazione dei figli

Drusilla Foer al Festival di Sanremo 2022
Drusilla Foer al Festival di Sanremo 2022 — Fonte: getty-images

Certo questo crea un problema: il rosa o l’azzurro? Bambola o trenino? Subito attribuiamo giochi a caratteristiche sessuali perché si è fatto sempre così. E magari tante volte va anche bene perché il bambino e la bambina vogliono esattamente quel gioco.

Tuttavia si può ampliare il parco giochi e dare più spazio alla varietà, cercando di accogliere più elementi senza contribuire a rimarcare il costrutto sociale. Però, anche qui, non è facile.

Si tratta di ripensare delle strutture e dei comportamenti. Educare una nuova comunità di persone a rinunciare a tutti quei costrutti sociali che si basano di fatto su di una visione univoca della realtà (patriarcale perlopiù) non ha vita facile perché il cambiamento ha una regola: non se ne possono prevedere le conseguenze e questo crea ansia nei genitori che devono educare i bambini alla scoperta di sé stessi in un panorama in rapido cambiamento. Una sfida non facile, su cui si deve riflettere bene. 

L’educazione, il dialogo nel rispetto reciproco e lo studio (tutti aspetti ugualmente importanti) dovrebbero avere il primo posto.

Drusilla Foer, alias dell’attore Gianluca Gori, alla ribalta in Sanremo 2022 ha in fondo ribadito proprio questo, attraverso le sue parole che, proprio in quanto maschera, hanno avuto una maggiore rilevanza.

Il suo monologo a Sanremo ha spiazzato tutti mostrando come il sospetto e la paura di aprirsi con le proprie fragilità sia difficile. 

6L’orientamento sessuale: eterosessualità, omosessualità, pansessualità, asessualità

Stop alla violenza e all'omofobia
Stop alla violenza e all'omofobia — Fonte: getty-images

Diverso dall’identità sessuale è l’orientamento sessuale, verso cui c’è da sempre l’attenzione di tutti. Si dà per scontata che biologicamente la condizione normale sia l’eterosessualità in quanto più diffusa, ma ci sono molti altri orientamenti come l’omosessualità (gay e lesbismo), ma gli orientamenti come l’identità risentono della fluidità con cui il mondo cambia.

Rifletti bene su questo. Parlare di normalità e anormalità può portare a una visione spezzata di ciò che ci circonda. Mettendola in discussione vedrai che la normalità può avere sfaccettature più interessanti. Su questo aspetto devi interrogarti in modo ineludibile.

Per quanto riguarda l’omosessualità, ad esempio, possiamo dire che vige ancora oggi un astio che genera continua diffidenza. Sono frequenti le discriminazioni e quindi anche l’omofobia nasce in buona parte dalla paura di un confronto che ci costringerebbe a ridisegnare alcune linee di identità che abbiamo tracciato dentro di noi. 

C’è anche però chi è attratto dalle persone indipendentemente dal loro sesso e dal loro orientamento (pansessuali), non riconoscendosi in un binarismo M/F. 

E ci sono anche – e questo ti stupirà – le persone che non provano alcuna attrazione sessuale. Può essere? Sì, certo che sì. Consulta il glossario per farti un’idea più precisa. Cerca di arrivare all’elasticità, sforzandoti di fare posto al pensiero dell’altro perché si tratta comunque di comprendere. 

7Omofobia e bullismo

La paura genera violenza perché tutto ciò che differisce dalla norma ci mette in crisi e la soluzione più semplice è distruggerlo. Il bullismo contro le persone omosessuali e transessuali è da stigmatizzare sempre e comunque, come qualunque forma di violenza.

Questa violenza nasce in buona parte dalla paura di capire e accettare l’altro, perché si crede di correre il rischio di vedere la realtà davanti noi spezzarsi. Per vincere l’omofobia e il bullismo, occorre una cultura del rispetto, impartita già da piccoli.

8Le persone transessuali e lo sport: il problema del sesso biologico

Joanna Harper
Joanna Harper — Fonte: getty-images

Il problema del sesso e della discrepanza con il genere ha un peso rilevante quando si parla di sport. Infatti una persona biologicamente di sesso maschile che voglia diventare di sesso femminile poiché si sente donna, manterrà una struttura corporea mascolina e quindi anche degli indici di massa muscolare diversi da quelli femminili.

Nello sport questo ha delle conseguenze che sono tuttora oggetto di dibattito molto acceso. È un punto su cui devi riflettere perché, come vedi, è nelle cose più pratiche, quasi banali come far sport, che emergono tutte le discrepanze e le zone grigie di questo argomento.  

Ti propongo uno stralcio di intervista fatta da Medscape al medico sportivo Joanna Harper, lei stessa donna trans, per capire che cosa la scienza ha scoperto finora sul tema. Harper ha fornito consulenza al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e ad altri organismi sportivi sul tema genere e sport

In che modo altri potenziali vantaggi come la massa magra e la forza sono influenzati dalla transizione farmacologica? 

La massa magra e la forza sono meno influenzate dell'emoglobina, ma in realtà non abbiamo studi sugli atleti trans. La mia revisione, come quelli di altri, ha esaminato gli studi condotti sui non atleti. Una delle cose importanti da notare è che, anche prima di iniziare la terapia ormonale, le donne trans in questi studi erano sostanzialmente meno forti degli uomini cis. Dico in modo del tutto informale che, come gruppo di popolazione, le donne trans preferirebbero morire di fame per sembrare delle modelle piuttosto che mettere su muscoli per essere atlete. Ma questa è la popolazione esaminata dagli studi: non sono state studiate le donne trans attive nello sport. Abbiamo scoperto che le donne trans non hanno perso molta forza o massa magra, ma probabilmente non le avevano sviluppate neppure prima di iniziare la terapia ormonale. Quanto sia applicabile questa scoperta agli atleti trans è oggetto di discussione. Non c'è assolutamente alcun dubbio nella mia mente sul fatto che le donne trans manterranno vantaggi di forza rispetto alle donne cis, anche dopo la terapia ormonale. Questo si basa sulla mia esperienza clinica, piuttosto che sui dati pubblicati, ma io non ho dubbi. 

9Spunti di riscatto attraverso la narrazione

Donne manifestano per la parità dei diritti
Donne manifestano per la parità dei diritti — Fonte: getty-images

Non riusciamo a immaginare di studiare a scuola un’opera letteraria che parli apertamente di un amore omosessuale, di omofobia, che abbia un protagonista trans e altro.

L’interesse sta nascendo proprio adesso e sulla scia di una nuova narrazione del femminile, che ha nei movimenti femministi una spinta fortissima, si stanno riscoprendo tante scrittrici fondamentali e la narrazione sta diventando un modo per demolire alcune pratiche e regole assai discutibili ereditate dal patriarcato (da cui derivano tanti altri problemi).  

Le persone con orientamenti distinti dall’eterosessualità stanno via via facendo conoscere il loro immaginario, le loro aspettative, il loro stile di vita proprio attraverso la narrazione che rappresenta una prima forma di conoscenza e di familiarità con questo mondo. 

Nella letteratura ci vorrà forse più tempo, ma intanto nelle serie televisive le cose stanno progredendo più velocemente. Anche le pubblicità in televisione stanno cambiando, facendosi più inclusive in stile LGBTQ+

10La posizione della Chiesa sulla sessualità

La Chiesa nel tempo ha dovuto fare i conti con il cambiamento creatosi intorno alla questione del sesso e del genere e Papa Francesco ha dato l’idea di una certa apertura in altri tempi impensabili.   

La Chiesa cattolica mette i paletti davanti all'«ideologia del gender» con un documento vaticano pubblicato della Congregazione per l’Educazione cattolica. La richiesta è un invito alla società civile a non imporre un pensiero unico e a preferire percorsi di accompagnamento nel rispetto delle scelte dei singoli.   

Nel documento si ribadiscono che le teorie gender rappresentano «un processo progressivo di allontanamento dalla natura» un atteggiamento che conduce «identità sessuale e famiglia» alle dimensioni della «liquidità» che Bauman aveva appunto teorizzato, estranea alla dottrina della Chiesa. La posizione è netta, ma permette se non altro un dialogo. Bisogna quindi studiare.   

Come è detto nel documento: «È infatti evidente che senza una chiarificazione soddisfacente dell’antropologia su cui si fonda il significato della sessualità e dell’affettività non è possibile strutturare in modo corretto un percorso educativo coerente con la natura dell’uomo come persona, al fine di orientarlo alla piena attuazione della sua identità sessuale nel contesto della vocazione al dono di sé. E il primo passo di questo chiarimento antropologico consiste nel riconoscere che «anche l’uomo possiede una natura che deve rispettare e che non può manipolare a piacere». È questo il fulcro di quella ecologia dell’uomo che muove dal «riconoscimento della peculiare dignità dell’essere umano» e dalla necessaria relazione della sua vita «con la legge morale inscritta nella sua propria natura». (Punto numero 30). 

11Svolgimento del tema sulla questione di genere e sull’identità sessuale

Mi sembra che ci sia molto materiale, quindi ricapitoliamo. 

  • Parti dalle domande che ti aiutano a cogliere la tua visione personale della questione.
  • Leggi bene i documenti e cerca di metterti nei panni di ciascuno, capendo come la grande sfida di frontiera della modernità poggi in particolare su questo argomento.
  • Scrivi una scaletta accurata e cerca di dialogare con di diversi punti di vista per tentare di creare un ponte tra le varie posizioni.

12Le guide per svolgere gli altri temi

Devi svolgere altri temi? Di seguito trovi le guide di Studenti.it con tutti i consigli per sviluppare un elaborato che stupisca i professori: