Diventare stilista: i consigli per entrare nel mondo della moda

Di Redazione Studenti.

Maria ha 23 anni e studia per diventare stilista. Ecco la sua storia e qualche consiglio: quale scuola frequentare, come muovere i primi passi

COME DIVENTARE STILISTA

Come diventare stilista
Come diventare stilista — Fonte: istock

Il mondo della moda esercita da sempre un certo fascino sugli appassionati delle passerelle. Così, parallelamente al lavoro di modelli, molti ragazzi una volta usciti dalle superiori cercano la strada per diventare stilisti.

Per capire come iniziare a muovere i primi passi in questo mondo, abbiamo chiesto a Maria (nome di fantasia, ndr), 23 anni, di raccontarci la sua storia e dare qualche consiglio agli aspiranti stilisti.

Allora, come diventare stilista?

PER DIVENTARE STILISTA CHE SCUOLA BISOGNA FARE?

Una volta conseguito il diploma al liceo classico, Maria si è iscritta all’istituto Marangoni, un’università privata specializzata nel design, i cui corsi sono articolati su diverse discipline (tra cui graphic design, fashion design, fashion styling, product design, fashion marketing). Maria ha scelto il ramo di fashion design, la parte relativa al disegno, disciplina che ha sempre amato. Qui ha potuto frequentare vari corsi: storia dell’arte, storia del costume, graphic design e modellistica (dove ha imparato a disegnare cartamodelli per creare abiti veri e propri), corsi grazie ai quali si è potuta perfezionare sotto ogni punto di vista.

COME DIVENTARE FASHION DESIGNER

Dopo tre anni di studio Maria ha ottenuto la laurea triennale in fashion design in seguito alla quale è stata organizzata una sfilata con le creazioni dei 40 studenti più promettenti. Così ha potuto sfilare con 4 outfits creati da lei, una vetrina non indifferente: “sono anche stata su Vogue Talents, Elle Germania e i miei abiti sono stati richiesti per un sacco di shooting che sono stati pubblicati in abbinamento ad altri capi di altri designer su riviste come Metal, Id-Magazine e Love Magazine”.

Dopo questa esperienza Maria non si è decisamente fermata. Tramite l’istituto Marangoni ha iniziato a inviare curricula in varie aziende di moda e contemporaneamente a partecipare ad alcuni concorsi per borse di studio per l’ambito “accessori”, dal momento che la strada che vorrebbe intraprendere è quella di designer di scarpe.

A ottobre dello scorso anno ha vinto un master in accessori e gioielli. In attesa dell’inizio del master Maria ha continuato a darsi da fare: nell’estate antecedente al master ha difatti svolto piccoli lavori su commissione come illustratrice per Versace e Jil Sander.

LAVORARE COME STILISTA

Successivamente ha iniziato a lavorare sotto contratto per un’azienda inglese come junior designer, presso l’ufficio stile donna: “è davvero una grande soddisfazione: sto lavorando, imparando e viaggiando moltissimo. Lavoro a stretto contatto con il designer e con una coordinatrice di collezione che ha un sacco di esperienza avendo lavorato a lungo con Miuccia Prada, Valentino, Brioni e Riccardo Tisci” dice Maria, e aggiunge: “è un’esperienza gratificante perché è ciò che ho sempre voluto fare fin da piccola e pian piano, anche se con sacrificio e fatica, ci sto riuscendo”.

Il lavoro è tantissimo e la quantità di ore che spendo correndo da una parte all'altra è spesso massacrante. Ci sono periodi in cui non esistono notti, week-end, festività ma non mi pesa più di tanto perché mi fa stare bene sapere di realizzare a piccole dosi l'obiettivo verso il quale punto da una vita”. Bisogna dunque mettere in conto che l’impegno richiesto per riuscire in questo campo è molto elevato; occorre essere disposti a rinunce non sempre facili, soprattutto a 23 anni, rinunce possibili solo per chi ha veramente voglia di affermarsi nel settore della moda. Il consiglio che Maria dà alle persone che come lei stanno cercando di porre le basi per il proprio futuro è quello “di non lasciare mai che la paura di perdere o sbagliare impedisca di partecipare e di lottare in ciò in cui si crede perché, è vero, tante volte la fortuna fa il suo gioco ma sono sempre più convinta del fatto che siamo noi gli artefici del nostro destino. Bisogna pazientare essere umili e tante volte saper abbassare la testa”.

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