Come distinguere subordinate soggettive e oggettive in italiano

Di Redazione Studenti.

Come si distinguono subordinate soggettive e oggettive? La guida che ti illustra alcuni semplici passi per riconoscerle e utilizzarle bene, e frasi esemplificative

Introduzione

Come distinguere subordinate soggettive e oggettive in italiano
Come distinguere subordinate soggettive e oggettive in italiano — Fonte: getty-images

Uno degli errori più comuni nello svolgere l'analisi del periodo, in italiano, è la confusione tra due tipi di subordinate: soggettive e oggettive. Questo accade sia perché le due proposizioni hanno una struttura molto simile, sia perché vengono insegnate contemporaneamente o comunque in tempi molto ravvicinati. Certo è che queste sono cose che vanno insegnate e di conseguenza imparate alle scuole medie, quindi se non le si sanno potrebbe essere un problema di insegnante o di scarsa attenzione quando le si sono state spiegate.

Questa guida vi proporrà pochi semplici passaggi da seguire per distinguere e fare un adeguato utilizzo delle due subordinate. È una cosa molto semplice benché sia un errore molto comune, serve solo capire dove si sbaglia ed evitare che questo avvenga.

Quindi armatevi di un po' di pazienza e vediamo insieme come procedere passo per passo con questa guida.

Occorrente: carta e penna.

La subordinata soggettiva

Iniziamo con la subordinata soggettiva che nel suo insieme fa da soggetto alla proposizione reggente. Essa è sempre introdotta da forme impersonali: verbi semplici, verbi costruiti con il si passivante e locuzioni impersonali.

Può essere esplicita: introdotta dal "che". Può essere implicita: introdotta o meno dal "di". La subordinata oggettiva svolge nel periodo lo stesso ruolo che il complemento oggetto svolge nella frase. Quindi tale subordinata ha la funzione di fare da complemento oggetto della reggente.

Si utilizza nel caso di verbi di significato dichiarativo, verbi che indicano percezione o ricordo, verbi che esprimono opinione, sospetto o dubbio e infine verbi che esprimono volontà, speranza, desiderio e timore. Altra azione da non sottovalutare la vediamo ora con "la funzione nei confronti del verbo reggente" nel secondo passo.

La funzione

Ciò che le distingue è la funzione che esse svolgono nei confronti del verbo reggente: l'oggettiva svolge funzione di complemento oggetto, la soggettiva svolge quella di soggetto.

Quindi la vostra attenzione dovrà focalizzarsi sul verbo della proposizione reggente. Si procede semplicemente come segue: per distinguere una soggettiva da un'oggettiva dovete guardare la principale. Se questa non ha soggetto (neanche sottinteso) e ha un verbo impersonale (transitivo o intransitivo) la subordinata sarà soggettiva. Se la principale ha soggetto (anche sottinteso) e ha un verbo transitivo, la subordinata sarà oggettiva.

Finiamo questa guida con il terzo passo in cui spiegheremo il tutto attraverso qualche esempio utile per capire meglio l'operazione da svolgere.

Esempi

Chiariamo con degli esempi. Esempio sulla subordinata oggettiva: nella frase "Sembra che il tuo piano funzioni" dovete capire di che tipo è la subordinata introdotta da che: il verbo sembrare è transitivo? No, quindi la subordinata non è oggettiva.

Analizziamo ora "Dico che il tuo piano funzionerà": il verbo dire è transitivo? Sì. C'è in questa frase un complemento oggetto? No, la sua funzione è espressa dalla subordinata: possiamo concludere che si tratta di un'oggettiva.

Seguendo questa sequenza di ragionamenti potrete affrontare i prossimi test sulla lingua italiana in maniera più rilassata, bastano solo tanta pratica e studio e con questi suggerimenti, il risultato è assicurato.

Spero che questa guida possa esservi stata d'aiuto e se avete qualche dubbio non esitate a cliccare sui link in basso.

Consigli

Non dimenticare mai:

  • Verificate che il "che" sia effettivamente una congiunzione e non un pronome relativo.

Alcuni link che potrebbero esserti utili: