Come affrontare il primo anno di università: tutte le criticità che potresti incontrare

Una guida per capire come affrontare il primo anno di università. Ecco quali sono le criticità che una matricola potrebbe incontrare

Come affrontare il primo anno di università: tutte le criticità che potresti incontrare
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Come affrontare il primo anno di università

Come affrontare il primo anno di università.
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Affrontare il primo anno di università è un’esperienza unica, piena di emozioni e nuovi stimoli, ma allo stesso tempo può rivelarsi un’esperienza impegnativa e causare un certo livello di stress. Per questo è importante affrontare sin da subito il mondo universitario con il giusto atteggiamento mentale.

In questa guida cercheremo di analizzare le possibili criticità che una matricolare potrebbe trovarsi ad affrontare durante il primo anno accademico. In particolare, parliamo di tutte quelle pratiche burocratiche legate a iscrizioni, pagamenti e prenotazioni, ma anche di quelle difficoltà legate alla frequentazione di un contesto del tutto diverso da quello conosciuto fino ad ora (come funziona il calendario accademico? E le sessioni di esame?). Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Iscrizione

La prima difficoltà che può trovarsi davanti una matricola è l’iscrizione. Ogni ateneo pubblica sul proprio sito le informazioni sulla durata dell’arco temporale in cui è possibile iscriversi a un determinato corso di laurea, con data di apertura e di fine immatricolazione. Queste date sono stabilite in autonomia dalle singole università. Per iscriversi, dunque, è necessario presentare la domanda di iscrizione nei tempi indicati.

L’iscrizione effettiva avviene in seguito al pagamento della tassa d’iscrizione e della tassa regionale per il Diritto allo Studio e dopo aver consegnato tutti i documenti richiesti dagli uffici della segreteria studenti. Molti atenei si sono dotati nel tempo di sportelli di orientamento che aiutano i nuovi iscritti nelle procedure di immatricolazione.

Gli studenti, inoltre, in fase di iscrizione dovranno fornire la dichiarazione ISEE (Indicatore della Situazione Economia Equivalente) che serve a determinare l’entità delle tasse da pagare nell’arco dell’anno accademico, in caso di mancata dichiarazione, lo studente rientrerà nella fascia di tassazione più alta prevista dall'ateneo.

Anno accademico

Superato l'ostacolo dell'immatricolazione, non resta che immergersi e vivere a pieno l'ambiente universitario. A questo punto è molto frequente provare un certo tipo di disorientamento poiché l'università è un contesto totalmente diverso da quello scolastico e lo si nota fin da subito con il calendario accademico. È importante sapere che non esiste una data universale di inizio e di fine anno accademico, perché ogni ateneo e nello specifico ogni corso di laurea possiede un proprio calendario, disponibile per la consultazione sul sito specifico di ogni facoltà.

Inoltre, è utile ricordare che l’anno accademico non corrisponde all’anno solare, infatti, inizia a ottobre e termina a settembre dell’anno successivo. Il calendario accademico è composto da due semestri, ciascuno caratterizzato da un periodo di lezioni e sessioni di esami. Generalmente il primo semestre inizia tra settembre e ottobre e termina a febbraio, il secondo semestre, invece, inizia tra la fine di febbraio e l'inizio di marzo e termina tra la fine di giugno e l'inizio di luglio.

Sessioni di esami

Dopo aver compreso come funziona il calendario accademico, è giusto soffermarsi sulle sessioni di esami. Quante sono e in che periodo dell'anno si collocano? Facciamo un po' di chiarezza.

Durante l'anno sono previste tre sessioni d'esame:

  • La prima si svolge tra gennaio e febbraio
  • La seconda tra giugno e luglio
  • La terza a settembre

Ogni sessione d’esame prevede un certo numero di appelli, ossia le date in cui si svolgono gli esami. Normalmente gli appelli sono 2 o 3 per ogni corso, in base alle disposizioni dei singoli corsi di laurea. In prossimità delle sessioni di esami ogni ateneo pubblica sul proprio sito le date e gli orari precisi dei singoli esami in un calendario specifico. 

Per sostenere un esame, lo studente deve iscriversi ai singoli appelli entro una certa data stabilita dai singoli corsi di laurea.

Piano di studi

Un altro passaggio che spesso mette in agitazione molte matricole è la compilazione del piano di studi. Innanzitutto chiariamo che tutti gli studenti, a prescindere dal corso di laurea prescelto, devono compilare questo documento per sostenere gli esami e ottenere i crediti formativi universitari necessari per validare il percorso di studi.

In sostanza, il piano di studi è l'insieme di tutte le attività formative che uno studente deve sostenere per potersi laureare. Tra queste ci sono esami, laboratori, attività e stage. Alcuni di questi insegnamenti sono obbligatori, altri invece sono a scelta dello studente, sempre in base ai vari corsi di laurea. I singoli atenei prevedono dei periodi specifici per la compilazione e la consegna del piano di studi, che nel corso degli anni può anche essere modificato.

Considerate le criticità legate alla compilazione del piano di studi, molte università affiancano alle matricole dei tutor e delle figure specifiche proprio per facilitare questo importante passaggio.

Come affrontare il primo anno di università: conclusioni

In questa guida abbiamo affrontato parte degli aspetti che rendono il primo approccio di una matricola alla vita universitaria traumatico e disorientante. Cominciare questa nuova esperienza con un po' di informazioni sulle pratiche di iscrizione, sul calendario accademico o sulla compilazione del piano di studi può essere d'aiuto, ma è importante ricordare che è normale avere paura o esseri spaesati all'inizio. Come sarà normale sbagliare, inciampare e cadere in questo lungo, tortuoso ma anche meraviglioso percorso di crescita e di formazione.

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