Come diventare pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio

Formazione universitaria e carriera per pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio.

Come diventare pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio

Pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio: formazione e punti in comune

Gli ambiti di studio di coloro che vogliono intraprendere le professioni di pianificatori, paesaggisti e specialisti del recupero e della conservazione del territorio hanno molte cose in comune, così come delle differenze sostanziali in campo specialistico.

Questi esperti del settore sul tessuto urbano e paesaggistico del nostro territorio, affrontano materie simili nei loro corsi di laurea (spesso in comune per la triennale) ma con approcci diversi, in particolare nella magistrale. Approfondiamo la formazione e il ruolo professionale di ogni singolo ambito lavorativo.

Come diventare pianificatori territoriali: formazione

La formazione di un pianificatore territoriale avviene attraverso un corso di laurea specifico. Le materie oggetto di studio sono Fisica applicata, Informatica, Geometria, Analisi matematica, Geologia, Zootecnica e Urbanistica. Si tratta di una facoltà interdisciplinare, dove sono vari i campi di studi che si intrecciano per una formazione completa dello studente.

I corsi di laurea in Pianificazione territoriale sono spesso comuni con quelle delle altre discipline che vi andremo ad illustrare, e sono Scienze della Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Paesaggistica e Ambientale e Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale. La prima è una laurea triennale, mentre la seconda una magistrale. Dunque, è questo l’iter universitario consigliato per diventare pianificatori territoriali.

Di cosa si occupa un pianificatore territoriale

Nel nostro paese la figura professionale del pianificatore territoriale è relativamente recente, e si può esercitare previa iscrizione all'ordine. Questa è subordinata al superamento dell'apposito Esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione.

Le sue mansioni sono quelle di pianificare il territorio e il paesaggio cittadino. Questo avviene attraverso di analisi specialistiche sulle strutture che vanno a comporre l’ambiente territoriale (urbano e ambientale) della zona in esame per poter fare una valutazione di fattibilità dei progetti che in esso ricadranno.

Un'altra mansione riguarda le strategie, politiche e progetti di trasformazione urbana e territoriale. Questo avviene sia a livello regionale che a livello del Piano regolatore generale all’interno del comune.

Come diventare architetti paesaggisti: formazione

Il percorso di formazione comincia con una Laurea in architettura, che può essere quinquennale o strutturata secondo la formula del 3+2, a seconda degli atenei e degli indirizzi. Infatti, oltre che al corso di studi canonico, in Italia sono presenti vari rami di specializzazione indicati per chi decide di intraprendere questa carriera:

Una volta conseguita la laurea l'ultimo passaggio per iniziare questo lavoro consiste nel sostenere l'esame di stato in Architettura, per l’iscrizione all’ordine.

Di cosa si occupa un architetto paesaggista

Entriamo ora nel merito: l’architetto paesaggista si distingue dagli altri per il suo campo d’azione. Questa figura professionale si occupa della progettazione di paesaggi nell'ottica della preservazione e salvaguardia degli elementi che lo caratterizzano, sia dal punto di vista della natura e dell’ambiente, che dal punto di vista culturale e urbanistico. Un architetto paesaggista si occupa della progettazione applicata agli spazi esterni: parchi, giardini, piazze e restauro di siti architettonici storici.

Ristabilire un rapporto armonioso tra l’uomo e la natura, tra la città e i suoi spazi aperti, tra il cemento e il verde: quello dell’architetto paesaggista è un ruolo chiave nel nuovo sviluppo delle nostre città, in cui si cerca di armonizzare l’edilizia con i necessari spazi verdi e l’estetica urbana.

Va, dunque, a valorizzare e tutelare gli spazi aperti, verdi e non, di un comune, intervenendo su di essi agevolare la loro funzionalità in base alle esigenze di chi li abita, senza intaccare in alcun modo le caratteristiche naturali del paesaggio stesso.

Come diventare specialisti del recupero e della conservazione del territorio: formazione

La formazione in questo campo non differisce molto da quella di pianificatore territoriale, con corsi di laurea in Scienze della Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Paesaggistica e Ambientale e Pianificazione Territoriale, Urbanistica e Ambientale. A questi si sommano le lauree in Ingegneria per l'Ambiente e il Territorio, oppure Gestione e Valorizzazione del Territorio ma anche Tecnologie per l'Edilizia e il Territorio.

Gli obiettivi formativi vertono sulle capacità tecnico-operative nell’ambito dell’edilizia, dell’urbanistica, del restauro architettonico e delle altre attività di trasformazione dell'ambiente e del territorio. L’interdisciplinarità aggiunge al programma esami di Lingue, Architettura, Geologia ed Economia dell’ambiente.

Di cosa si occupa uno specialista del recupero e della conservazione del territorio

Come dice il nome stesso, questo professionista si occupa del recupero e della conservazione del territorio. Questa figura professionale collabora con enti pubblici e privati operanti per la tutela, la conservazione, il restauro, la rifunzionalizzazione e la valorizzazione, del patrimonio in esame. Si tratta di lavorare per o in collaborazione con i vari Ministeri, le soprintendenze, i musei, le regioni ed altri enti locali.

Il suo lavoro vede la predisposizione di progetti e di opere, per poi dirigere la loro realizzazione, coordinando altre figure professionali ed operatori del settore.

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