Tecnico di museo, curatore e conservatore: chi è, cosa fa e come diventarlo

Come diventare tecnico di museo, curatore e conservatore museale: guida al percorso di studi e alle responsabilità di questi tre ruoli

Tecnico di museo, curatore e conservatore: chi è, cosa fa e come diventarlo
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Guida completa per diventare tecnico di museo, curatore e conservatore

Come diventare tecnico di museo
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Il mondo dei musei è alquanto ricco di professioni. Si tratta infatti di una macchina alquanto complessa, che necessità di svariati ingranaggi per funzionare al meglio. In questo articolo ci soffermeremo però su alcuni impieghi nel dettaglio, spiegando il percorso da seguire per riuscire a raggiungere tali qualifiche. Ecco, dunque, come diventare tecnico di museo, curatore e conservatore.

Al di là di quelle che possono essere delle abilità da curriculum personali, gli iter formativi tendono a essere gli stessi: occorre aver frequentato dei Corsi di laurea in Beni Culturali, dei Corsi di Laurea in Arte, dei Corsi di laurea in Lettere o dei Corsi di Laurea in Architettura.

Cosa fa un tecnico di museo e quanto guadagna

La figura del tecnico di museo è molto versatile, il che si traduce nel possedere numerose abilità. Si tratta di un esperto in tutela, fruibilità del patrimonio culturale e organizzazione dello stesso. Il ventaglio delle sue attività comprende tanto la custodia dei beni presenti all’interno della struttura museale, in mostra o in deposito, quanto la loro esposizione.

Ecco una panoramica sintetica delle attività di un tecnico di museo su base quotidiana:

  • organizzazione e supervisione della movimentazione delle opere;
  • gestione dei rapporti con enti pubblici, soggetti privati e referenti scientifici;
  • catalogazione di tutti gli oggetti in esposizione, in deposito e in prestito;
  • coordinazione delle attività connesse all’accoglienza del pubblico;
  • predisposizione del materiale informativo;
  • organizzazione di visite guidate;
  • organizzazione interventi di restauro.

Quanto descritto può ovviamente mutare a seconda del museo presso il quale si è impegnati. Le dimensioni e la rilevanza della struttura fanno tutta la differenza del caso in questo campo professionale. Ciò vuol dire che anche lo stipendio è alquanto variabile. In media la fascia retributiva di un tecnico da museo oscilla tra i 900 e i 3.000 euro mensili. Ciò dipende principalmente dall’esperienza accumulata.

Come diventare un tecnico di museo: percorso formativo

È bene precisare come non esista una regolamentazione normativa della figura professionale del tecnico museale. Ciò vuol dire non poter ottenere un titolo specifico e non rientrare in alcun albo, nonostante la crucialità del ruolo.

Si può dire come a rendere un tecnico di museo tale non sia il titolo di studi ottenuto quanto l’accumulo del bagaglio di competenze adeguato, insieme alle conoscenze tecniche sviluppate. A una buona dose di cultura generale devono affiancarsi conoscenze più specifiche nei seguenti campi: arte, storia, archeologica e aspetti giuridici del diritto d’autore.

Sarebbe il caso di muovere i primi passi con un diploma artistico, precisando come non sia un requisito essenziale per l’incarico. Rappresenta però un percorso in grado di garantire buona parte del bagaglio culturale indicato in precedenza.

Trattandosi di una professione non regolata sotto l’aspetto normativo, un iter di studi specifico non c’è, il che da un lato non pone paletti specifici in fase di candidatura. Esistono però alcune facoltà in grado di offrire delle basi lavorative ideali nel mondo dei beni culturali. Sguardo rivolto soprattutto agli indirizzi umanistici.

La scelta dovrebbe ricadere su una laurea in Lettere che abbia nel suo programma materie meno canoniche rispetto alla concezione classica. Prima di iscriversi sarebbe il caso assicurarsi che vi sia un focus sulla comunicazione culturale e la diffusione della conoscenza. Al tempo stesso, però, che si affianchino arti e archeologia nel piano degli esami, come garantito ad esempio dall’Università degli studi di Ferrara.

Cosa fa un curatore museale e quanto guadagna

Al curatore museale è richiesto di progettare, organizzare e soprattutto ideare una mostra o un allestimento. Le sue competenze professionali gli offrono inoltre la possibilità di gestire la comunicazione di supporto a un dato evento, realizzandone i dettagli o organizzandone il flusso.

Ha la necessità di confrontarsi con il committente, definendo tematiche e contenuti dell’esposizione o della mostra, individuando al tempo stesso gli artisti, qualora necessario. Al tempo stesso sarà suo compito studiare delle possibili fonti di finanziamento e procedere alla messa in moto della predisposizione del budget necessario.

A ciò si aggiungono la progettazione della struttura del catalogo, dei materiali didattici e divulgativi e del percorso espositivo. Un lavoro colmo di responsabilità, che richiede l’applicazione di un’ampia serie di abilità sviluppate e arricchite nel corso degli anni. A seconda del proprio livello, lo stipendio è generalmente compreso tra 1.148 e 3.566 euro.

Come diventare curatore museale: percorso formativo

Iniziamo col dire che un curatore museale dovrebbe vantare una conoscenza decisamente ampia in differenti campi. Ciò comprende la storia dell’arte e l’arte in generale, con declinazioni che vadano ben oltre il mondo classico. A ciò si aggiungono abilità differenti ma altrettanto importanti. Si parla di conservazione dei beni culturali e gestione museale. Considerando quanto spiegato in precedenza, sul fronte delle mansioni da svolgere, è facile comprendere quanto sia rilevante anche il comparto comunicazione e marketing.

Il primo passo, dunque, al netto di specializzazioni successive, è quello di una laurea triennale in Beni Culturali. A ciò occorre aggiungere, in seguito, l’ottenimento di un titolo di laurea magistrale in Beni Culturali. Da sottolineare però come alcuni soggetti prediligano l’Accademia delle Belle Arti, con indirizzo di comunicazione e didattica dell’arte. Occorre sapere infatti come ormai i titoli rilasciati da tale istituto siano equipollenti a una laurea. Un primo livello equivale a una triennale e un secondo livello a una magistrale.

L’elenco delle competenze di un curatore museale è però molto ampio. Ciò vuol dire che tale percorso offre le necessarie basi per iniziare e “farsi le ossa”. Per ulteriori scatti di carriera e ambizioni che riguardino strutture di gran pregio e magari impieghi all’estero, si consiglia di studiare l’offerta nazionale e internazionale di Master.

Cosa fa un conservatore museale e quanto guadagna

Quella del conservatore museale non è di certo la figura meno nota delle tre esposte in questo articolo. Si occupa letteralmente della conservazione dei beni esposti e a deposito, così come della loro sicurezza.

Ne è responsabile e ha anche il compito di valorizzare al meglio possibile le esposizioni affidate alle sue cure.

In alcuni casi può occuparsi della struttura museale ma, solitamente, gli viene affidata una specifica sezione da curare nel dettaglio.

Deve dunque raccogliere, conservare, ordinare ed esporre opere e oggetti dal valore artistico, storico, etnico e scientifico. Il tutto nel rispetto di specifiche legislazioni di livello nazionale e internazionale, atte a proteggere e valorizzare i beni culturali e artistici esposti. Deve inoltre predisporre dei programmi per la divulgazione del patrimonio in custodia. A fronte di tali responsabilità, il guadagno di un conservatore museale di livello base è di circa 1.760 euro mensili. Un senior può invece ambire a circa 2.200 euro mensili.

Come diventare un conservatore museale: percorso formativo

La base formativa di un curatore museale è la stessa necessaria per un tecnico e un curatore. Ognuno di questi professionisti, però, deve aggiungere delle specifiche abilità attraverso corsi di specializzazione o Master.

Il sistema scolastico italiano offre nello specifico una laurea in Conservazione dei Beni Culturali, che è di certo ideale per tale figura. Come detto, però, specializzarsi consente di individuare con maggior facilità il proprio spazio in questo campo, generalmente ricco di professionisti, a fronte delle effettive posizioni disponibili.

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